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Rubrica Le Perle del Roots

SISTA IGGY – ALLE RADICI DELLA MUSICA JAMAICANA

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Suora Ignazia o semplicemente Sista “Iggy” e i “suoi” alunni, gli “alfariani”

Nasce Maria Davies nel 1921 in Jamaica, nel distretto rurale di St Catherine dove viene battezzata; quando i suoi parenti si muovono a Kingston lei frequenta la scuola superiore femminile “Alpha Academy”, vicino alla Alpha Boys School. A 17 anni,”sente” la Musica e vede Dio, prende i voti ed entra nelle “Sister of Mercy” un ordine di religiose cattoliche della Chiesa Cattolica Romana fondato a Dublino nel 1831, e promesse al servizio di persone che soffrono di povertà, malattie e mancanza di istruzione, con particolare attenzione verso donne e bambini. I membri fanno voto di povertà, castità e obbedienza.

Presto diventerà la responsabile della scuola che viene Istituita nel 1880 come “scuola per ragazzi ribelli” , e che dirisse per circa 60 anni; La scuola divenne famosa, non solo per la disciplina che instillò nei suoi allievi,ma anche per l’eccezionale insegnamento musicale che ricevettero. La banda di questa scuola fù fondata nel 1892. Originariamente era un “drum and fife corps”, usata per marcette e musica per uso “militare”, e successivamente, in seguito al dono di strumenti in ottone del vescovo cattolico romano della Giamaica, diventò una brass band con annessa band militare. Cosa c’è di speciale? Questa scuola ha avuto il merito di aver sfornato tra i migliori musicisti dell’isola.

I suoi istruttori di musica hanno incluso Lennie Hibbert, Ruben Delgado e Sparrow Martin e la scuola ha avuto come allievi, musicisti come: Don Drummond, Tommy McCook, Lester Sterling, Rico Rodrigues, “Dizzy” Moore, Headly “Deadly”Bennet, Lesley Thompson,Glen Da Costa, Leroy “Horsemouth” Wallace, Cedric“Im”Books, ma anche cantanti come Yellowman, Johnny Osbourne o Leroy Sibbles e molti molti altri.

Alcuni poi degli allievi più bravi, diventarono essi stessi Maestri. Una storia ad esempio racconta che un giorno Don Drummond, stufo di seguire le lezioni del suo maestro, si mise in cattedra iniziando a suonare; il maestro si sedette nel banco che era stato del suo alunno. Mi ha sempre colpito la figura di questa suora esile, con grandi occhiali,dall’aspetto burbero che bacchettava alcuni dei suoi alievi indisciplinati, ma dalla voce dolce e ferma.

C’è un filmato dove lei si avvicina e parla a dei dreads che stanno “bingando” e spipazzando alla grande, ma che si fanno piccoli,piccoli in sua presenza; in un’altro’altro reggaementary mentre la intervistano, vicino a lei “Dizzy”Moore, storica tromba degli Skatalites, con lunghi dreads visibilmente “imbarazzato” si mette quasi sull’attenti. Questo io lo chiamo amore. Chissà quanti reasoning ed altro ancora con tutti quei rastoni dall’aspetto cosi “dread” e terribile, dove lei però sembra essere perfettamente a suo agio. Dei “suoi ragazzi”, come affettuosamente gli chiamava, si racconta che dopo una session particolarmente infuocata (praticamente gli Skatalites in full style), quando tutti si rivolsero verso la loro “maestra”-lei suona il sax e il flauto-per il suo giudizio, lei gli rimproverò con un:“Ragazzi,dai potete fare meglio”.

La sua song preferita era “East Standard Time”. Qualcuno ipotizza anche un suo coinvolgimento, come musicista in qualche registrazione degli Skatalites,…chissà, sicuramente ogni tanto prendeva il suo saxofono o flauto e ci dava dentro alla grande.
“Nelle sue lezioni si ascoltava qualunque tipo di musica: da quella classica, al R&B, Rock e musica cubana. Non sapevamo la lingua e lei traduceva, ci diceva di concentrarsi sui singoli strumenti, di ascoltare bene il fraseggio del basso, quello che faceva la batteria e via dicendo” come racconta uno dei suoi ex alunni. Ma non finisce qui! Questa Sorella, che il Signore l’abbia in Gloria, aveva anche un sound system,autocostruito dai ragazzi della scuola che si chiamava Mutt & Jeff Sound System a cui aveva dato,naturalmente, il suo speciale Blessing.

Lo stesso “Coxone”, ebbe modo di visitare il suo Sistema, ed ultimamente si sono trovate pure delle foto che riprende i due insieme. Come Coxone, si dice che avesse un “buon orecchio”, e che difficilmente “sbagliava” vibes. Si raccontano di serate infuocate dove in “classiche battaglie” tra sounds, lei dovesse intervenire x selezionare personalmente le “songs” (per favore non chiamiamole “chunes”), ricevendo sempre i “gunshots salute” delle posse presenti. Sista Iggy era infatti anche un’ avida collezionista: mandava i suoi alunni nei negozi locali con la lista della spesa dei dischi da comprare: da quelli coi discorsi di M.L.King, a James Brown, tanto Soul e naturalmente calypso,mento,ska,early reggae e chi più ne ha, più ne metta.

Nel 2003 la sua vasta collezione, copreso il piccolo giradischi che usava nella classe è stato venduto al “Museum of Pop Culture in Seattle” per raccogliere soldi “per i suoi ragazzi” e il suo catalogo è pure on line. Conferita dal Governo Giamaican nel 1996 l’onorificenza di Badge of Honour per “servizi alla nazione”. Io penso invece che dovrebbe ricevere la più alta onoreficenza possibile. In Giamaica, e forse non solo, non c’è mai stata una scuola da dove siano usciti cosi tanti talenti,che hanno poi così influenzato la musica nel mondo.
Lei naturalmente non si preoccupava di tutto questo. L’amore di Dio, i suoi ragazzi, e la Musica gli davano tutto. Muore nel 2003 per un attacco di cuore.

Della musica che presto avrebbe conquistato il mondo, grazie anche al talento dei “suoi ragazzi”.

Lei in qualche modo ha nutrito e sostenuto e diceva: “I knew it was not going to stay in Jamaica only.”.  Adesso: who rule the dance? Possibly Sista Iggy ram it.

Grazie Sorella Ignazia, questa preghiera è per Te. Riposa in Musica e in pace. One heart.

 

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Dany Rootical

Rubrica Le Perle del Roots

‘RUDEBOY’: LA STORIA DI TROJAN RECORDS IN DVD

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Rudeboy - Trojan Records - Run it

In uscita in DVD & BluRay il 27 novembre

La leggendaria etichetta Trojan Records annuncia l’uscita del documentario Rudeboy: The Story of Trojan Records su DVD e BluRay. Il lungometraggio, che è stato proiettato in cinema e festival selezionati nel 2018, racconta la storia delle origini e dell’amore in corso tra la musica giamaicana e britannica attraverso il prisma dell’iconica etichetta.

Diretto dal già vincitore di un Grammy Nicolas Jack Davies (The Road To Red Rocks, Payday), Rudeboy presenta un cast di artisti leggendari tra cui Lee ‘Scratch’ Perry, Toots Hibbert, Ken Boothe, Neville Staple, Marcia Griffiths, Dave Barker, Dandy Livingstone, Lloyd Coxsone, Pauline Black, Derrick Morgan e altri ancora. Combinando filmati d’archivio, interviste e recitazione, racconta la storia di Trojan Records ponendola al centro di una rivoluzione culturale che si è svolta nelle case popolari e nelle piste da ballo tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 in Gran Bretagna e raccontando come quel periodo di immigrazione e innovazione ha trasformato la musica e la cultura popolare. Un tributo affettuoso che ci ricorda che la musica ha il potere di abbattere barriere culturali e cambiare vite.

Rudeboy è stato presentato in anteprima al London Film Festival nel 2018 ricevendo recensioni entusiastiche da The Hollywood Reporter, Little White Lies, Film Threat e The International Documentary Film Festival Amsterdam, oltre alla copertura da parte di media del calibro di Rolling Stone, BBC e The Wire. Il film ha fatto parte delle celebrazioni per il 50° anniversario di Trojan Records: cinquant’anni da quando l’iconica etichetta reggae non solo ha cambiato il panorama musicale e culturale britannico, ma ha anche portato un nuovo sound e un nuovo sistema di valori in tutto il mondo.

A partire dal 27 novembre i fan potranno acquistare un cofanetto di 2 dischi in edizione limitata, che include il DVD / BluRay e il CD della colonna sonora ufficiale del film sullo store digitale di Trojan Records. La colonna sonora completa invece può essere ordinata sia in vinile che in CD.

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THE MELODIANS:  LA STORIA CONTINUA FINO AI GIORNI NOSTRI

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In questa rubrica dedicata al Roots, diamo un’occhiata a cosa è successo ad uno dei gruppi che ha scritto una parte importante della storia della musica popolare giamaicana.

Loro sono The Melodians, formatisi a Greenwich Farm, Kingston, una leggenda ed una colonna portante che ha unito il passaggio dal Rocksteady al Reggae.  

La melodia nelle loro canzoni, è sempre stato un segno distintivo di McNaughton, Brevett e Dowe.

I primi successi per l’etichetta Treasure Isle del produttore Duke Reid, urante il breve ma intenso periodo del Rocksteady.

Siamo negli anni ’60, canzoni come “Little Nut Tree“, “Swing And Dine” e “Sweet Sensation” si ascoltavano ovunque.

Ma ancora doveva arrivare il più grande successo “By The Rivers of Babylon“, prodotto da Leslie Kong.

Determinati a portare avanti l’eredità del gruppo, qualche anno fa i nuovi Melodians hanno registrato e si sono esibiti in manifestazioni importanti sull’isola come quella in ricordo di Gregory Isaacs.

I nuovi entrati sono Winston Dias, Taurus Alphonso e Lee Milo.

Milo si è unito ufficialmente al gruppo lo scorso anno, in sostituzione del fondatore Trevor McNaughton, morto nel 2018.

Dias e Alphonso si sono uniti a McNaughton dopo la morte di Brent Dowe e Trevor Brevett rispettivamente nel 2006 e nel 2013.

Questo il nuovo rifacimento di I’ll Take You Where The Music’s Playing

 

Questi invece le hits del gruppo che resiste al tempo e porta avanti la tradizione.

 

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Pier Tosi

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JIMMY CLIFF : “FARE”, NON “PROVARE” SE VUOI AIUTARE IL PIANETA.

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Luglio 1970 – Un motivetto impazza per le strade di Londra fino a conquistare le classifiche di tutto il mondo. Si tratta della band inglese Mungo Jerry e della loro intramontabile hit “In the summertime”, esattamente 50 anni fa. E per quanto improvviso ed inaspettato sia il successo della band inglese, a sorprendere il regno unito è un ragazzo venuto da lontano che riesce ad imporsi con i suoni della propria terra, la Jamaica.

La cultura reggae infatti in quel periodo ormai spopola nell’isola caraibica, ma al di fuori dei confini nazionali non si è ancora afferamata.
Jimmy Cliff è il primo vero artista reggae a godere di fama all’estero, diventando presto celebre in Europa ed in America. La Island Records punta tutto su di lui per diffondere il genere nel mondo (prima di accompagnare la consacrazione universale della leggenda Robert Nesta Marley, ndr).

La sua hit “You can get it if you really want“, pubblicata nel luglio di quella estate, è uno dei primi brani reggae a diventare un vero successo internazionale.
Una canzone sempre attuale che è diventata ovunque simbolo di speranza, di riscatto e perseveranza e che ha avuto un ruolo chiave nella diffusione di questa musica nella cultura di massa. Merito va dato anche alle reintepretazioni incise da numerosi artisti, prima su tutte quella dell’altra icona Desmond Dekker su suggerimento del celebre Leslie Kong, produttore di entrambi (o per amor di cronoca nostrana come non citare anche la cover del 1991 di una esplosiva Sabrina Salerno).

“You can get it if you rellay want” è stata inoltre largamente utilizzata nel cinema e nella televisione, a partire dal cult del ’72 “The harder they come”, tra le pellicole più rappresentative dell’isola caraibica e con protagonista lo stesso Cliff ; fino ad arrivare al più recente successo di Will Smith “Hitch” del 2012.

Per apprezzare davvero il valore di tutto ciò basti pensare ai pregiudizi che ancora oggi accompagnano spesso la dancehall, possiamo quindi immaginare l’impegno profuso per promuovere la cultura reggae in un contesto come quello di 50 anni fa. Grazie Jimmy.
“Quando ho scritto questa canzone ho usato la parola “Try”-“provare”, ma “provare” è solo una parola presa dal dizionario e che in reltà non funziona, penso che “fare” sia la parola adatta.

Crescendo ho imparato che “fare” è meglio che “provare“, perchè se ti dico “prova a guardarmi” potresti farlo oppure no.

Perciò facciamo la nostra parte, facciamo del nostro meglio per aiutare il pianeta, per aiutare la madre terra, proteggendola e nutrendola nella maniera corretta.

Usciremo da questa situazione tutti insieme.

Blessed Love.

Big up to all” Jimmy Cliff, 4 Maggio 2020

 

 

 

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