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ADDIO ROBERT ‘ROBBIE’ SHAKESPEARE – TRIBUTO

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L’annuncio che nessun amante della musica reggae, avrebbe mai voluto leggere. Mi si spezza il cuore doverlo scrivere e dover scrivere ultimamente spesso R.I.P. Ieri 8/12/2021, il Leggendario bassista, produttore, polistrumentista O.D. giamaicano Robert ‘Robbie’ Shakespeare, del duo Sly & Robbie, si è spento nell’ospedale di Miami dove era ricoverato per i postumi di un operazione ai reni, hanno tristemente annunciato la famiglia e la Ministra della Cultura della Giamaica.

La tragica notizia ha fatto presto il giro del pianeta, cogliendo tutti con sorpresa e dolore. ‘Word, Sound & Power’ inteso come Suono, vera Forza della Creazione. Tutto cominciò con un Suono. Nella Bibbia c’è scritto: ’In principio era il Verbo’, la versione inglese dice ‘In the beginning was the Word’ ed in pratica ci viene detto che fù il ‘Suono’ della voce di Dio a far si che il Nulla diventasse Qualcosa. Dubitando che il ‘Verbo’ significhi, una sillaba o frase, mi viene facile immaginare questo evento sonoro come una gigantesca vibrazione; uma immensa onda sonora: ed in questa metafora ci vedo la teoria del Big Bang, ovvero ‘la Musica della Creazione’.

Il Big Sound, questo immenso Bang che continua a propagarsi dal suo inizio teorico e che forse non avrà mai fine’. Tosh, per primo usò il termine per la sua band, dove Peter è ’Word’, Sly è ‘Sound’ e Robbie, ‘Power’. Sly & Robbie con Peter, erano come Carlton ed Aston Barrett con Bob; una specie di ‘trinità musicale, che ha cambiato e rivoluzionato la storia della Musica. Seen? Seen!.

Vengono subito in mente le canzoni, che abbiamo amato, e amiamo, spesso colonne sonore della nostra vita, della mia senza dubbio. Canzoni magari importanti solo per noi, molte altre amate e conosciute da tutti; ognuno ha la sua reggae song preferita ed amata, e Robbie, con Sly, ci ha sicuramente suonato. E poi tutti, anche al di fuori del regge li conoscono, rispettano ed amano. Robbie affermava che il suo era un dono di Dio e che la prima ‘linea di basso’ che pensava, per quanto stupida o semplice possa essere, era quella giusta, perché il ‘primo taglio è quello più profondo’.The Masters Of Universe, Robbie & Sly hanno raggiunto uno standard stratosferico, alzando sempre di più l’asticella delle loro versatilità e capacità, raggiungendo mete impensabili;come l’Everest, pensavo che Robbie fosse eterno ed irragiungibile, se non con bombole d’ossigeno.

Ascoltavo già Jah Music, Bob ed altri, non leggevo i crediti, ma la prima volta che ascoltai veramente ‘Wanted Dread & Alive’ di Tosh rimasi fulminato dal basso. ‘Shakespeare?, ‘come il poeta’, pensai. Poi scoprì che come William, lo era; capace con poche note, di tanta bellezza e poesia, di toccarti il cuore, col potere di trasformare magari una canzone che sembrava ‘povera’, semplice e ‘traballante’, in un castello sfarzoso con molte stanze musicali colme di un lusso sfrenato. I primi ascolti di album, come il ‘live’ dei Black Uhuru ed altri dischi che costavano anche un occhio della testa (altro che adesso tutto disponibile) su cui si riusciva a mettere mano, in molti c’era sempre scritto: ‘Sly& Robbie’. Ma è mai possibile? Poi i primi concerti in Italia con Peter e loro tra i primi artisti ad esibirsi nel nostro paese; a questo proposito

Robbie ricordava divertito gli shows in Italia con cariche di polizia e gas lacrimogeni e il calore dei fans. Scuole superiori, estate 1984, gita scolastica a Vienna; festival di 3 giorni con‘Chalice’(quelli Jamaicani), Misty In Roots, Aswad, LKJ & Dennis Bovell Dub band, Black Uhuru con Sly & Robbie, ed altri che non ricordo. La sera degli Uhuru, coincideva con quello della nostra partenza per l’Italia.

L’ insegnate saputo che non avevo intenzione di perdermi lo show mi vietò di andarci,minacciando, in caso contrario, la mia sicura bocciatura. Show alle ore 19; partenza treno ore 21. Dietro la porta della stanza per impedirmelo, pensando che non avrei mai scavalcato dal 3 piano,gli venne un mezzo infarto. Maledetto infinito sound check di Sly, nascosto nel suo fortino-batteria piena di effetti e trappole. La sola vista di Sly con stesso capellino dei pochi dischi che avevo, mi gasò parecchio; poi finalmente i Black Uhuru, tutti vestiti di pelle nera, look militant-dreadlocks e lo show che decolla subito sull’intro di ‘Shine eye Gal. Poi quel basso, che mi ‘stregò’ e che come il primo amore, non ho mai più scordato. Era ‘musical war’, non ero preparato a quel volume di fuoco, riusciì in qualche modo ad uscirne malconcio con ‘ferite profonde’, ma ‘dread’ and alive.

A metà song Sly urla qualcosa, e per la prima volta ho ‘sentito’ solo la ‘batteria ed il basso’. Sly metronomo-umano con bordate micidiali, le pennate di ‘Mao’ i sorrisi e le mosse di Puma, i salti di Michael, Robbie tutto in nero con occhiali scuri e Fenderone. ‘Plastic Smile’ e tutti spingono ed urlano, Robbie, dopo aver ballato con Duckie, Puma e Michael,chiama tutti a raccolta, ci ‘benedice’ col basso; mentre sotto riceviamo la benedi-Zion-e, mi accorgo che rimane poco per tornare indietro. Di corsa lascio quel paradiso, per prendere al volo il taxi che mi porterà, come nei film, in stazione per prendere il treno al volo.

Sul taxi, mentre mi allontanavo, non ero più lo stesso di prima, avevo già un ‘diploma’ e potevo ancora sentire il basso; più mi allontanavo e più nitidamente mi sembrava di sentirlo. E come se lo sento.
La Musica ed il Suono sono per sempre. Rise in Power and Music.

Robert ‘Robbie’ Warren Dale Shakespeare ‘Basspeare’ 27/9/53 – 8/12/2021

pic by Lee Jaffe from ‘Legalize it’ Recording session 1975

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