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LEROY SMART

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Con straordinaria felicità, finalmente sono riuscito a creare una biografia come si deve, nel rispetto e nella conoscenza di un artista che va aldilà della musica, con le sue canzoni ed i suoi testi importantissimi e soprattutto una profonda serietà che meriterebbe tanto altro ancora, come per esempio l’invito ai vari festival mondiali che girano da decenni. Siamo sempre ottimisti anche in questo drammatico periodo che stiamo vivendo e sopravvivere a questo già è molto, ma guardando al futuro ho in mente un vero grande artista, un nome che fa parte integrante della storia della nostra musica reggae: LEROY SMART. La lista di tanti altri importanti artisti giamaicani è davvero lunga, ma studiando internet fin dal suo “tremendo” arrivo, di Leroy Smart non ve n’è alcuna traccia, è come se non esistesse, invece esiste eccome. Buona lettura e buon ascolto.

Nato il 1 gennaio 1952, i primi anni di Leroy Smart sono come il tipo di biografia che è molto interessante da leggere su una comoda poltrona, ma un’altra storia completamente se devi davvero vivere la sua spietata realtà. Rimase orfano all’età di due anni ed è stato portato da bambino al Maxfield Park Children’s Home e, senza madre, padre o parenti stretti, ha trascorso i successivi dieci anni nell’orfanotrofio. Fu quindi mandato all’Alpha Catholic Boys School, la scuola in cui si diplomarono così tanti degli straordinari maestri musicali giamaicani, e lì sotto la stretta guida e supervisione delle sorelle, iniziò a muovere i primi passi nella sua illustre carriera. Leroy era un membro di spicco del coro di Alpha, dove ha anche imparato il mestiere di calzolaio.
All’età di sedici anni Leroy fu mandato ad affrontare l’amaro mondo esterno e svolse una serie di lavori tra cui lavorare per i suoi alloggi a Mona Heights e poi lavori di costruzione dove doveva dormire sul posto di notte perché non aveva una casa dove andare. Le successive lotte di Leroy per farcela nel mondo della musica e per esistere nei duri ghetti di Kingston gli hanno dato una reputazione spaventosa e sono diventati oggetto di leggenda ma, come ha affermato, in un’intervista effettuata con lui a Negril Giamaica il 19 agosto 1992 quando si esibì al Kaiser’s Cafe e mi disse: “L’unica cosa di cui sono colpevole è difendermi con forza”.
La sua ardente ambizione era quella di essere un intrattenitore e ascoltava alla radio ogni giorno i molti cantanti rock fissi e sognava di diventare uno di loro un giorno. Leroy era irresistibilmente attratto dal centro di Kingston, il luogo dove questi cantanti già affermati di solito passano il tempo o vivono e finalmente nel 1968 grazie al produttore Jackie Estick registra il suo primo singolo intitolato “Mean To Me”, seguito subito dopo, l’anno successivo nel 1969, dal secondo singolo dal titolo “It Pains Me”.
Nel 1972 ha registrato la prima versione del brano “Pride And Ambition” per il produttore, calciatore e manager di Bob Marley Allan “Skill” Cole.
Leroy comincia a registrare hit dopo hit dopo hit, come “Wreck Up My Life” o “Trying To Wreck My Life” (curioso il fatto che il singolo venne anche stampato sotto il nome di Leroy Samuel sull’etichetta inglese Punch) e l’incredibile “God Helps The Man” per Earl “Chinna” Smith, entrambi realizzate nel 1973 e Leroy me li ricorda ancora nell’intervista, che erano le sue prime canzoni. Mi disse: “Era la prima melodia che feci per “Chinna”.
Nel 1974 collaborò con Bunny “Striker” Lee per la registrazione del singolo intitolato “No Love”.
Nel 1975 Leroy si avvicinò al leggendario produttore, Jimmy Radway, e gli chiese di scrivere una canzone per lui. Jimmy Radway stava allora cavalcando sulla cresta dell’onda con “Black Cinderella” di Errol Dunkley ma gli è sempre piaciuta la voce di Leroy Smart e così ha scritto la fantastica “Mother Liza” dove Bobby Ellis e Richard ‘Dirty Harry’ Hall hanno portato alla luce un riecheggiato ska lento e si è rivelato essere il primo successo di Leroy. Jimmy e Leroy hanno continuato a registrare glorioso album “Mr Smart” in cui Leroy ha dichiarato esattamente da dove veniva, chi era e dove stava andando in termini inequivocabili, seguito dal più riflessivo “Mirror Mirrror” e “Happiness Is My Desire”.
Devo sottolineare il fatto che da questo momento in poi, comincerà il periodo “Gold” per Leroy Smart, registrando nel 1975 altri importanti singoli come: “The Rough Is Rough” prodotto da Tommy Cowan, “Get Smart” per R. Nation, “Jah Jah” registrato elaborando il rhythm della canzone di Larry & Alvin “Your Love” dello Studio One, “Oh Darling” e “Just Tell Me” prodotti da Lloyd Campbell, “Love & Happiness” e “Keep On Trying” prodotti da Big Youth.
Il suo periodo “Gold” aumentò di misura una volta giunto al Channel One in Maxfield Avenue dei fratelli Hookim, registrò le sue migliori canzoni come “From Ethiopia”, “Black Man”, “Jah Jah”, “Meaning Of Life” e la bellissima “Badness Don’t Pay” stabilirono Leroy in prima linea tra i migliori cantanti di Kingston.
Tuttavia, sarà il brano “Ballistic Affair” che rimarrà per sempre un vero classico di tutta la sua sterminata e affascinante discografia. La consegna piena di sentimento e piena di emozioni di Leroy è andata dritta al cuore del problema in questa storia rivelatrice di lotte intestine che lacerano le comunità nel ghetto di Kingston, per nessun altro motivo se non perché un uomo veniva da un’area diversa. Sempre durante l’intervista effettuata con lui mi raccontò come nacque “Ballistic Affair”:”Un giorno stavo seduto insieme a Frankie Jones e sentivamo molto vicini gli spari e le mitragliate che provenivano da Greenwich, così iniziammo a scrivere questa importantissima canzone che dovrebbe essere studiata anche a scuola, per vedere un vero futuro di questa Giamaica che sta scomparendo, ora arrivati al 1992, puoi immaginare dal dopo indipendenza ad oggi cosa è potuto succedere in quest’isola?”. Nello stesso giorno gli raccontai quando vidi il suo show al Reggae Sunsplash (vestito con pantaloni grigi fosforescenti, camicia celeste con righe, giacca nera e cappello bianco) cantando “Respect”, “Woman”, “Without Love”
L’educazione rude di Leroy gli aveva mostrato molti anni prima chi erano i veri nemici della povertà del ghetto e di certo non era tuo fratello che soffriva in un ghetto simile a mezzo miglio lungo la strada. Anni dopo Joseph “Jo Jo” Hookim ha ricordato che Leroy Smart era uno dei suoi artisti preferiti e fu anche l’unico con cui avrebbe lavorato di nuovo.
Ora conosciuto come “The Don”, gli spettacoli teatrali oltraggiosi di Leroy erano spettacoli estremamente divertenti in cui la sua agilità acrobatica era in mostra tanto quanto i suoi incredibili talenti vocali. La sua apparizione “cameo” nel 1978 nel film “Rockers” di Theodoros Bafaloukos si aggiunse alla sua leggenda in crescita e, quando gli anni Settanta si trasformarono negli anni Ottanta, Leroy non fu mai lontano dalle classifiche.
Per quanto riguarda invece il discorso album, Leroy comincia tardi e solo nel 1977 a far uscire ben quattro capolavori musicali, il primo in ordine cronologico fu “Ballistic Affair” o chiamato anche “The Very Best Of Leroy Smart”, prodotto da Hookim, “Super Star” prodotto da Bunny Lee, “Dread Hot In Africa “ e “Impressions Of Leroy Smart” prodotti da Smart stesso.
Nel 1978 il suo successo continuò sempre a confermarsi sia con l’uscita di tanti singoli che di altri tre album importanti come: “Propaganda” e “Jah Loves Everyone” prodotti da Smart e “In London Clinker” prodotto da Bunny Lee.
Idem nel 1979 quando Leroy Smart registrò un bellissimo album “Disco Showcase” in compagnia delle bellissime armonie vocali dei Mighty Diamonds e prodotto da Augustus “Gussie Clarke”, poi “Showcase Rub A Dub” per l’importantissimo produttore serio come Alvin Ranglin con il quale realizzò anche l’album nel 1980 “Let Everyman Survive” con gli splendidi accompagnamenti vocali dei gloriosi Tamlins e “She Love It In The Morning” nel 1983 e “Harder Than The Rest” prodotto insieme a Tad Dawkins nel 1980.
Sempre nel 1980, Smart realizzò un ulteriore album auto-prodotto inserendo cinque singoli con relative versioni dub, intitolandolo “Reggae Showcase Vol.1” e fondando la propria etichetta, la “World Wide Success Records – WWS”.
Continuando la sua discografia arriviamo al 1981, anno di transizione dopo la scomparsa di Bob Marley quell’11 maggio, Leroy registrò un nuovo album dal titolo “Too Much Grudgefulness” co-prodotto insieme a Hyman Wright proprietario dell’etichetta “Jah Life”.
Nel 1982 pubblica sulla sua etichetta l’album “She Just A Draw Card” e nel 1983 “Style And Fashion”. Leroy Smart è un fiume in piena e come un uragano musicale registra senza sosta aumentando e arricchendo sempre di più la sua straordinaria discografia. Nel 1984 realizza “Exclusive”, prodotto da Beswick “Bebo” Phillips e da Clive Jarrett, ma attenzione al doppio titolo perché venne stampato anche con il nome “Private Message”.
Ora direte:”Beh ha registrato fin qui abbastanza dischi…”, invece sembra proprio di no perché l’anno successivo, quindi il 1985 sarà l’anno che registrerà altri ben otto album, si otto dischi nuovi, di cui tre dei quali in combination con altri artisti ma partiamo con ordine.
Il primo fu “Face To Face Clash”, seguito da “Back To Back” entrambi cantanti in compagnia di Junior Reid, registrando un lato del disco ciascuno ed entrambi prodotti da Henry “Junjo” Lawes per Volcano Records, ed il terzo dal titolo “Rockers Awards Winners” registrato con Sugar Minott e prodotto da George Phang per la Powerhouse Label. Proseguendo l’anno 1985 gli altri cinque album furono: “Bank Account” prodotto da George Phang, “Live Up Roots Children” prodotto da Bunny Lee, “We Rule Everytime” e lo “Showcase” prodotti da Lloyd “Prince Jammy” James e infine “Temptation” prodotto da Henry “Junjo” Lawes.
Nel 1986 realizza e produce “Prophecy A Go Hold Them” e nel 1988 “Don Of Class” sulla sua etichetta e “Musical Don” sulla Skengdon, nel 1992 il bellissimo album “Talk Bout Friend” prodotto da Robert Dixon alias “Bobby Digital B”, nel 1994 “Everytime!” prodotto per la RAS Records ed infine due album non datati come lo “Showcase” in compagnia del legendario componente e fondatore degli Heptones come Barry “Heptones” Llewelyn, prodotto da Barry Grubber e Ted ”Jah” Powell ed il curioso “Music In The Dancehall” il quale album venne registrato con due diverse band, sul lato A con gli Invasion e sul lato B con i Disciples, prodotto da N.W. Campbell alias “Bugie”, e anche se non datato, mi ricordo di averlo comprato nell’aprile 1984 durante il mio primo viaggio “conoscitivo” a Londra.
L’andamento del mercato discografico dal periodo 1988 in poi subì un forte e drastico mutamento con l’arrivo e l’avvento di tanti nuovi cantanti i quali spopolarono con i nuovi ritmi digitali e facendo fermare quasi del tutto intere band di musicisti che di cantanti, alcuni dei quali smisero di cantare. Anche Leroy Smart si accorse del problema, e fece giusto in tempo a registrare gli ultimi album della sua carriera fino al 1994, anno in cui non vi è più traccia di nessun nuovo album, addirittura a distanza di 26 anni, calcolando che siamo giunti al 2020 e quasi 2021.
Le ultime recenti notizie e apparizioni risalgono al 2011 quando si esibì a Londra l’11 dicembre 2011, al Garance Reggae Festival 2012 in Francia, al Rebel Salute a St. Ann in Giamaica nel gennaio 2015 e 2019.
Curiosa infatti fu la sua esibizione al Rebel Salute 2015 quando Leroy Smart dà quella che alcuni chiamano una bizzarra performance. Ad un certo punto il cantante sul brano “Without Love” ebbe grandi problemi con la band dato che non conoscevano assolutamente il brano, e le note era sbagliate così da modificando la line up del sua esibizione cantando subito “I Wish You Good Luck” sul rhythm di “Queen Majesty” al posto di “Without Love”. La stessa canzone venne cantata al Garange Festival del 2012, ma all’epoca c’era Lloyd Parks & We The People Band la quale la conoscevano alla perfezione, con Robert “Robby” Lyn alle tastiere.
Con oltre trenta album all’attivo e innumerevoli dischi da sette pollici e discomix 12”, Leroy ha dimostrato di non essere mai stato indietro nel farsi avanti quando si trattava di studio di registrazione, ma non ha mai dato meno del 100% a ogni pubblicazione. Ha goduto di una lunga carriera di successo e, in un cast di migliaia di personaggi eccezionali, il nome di
Mr. Leroy Smart rimane in alto nella qualità delle sue canzoni e speriamo presto di rivederlo dal vivo e in studio per qualche altra sua gemma musicale.
L’ultima apparizione in video fu l’uscita del nuovo singolo “Goodas” del 2019, lontanissimo dai ricordi delle sue canzoni targate anni 70’.

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