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LEE PERRY: OSCURO IL MOTIVO DELLA MORTE DEL GENIO ECCENTRICO

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Lee-Perry-MORTO PER CAUSE S

Se ne va un’altro tassello fondamentale della storia della musica giamaicana. La triste notizia l’abbiamo appresa dai media ed anche dal primo ministro Andrew Holness. Ma non sappiamo il perchè, ne siamo riusciti dopo una lunga ricerca a capire cosa sia successo.

Il 29 agosto 2021 Lee ‘scratch’ Perry si è spento in ospedale a Lucea, in Giamaica. Una cittadina vicino a Negril. A Seven Mile Beach amava trascorrere molte serate, andava ad ascoltare molti concerti dal vivo sulla spiaggia, forse per catturare qualche nuovo suono, lo vedevamo spesso in compagnia di sua moglie.

Aveva 85 anni quando è passato a miglior vita, ma non si conosce ancora il motivo, non è stata fornita dopo diversi giorni la vera causa di morte. Quello che sappiamo è che le sue condizioni sono precipitate in breve tempo. 

Speriamo non per Covid, in quanto aveva criticato duremente Burning Spear ( Link  ) per essersi vaccinato e reso pubblico delle foto sui social, in contrasto secondo lui con la livity Rasta. 

 

IL SOPRANNOME “SCRATCH”

Rainford Hugh Perry aveva diversi soprannomi; The Upsetter, King, Little, Pipecock Jaxxon ma soprattutto “Scratch” che proviene dal singolo “Chicken Scratch” prodotto da Coxsone Dodd e pubblicato dalla Heartbeat nel 1989, con le primissime registrazioni da cantante a Studio One e con la musica degli Skatalites.

 

LA SUA STRAVAGANZA

Era conosciuto per le sue stranezze. Su come vestiva, specchietti ricavati da Cd e spille strane incollate alla meno peggio, su abiti coloratissimi o sul berretto. Che dire sul colore sgargiante dei suoi capelli, sempre diverso.

Difficile capirlo anche nelle sue interviste tutte da interpretare. 

Questo modo strambo di vivere e di affrontare la vita, riusciva a tramutarlo in suoni, missando e creando musica così futuristica, spesso da risultare del tutto incompresa. 

 

LA SUA MUSICA ED I TESTI

Pochi sanno, che molte Hits sono state scritte e prodotte, ma non attribuite a lui.  E’ rimasto celato dietro tante canzoni, ne rimarrebbero sorpresi anche i più grandi collezionisti.

Più che con i testi, è con la sua musica che ha varcato confini inaccessibili, portando il suo beat ovunque. 

Un mago dello studio e del mixer, ha aperto nuove frontiere e solcato posti in cui Il Reggae non è mai stato prima e probabilmente non ci sarà mai più.

Il suo modo visionario di vivere e di affrontare la vita, ha cambiato la musica popolare giamaicana, dallo Ska, al Rocksteady, dal Roots, al Reggae fino al Dub.

Tutti questi generi musicali hanno incontrato inevitabilmente il tocco magico di Lee Perry.

La sua follia era geniale ed ha contribuito a cambiare il destino dei gradi come Bob Marley e tanti altri musicisti nazionali ed internazionali. 

Nel 2002 vince il 45th Annual Grammy Awards grazie all’album  “Jamaican E.T.” ma è un riconoscimento minimale, per lui essere incoronato da Babylon non è cosa di cui vantarsi. Ha gradito sicuramente di più nel 2014 ricevere un riconoscimento nella sua isola, the Order of Distinction ( Jamaican national honor), .

 

DUE STUDI DI REGISTRAZIONE BRUCIATI

Si contano non uno, ma ben 2 studi di registrazione andati a fuoco. Prima il mitico Black Ark, con tutto il materiale contenuto dal valore inestimabile e poi più recentemente quello in Svizzera, dove si era rifugiato primo di rientrare in Giamaica negli ultimi anni della sua vita. 

Le cause, sempre ignote, anche se alcuni pensano ad esperimenti che conduceva personalmente, mentre altri semplicemente a candele perennemente accese per scacciare il male.

 

LA SUA ESPERIENZA

La prima collaborazione con Duke Reid, intorno al 1959 ma ben presto passò con Clement “Coxsone” Dodd a Studio One con responsabilità via via crescenti nella gestione ed un ruolo di primo piano nelle audizioni. Era diventato il supervisore dei cantanti che si presentavano  a fare i provini, presso il negozio di Dodd, ad Orange Street in Kingston.

Perry acquista presto una notevole esperienza nella produzione in studio e nel 1968 chiude malamente il suo rapporto con Dodd, perché ritenuto sfruttato e sottopagato. 

Incide dischi su etichetta WIRL con il gruppo di Lyn Taitt, nei primi anni del Rocksteady. 

Lavora per altri produttori: Clancy Eccles, Prince Buster, Errol Dunkley e soprattutto Joe Gibbs. Con quest’ultimo nel 1968, su etichetta Amalgamated, incide “I am the Upsetter”.

A causa del suo carattere tutt’altro che facile, rompe con tutti e decide nel 1969, di iniziare da solo fondando la sua etichetta musicale, la sua Upsetter Records.

Da qui l’ascesa inarrestabile che lo porta fino ai nostri giorni a conoscerlo ovunque ed anche  alle nuove generazioni per il suo modo unico di intendere la musica.

 

I SUOI GRANDI SUCCESSI

 

 

 

 


 

 

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