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TRAIN TO ROOTS- ESCE GAZA – PER FERMARE IL GENOCIDIO

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I Train To Roots sono tra i primi in Italia  a prendere una netta posizione contro il massacro che sta avvenendo a Gaza.

Ora che arriva anche l’incriminazione da parte della Corte penale internazionale dell’Aja: «Arrestate Netanyahu e Sinwar»

C’è chi non accetta il paragona tra Hamas ed il capo del governo di Israele ma secondo l’Aja la reazione è spropositata ed il mondo del Reggae fa sentire la sua voce

Gaza, è il singolo di lancio  dell’ottavo album. Un brano che nasce dalla necessità di prendere una posizione netta e non ambigua nei confronti del massacro di civili che è in corso nella striscia di Gaza e non solo.

Il testo prende ispirazione da una poesia del poeta Peppino Mereu, pubblicata verso la fine dell’800 dal titolo Nanneddu Meu, un canto di protesta in cui, in forma di lettera ad un amico, Mereu denuncia lo stato di miseria e oppressione in cui versavano gli strati sociali più bassi verso la fine dell’Ottocento in Sardegna. 

Nanneddu diventa Mohammeddu e lo scenario della miseria e del popolo oppresso si trasferisce nella Palestina di questo nuovo millennio. 

A più di 100 anni dalla pubblicazione della poesia, purtroppo, gli stessi versi che descrivevano lo stato di oppressione in cui versava la Sardegna possono essere riportati al popolo palestinese.

ASCOLTA GAZA DEI TRAIN TO ROOTS

 

 

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