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Rubrica Le Perle del Roots

SERGE GAINSBOURG & THE REVOLUTIONARIES 1979-81

Chi ha introdotto il reggae in Francia non è stato Bob Marley, ma io’. Serge Gainsbourg.

Attore, cantautore e autore geniale, paroliere scandaloso e grande provocatore, Serge Gainsbourg (1928-1991) – vero nome Lucien Ginzburg, figlio di immigrati russi- è una icona della cultura pop, è considerato uno dei più grandi cantanti francesi di sempre. Riposa nella sezione ebraica del cimitero di Montparnasse e viene ricordato dall’ex presidente Mitterand come ‘il nostro Baudelaire e Apollinaire’. Difficile definirlo e catalogarlo anche musicalmente, avendo spaziato un po’ in tutti i generi: dal folk al pop francese, dal rock al jazz, dal funky al rap. In tempi non ancora sospetti, nel Settembre del 1978 si reca con il suo manager a Kingston, per registrare un album reggae con alcuni dei più grandi musicisti dell’isola. Sly Dunbar afferma che ‘Aux Armes Et Caetera’ di Serge Gainsbourg è uno dei dischi più importanti in cui abbia suonato. Forse non sarà il primo artista europeo che registra un disco con musicisti giamaicani, ma sicuramente i suoi album reggae (’Aux Armes e Live) sono considerati tra i più importanti e belli mai registrati da un singer non giamaicano.

Dopo il successo di dischi come ‘History of Melody Nelson’, Serge continua a scrivere canzoni per altri, ma vuole ritornare alla ribalta e sotto i riflettori con un suo disco. Una sera il suo manager-produttore e direttore musicale, Philippe Lerichomme, in un club parigino rimane fulminato dalle selezioni punk e reggae del d.j.

Contatta Serge con l’idea di fare un disco reggae. Entusiasmo. Lerichomme è amico di Chris Blackwell, e con l’aiuto del boss della Island, riesce a contattare i Revolutionaries, coinvolgere le I Threes e prenotare per una settimana lo studio Channel One. Nel 1978 Sly Dunbar e Robbie Shakespeare, con Mikey ‘Mao’ Chung Robbie Lyn e ‘Sticky’ già ‘Word Sound & Power’ con Peter Tosh, (‘Dougie’ Bryan ed Ansell Collins fanno parte di Toots & The Maytals), ma anche ‘Revolutionaries’, al di fuori della Giamaica sono ancora sconosciuti ai più.

Lerichomme e Gainsburg non sanno che presto Sly & Robbie sarebbero diventati tra i più richiesti session men del pianeta, avrebbero suonato con artisti come Bob Dylan, Joe Cocker o Grace Jones, e una collaborazione/disco con loro sarebbe diventata d’ obbligo.

Gli album di Gainsbourg con i Revolutionaries sono:

’Aux armes et caetera’ (1979),’Mauvaises Nouvelles’ (81), ed il live ‘Enregistrement Public Au Théâtre Le Palace’ (1980).

‘Aux Armes’, il 13°album registrato in studio, uscito nel marzo del 1979 è considerato uno dei suoi capolavori. Alcune fonti dicono che ci fu’ entusiasmo all’arrivo di Serge in Jamaica. Ma la storia è un po’ diversa. Nessun comitato di benvenuto e niente tappeti rossi.

Il manager ricorda che arrivati nella strada dove c’era lo studio, galline e vari animali giravano indisturbati anche dentro lo studio ed il fonico non si trovava. L’incontro iniziale con Sly & Robbie non fù dei più rilassati. ’Nessuno sorrideva’. Serge: ’conoscete canzoni francesi? Robbie: ‘Francesi’? ‘Siamo giamaicani’.

Poi Sly il più diplomatico rispose: ’veramente ne conosciamo una’ ‘Je t’aime moi non plus’. ‘Sono io’, urla Serge. Gainsbourg la scrisse originariamente per Brigitte Bardot e registrata in una notte del 1967 a Parigi; si narra che la coppia, durante le registrazioni, si lasciò andare ad un vero e proprio petting. Da questa song nascerà il filone delle ‘orgasmo songs’, ma questa è un’altra storia. Serge lascia B.B per Jane Birkin (mamma di Charlotte Gainsbourg) e con lei inciderà di nuovo la song nel 1969. Il singolo, pubblicato nel febbraio del 1969 divenne immediatamente oggetto di scandalo. Giunto in Italia nell’estate successiva, fu dapprima censurato dalla Rai, che ne proibì la diffusione nonostante i primi posti in classifica. Censura a cui aderì anche il Vaticano. Il Papa emise addirittura una scomunica nei confronti del produttore del brano. Il Ghiaccio si è rotto. Primi sorrisi. Ancora non lo sanno, ma con l’aiuto di Geoffry Chung (ingegnere del suono e lui stesso un polistrumentista-adorato da Keith Richard-) e dei Revolutionaries, in una settimana registreranno forse il più grande album reggae con un cantante europeo.

Qualcuno lo chiamerà freggae-french reggae. Sly ricorda che Serge cantava recitando le sue composizioni e loro non sapevano il significato; ‘non disse mai niente su come dovevamo suonare, lasciandoci molto spazio’. I testi di alcune canzoni conterrebbero ‘oscenità’. Si racconta che qualcuno disse a Bob, che Rita aveva cantato cose sconce e volgari; Bob volle incontrare Serge che si presentò per chiarimenti con Robbie Shakespeare (nel frattempo erano diventati buoni amici). Ma non ho potuto avere conferma di questo episodio.

I Loa coinvolti sono troppo potenti, il disco è una bomba, ed appena esce scoppiano subito numerose polemiche: molti non sopportarono la ’Marsigliese’ stravolta e dissacrata da un ‘ebreo con una band di giamaicani strafatti’. Ma cattiva pubblicità e polemiche vendono ed in pochi mesi il disco è platino per vendite. Serge allora osa ancora di più: vuole i Revolutionaries con Geoffry Chung, fratello di ‘Mao’, per un minitour; le I Threes sono in tour impegnate con Bob, e per i cori si useranno altre tre coriste: Michelle Jackson, Kay Williams e Candy Mackenzie.

La band del disco live è la stessa del disco in studio tranne Robbie Lyn assente. Il tour ebbe numerosi problemi di ordine pubblico; alcune date vengono cancellate per le minacce di morte. I paracadutisti ed altri reduci di guerra minacciarono di usare anche la forza per impedire a Serge e band, che vengono svegliati più volte nel cuore della notte per pericolo bombe, di suonare l’inno francese in modo offensivo.

Alcune fonti dicono che la band, visto i pericoli, chiede più cachet; rifiutato, non suonano. A Strasbourg Gainsbourg esegue, senza band, la Marsigliese e i parà schierati sotto il palco si mettono sull’attenti. Si sceglie ‘Le Palais’ invece dell’Olympia’ per 3 date: Il 26,27 e 28 dicembre 1979. Inutile dire che tutte le date sono sold out e alla prima tra le personalità spicca Rudolf Nureyev, di cui non mi stupirei se durante i pesanti dubwise avesse accennato anche qualche passo di danza. Adoro questo album registrato a Montmatre, forse l’unico con i Revolutionaries live al loro apogeo creativo. Il sound ha ancora un groove anni‘70 ed la band suona come se alla consolle ci fosse King Tubby; in particolare Sly & Robbie suonano quei giochetti, che poi diventeranno un marchio dei loro show, (e che un po’ facevano incazzare Tosh), che li faranno decollare. La voce recitante di Serge si fonde incredibilmente col sound della band, tutte le songs sfumano in paurosi strumentali; Serge lascia ampio spazio ai musicisti che dubwisano alla grandissima.

Nel 2003 e 2015 sono uscite le versioni expanded dub di ‘Aux Armes’ più vari remix, dubs alternativi, jamaican versions brani inediti, più le versioni live tratte dei 3 shows live di Parigi. Con la collaborazione di Bruno Blum e Soljie Hamilton, dalle basi delle canzoni di Serge diversi D.j e singers, tra cui Big Youth, si sono cimentati in rifacimenti e covers. Alcuni ritmi sono stati risuonati da musicisti come ‘Flabba Holt, ed ‘Horsemouth’ Wallace.

Nel 2020 vi è l’uscita del live ‘completo’ tratte dalle registrazioni originali effettuate da Geoffry Chung nelle 3 serate. Nel 1980 per problemi di tempo, Geoffry doveva subito rientrare in Giamaica, usci un disco con un mixaggio frettoloso con solo 10 brani. Il ‘nuovo’ live’ è incredibile, le canzoni sono 20; vengono suonate tutte le canzoni di ‘Aux Armes’, una vecchia canzone ‘Marilou Reggae’ incisa nel ‘76, viene rinominata ‘Marilou Dub Reggae’ (notare la velocità incredibile di Sly), vengono riarrangiate ‘Doctor Jekyll & Mr. Hyde’ e ‘Harley Davidson’ (scritte con B.Bardot) che secondo molti superano le versioni originali. Il live si apre con la strumentale in stile Rockers, ‘Drifter’ resa immortale da Dennis Brown; seguono tra le altre ‘Relax baby be cool’,‘Daisy temple’, ‘Bonnie and Clyde’, ‘Javanaise remake’. Il modo in cui le liriche di Serge si fondono con la band è incredibile; le capriole dell’Hammond e le graffiate col piano fender di Ansell Collins in modalità dubwise si fondono con le chitarre di ‘Dougie’ e ‘Mao’ che pennano in un diluvio riverberante; Robbie con Fenderone e Sly che sembra avere 4 mani (la prima volta che ascoltai la versione nel 2° cd di ‘Lola Rastaquoere’ pensai che avessero sbagliato la velocità del cd), l’essenzialità delle percussioni di Uziah’Sticky’ Thompson. Tutte le songs sono attaccate una con l’altra e tutte subiscono un trattamento dubwise incredibile. Serge recita da solo una canzone, introduce i musicisti e fonici. Il modo in cui canta ed interagisce a volte si avvicina al concetto, secondo me, di dub poetry. Particolare la ripresa di ‘Relax Baby be cool’, dove Sly & Robbie esagerano, uno dei brani inediti assenti nella prima uscita ufficiale dell’album. Sono anche usciti dischi con le registrazioni delle altre serate. Inutile dire che per i fans di Serge e Revolutionaries è una vera manna. Ad esempio nel cofanetto triplo della super deluxe ‘Gainsbourg & The Revolutionaries’ (con una foto di Serge e band in Giamaica) vi è una versione di ‘Les Locataries’ diversa da quella che si può ascoltare nel live ufficiale uscito nel 1980, ma anche dalla versione definitiva del 2020 con i brani scelti dalle 3 serate. Il dubwise è molto più lungo e più wise (con Sly che urla più volte ‘dubwiiiisssee). Un altro esempio è la versione di ‘Harley Davidson’ dall’album ‘Gainsbourg..et caetera’. Si sente il pubblico, la ‘moto’ è sempre quella ma la velocità e feeling della ‘terrible engine’ fanno tutto un altro effetto. Nel finale la già citata ‘Lola rastaquoere’ viene rifatta per un pubblico delirante, quando alla fine viene risuonata ‘Aux Armes’ è l’apoteosi. Per un paio di settimane a Parigi questo show sarà ‘sulla bocca di tutti. Un disco intenso, ed incredibile secondo me uno dei live reggae più belli mai registrati; non può mancare nella vostra collezione. Serge non suonerà mai più ‘live’ con ‘i suoi amici giamaicani’. 

Nel 1981 Serge decise di riprovarci e rifare un nuovo album reggae: ‘Mauvaises Nouvelles des ètoiles’. Il suo manager glielo sconsigliò ma la compagnia, che non vedeva l’ora di ripetere il successo di ‘Aux Armes’, portò avanti il progetto. Si coinvolsero di nuovo le I Threes, ma questa volta fu’ differente. La magia non c’era più. Sly & Robbie adesso erano ‘famosi’, ma il disco non ebbe il riscontro del primo. Sly non si ricorda neanche di questo album e Robbie diceva ‘non è stato come il primo’. Le song secondo me più belle sono ‘Negus Negast’ e ‘Bad news from the stars’ dove risaltano le voci delle I Threes. Anche di questo album sono uscite le versioni dub.

Doctor Pablo.