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FIGLIO DI BUJU BANTON: “SONO QUASI DIVENTATO GAY, POI FEDE E BOOM BYE BYE MI HANNO SALVATO”
Le dichiarazioni di Jahazeil Myrie, figlio di Buju Banton, stanno facendo il giro del web e riaccendono un dibattito mai davvero sopito tra musica dancehall, religione e diritti LGBTQ+ in Giamaica.
Nel corso di un’intervista rilasciata al podcast Sheena Power Talk e ripresa da DancehallMag il 2 marzo 2026, il giovane artista ha raccontato di aver attraversato un periodo di profonda confusione personale e spirituale, arrivando a dichiarare:
“Sono quasi diventato gay”, precisando però di non aver mai avuto esperienze omosessuali.
La sua crisi sarebbe stata influenzata da delusioni sentimentali e da un momento di vulnerabilità emotiva. Ha parlato di “manipolazione mentale” e di una fase in cui si sentiva smarrito.
Il punto di svolta, secondo il suo racconto, sarebbe arrivato attraverso la fede cristiana. Racconta di essersi svegliato una mattina con il desiderio di andare in chiesa.
Ha poi citato anche Boom Bye Bye, brano pubblicato dal padre nel 1992 e divenuto uno dei pezzi più controversi della storia della dancehall per i suoi testi esplicitamente ostili verso gli uomini omosessuali.
“Ho ascoltato la canzone e ho cambiato idea”
Nel racconto, la canzone non viene presentata come causa diretta del cambiamento.
In altre parole, il brano avrebbe inciso indirettamente, come riferimento culturale e familiare che rafforzava una visione già radicata nella sua formazione.
Il fatto che il figlio abbia citato proprio quella canzone come elemento simbolico del suo “ritorno” ha inevitabilmente riacceso il dibattito online.
Banton, che ha smesso di eseguire il pezzo dal vivo dopo aver firmato il Reggae Compassionate Act nel 2007, in cui ha riconosciuto in passato come quella traccia abbia causato dolore a molte persone, compresa la sua famiglia.









