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BUJU BANTON: LO STREAMING È UNA “RAPINA MODERNA” TORNIAMO AL VINILE

Abbiamo perso il senso di appartenenza che si  provava quando si era in possesso di dischi in vinile, un’esperienza più coinvolgente rispetto allo streaming ed  altre forme di musica digitale come gli mp3. Sostanzialmente questo è il sunto del discorso del cantautore Giamaicano durante una delle sue ultime interviste.

Buju Banton ricorda i giorni in cui i dischi la musica era tangibile e rappresentava una proprietà, poi tutto è cambiato con un profondo senso di perdita, dovuto alla crescita della musica digitale a discapito del vinile e, in misura minore, della sua controparte del compact disc (CD).

Siamo realistici. Vengo da un’epoca in cui un disco era un disco. È così che sono cresciuto e si è andati avanti ed arrivo al punto in cui non ho più dischi. Cavolo, mi ritrovo con un CD. ma lo posso ancora accettare è un supporto fisico, avrei potuto ancora sentire la mia musica quando e come mi pare perché rappresenta una mia proprietà. Poi, dormo e mi sveglio e non ho più dischi, né CD, hanno messo la musica in una nuvola di sangue“, ha osservato, Buju durante un’intervista a Revolt.

Il vincitore di un  Grammy ha sottolineato anche l’instabilità della musica digitale, che secondo lui è esacerbata dalla dipendenza dai servizi di abbonamento, che vede come uno svantaggio significativo rispetto al vinile, a causa della dipendenza da pagamenti continui per accedere ad una collezione musicale che ora è in affitto.

Buju critica le società di streaming per i loro magri compensi agli artisti. Ha anche condannato i leader del settore per il loro silenzio su ciò che percepisce come una rapina moderna e un furto di proprietà intellettuale.

In fine secondo Buju, l’attuale modello di streaming è insostenibile per gli artisti più giovani.

Anche da un punto di vista finanziario, non credo che i giovani di oggi saranno in grado di essere indipendenti in base a quanto vengono pagati. Quindi veniamo derubati e il nostro settore viene violentato.”.

Ha ricordato con nostalgia il rituale di maneggiare i dischi in vinile, dalla rimozione della plastica alla lettura dei titoli sul disco. 

Il discorso di Buju Banton trova eco in un articolo del Times dell’ottobre 2023 intitolato “I media fisici sono importanti nell’era dello streaming”  che rifletteva anche il suo desiderio per i giorni in cui la musica era più di un semplice file digitale nel cloud.

L’articolo evidenzia le difficoltà finanziarie degli artisti più piccoli nell’era moderna, dove piattaforme come Spotify pagano meno di mezzo centesimo per streaming. 

Ciò ha costretto molti artisti a fare affidamento su tournée o altri lavori, soffocando la loro crescita creativa.

Lo streaming è un’ottima piattaforma per la scoperta di nuova musica, ma i supporti fisici trasformano la scoperta in appagamento. Tenere l’arte tra le mani ti aiuta a formare un legame ed è sempre bello mostrare il tuo amore per qualcosa ad altre persone“, conclude Buju.