Rubrica Film e Libri
TROJAN RECORDS: IL SUONO CHE HA SEGNATO UN’EPOCA-DOCU FILM
Quando si parla di reggae, ska o rocksteady, non si può non citare Trojan Records. Fondata nel 1967 a Londra, l’etichetta discografica è stata molto più di un marchio musicale: è stata una porta d’ingresso per i suoni della Giamaica in Europa, un collante tra comunità, un ponte tra periferie e mainstream.
Il nome nasce dal furgone “Trojan” utilizzato dal produttore Duke Reid per trasportare i suoi dischi. Da quel simbolo di mobilità e resistenza è nato un catalogo che avrebbe segnato intere generazioni. Con Trojan arrivarono nel Regno Unito artisti come Desmond Dekker, Jimmy Cliff, Ken Boothe, Gregory Isaacs, e molti altri. Per la prima volta, il pubblico bianco britannico scopriva i ritmi sincopati dello ska, la dolcezza del rocksteady e la potenza del reggae.
Che cosa racconta il documentario
Origini del suono e dei protagonisti: vengono ricostruite le radici dello ska, del rocksteady e del reggae, partendo dalla Giamaica rurale e urbana, passando per le sperimentazioni dei produttori come Duke Reid, Lee “Scratch” Perry e altri.
Sound system e comunità: uno dei punti centrali è il ruolo del sound system (i diffusori mobili, le “piste” improvvisate, le feste comunitarie) non solo come luogo di intrattenimento, ma come fulcro della vita sociale e culturale. Le comunità immigrate giamaicane, i giovani britannici, le sottoculture skinhead/rude boy usavano questi spazi per incontrarsi, identificarsi e ribellarsi in modo creativo.
L’impatto sulle sottoculture britanniche: il documentario evidenzia come Trojan abbia inciso non solo nella musica, ma anche nelle mode, negli atteggiamenti, nell’identità sociale. Movimenti come i skinhead bianco-inglesi si appropriarono del reggae/ska, trasformandoli in qualcosa di più: simboli di appartenenza, ribellione, stile.
Successi, sfide, declino e patrimonio: Trojan conobbe grandi successi (compilazioni popolari, singoli che arrivarono in classifica), ma anche critiche — per gestione, diritti degli artisti, problemi finanziari. Poi un lento declino, fino alla trasformazione in etichetta di catalogo, e oggi, una rinascita grazie all’interesse per le radici, per la storia, per le ristampe e per la riscoperta del vinile.










