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ADDIO STEVE BARROW: LO STORICO CHE HA PRESERVATO IL REGGAE E FONDATO LA BLOOD & FIRE
Per spiegare al meglio la figura di Steve Barrow e valorizzare l’importanza del suo lavoro nella diffusione e conservazione della cultura reggae, abbiamo chiesto a Pier Tosi, uno dei più autorevoli giornalisti musicali italiani, di dedicargli un approfondimento.
L’ondata di dispiacere e cordoglio causata nel mondo del reggae dalla scomparsa a ottant’anni di Steve Barrow che non è ne un artista ne un produttore musicale stupisce solamente chi non ha conosciuto la sua figura e la sua storia e non ne è stato influenzato.
Parliamo di una persona perdutamente innamorata del reggae sin dai suoi primi tempi, un collezionista che ha messo il suo amore e la sua competenza al servizio della musica giamaicana nei vari modi che vedremo in questo scritto, documentandola con i suoi articoli ed i dischi da lui curati in modo impareggiabile creando un corpus di conoscenza imprescindibile sia per chi si avvicinava al reggae da neofita sia per chi invece era già dentro a questo mondo da tempo e traeva dalle sue proposte stimoli sempre nuovi.
Avido appassionato di musica nera sin dalla gioventù Steve è diventato anche un professionista negli anni settanta attraverso l’attività di vendita di dischi in vari negozi della sua Londra in un momento di grande espansione del reggae. Già dal 1979 la Island lo contatta quando il ciclone 2Tone riporta alla ribalta lo ska ed il rocksteady per compilare alcune raccolte di vecchia musica per riportare in auge la musica giamaicana di solamente una quindicina di anni prima che tuttavia sembra dimenticata: le raccolte ‘Intensified’, ‘Too Intensified’ e ‘Catch This Beat‘ curate da Steve hanno un grande successo ed il suo nome inizia ad essere considerato sinonimo di grande passione e competenza.
Nel 1985 la Trojan, passata dal primo fallimento alla gestione di Colin Newman gli affida dei nastri degli anni settanta provenienti da Lee Perry perchè curi la pubblicazione di questo materiale. La raccolta ‘The Upsetter Collection‘ ed i tre cofanetti tripli ‘The Upsetter Box Set‘, ‘Open The Gate‘ e ‘Build The Ark‘ da lui curati sono degli autentici gioielli nel panorama delle ristampe di quel periodo.
Il lavoro di Steve continua con la cosidetta ‘producers serie’ cioè una serie di raccolte che riportano alla luce la grande creatività di produttori giamaicani più o meno noti attraverso classici e rarità che spesso arrivano dai suoi archivi personali. Tutte queste ristampe lo vedono come curatore e scrittore delle memorabili note di copertina riportare alla luce un mondo molto trascurato fino a quel momento. Da perfezionista però Barrow non ama alcuni aspetti della gestione Trojan che gli impediscono di mettere fino in fondo in atto i suoi principi.
Nel 1993 cura per Island un altro progetto fondamentale e cioè il cofanetto CD quadruplo ‘Tougher Than Tough‘ che racconta in senso cronologico trentacinque anni di storia della musica giamaicana attraverso novantacinque brani classici. Sempre nel 1993 arriva l’occasione per fare un ulteriore salto di livello ed iniziare l’esperienza per cui sarà ricordato maggiormente: Mick Hucknall dei Simply Red ed il loro manager Bob Harding lo contattano attraverso il radio deejay Steve Barker per creare una etichetta che ristampi musica giamaicana degli anni settanta.
Le condizioni che pone Steve sono che la musica debba essere ristampata al pari di classici di jazz, funk e soul per evidenziarne la grande dignità. Un adeguato restauro del suono deve produrre una grande qualità sonora, precise ed avvincenti note di copertina devono coinvolgere gli acquirenti con le autentiche storie di questa musica ed anche il lato visivo dev’essere curato al meglio con copertine straordinarie.
Un’altra condizione fondamentale è che artisti e produttori debbano essere adeguatamente ricompensati per invertire la tendenza che vuole che artisti e musicisti siano eternamente sottopagati ed il reggae sia da sempre alla mercè della pirateria discografica.
La raccolta ‘If DJ Was Your Trade’ del 1994 è la prima release del catalogo Blood & Fire, senza dubbio la più entusiasmante esperienza di ristampe di vecchia musica giamaicana in assoluto, interamente curata da Steve.
Nei quattordici anni di vita contraddistinti da cinquantasette releases l’etichetta ripubblica classici di The Congos, Burning Spear, Dennis Brown, Gregory Isaacs, Yabby You e rimette nella mappa della storia della musica mondiale etichette dimenticate dai più come la Phase One, Roots Tradition o Freedom Sounds.
Nel 1997 collabora di nuovo temporaneamente con la Island insieme all’esperto David Katz per compilare il triplo CD ‘Arkology’ che restituisce al mondo gli intricati paesaggi sonori di Lee Perry nel periodo di lavoro ai suoi mitici Black Ark Studios.
Per promuovere ulteriormente Blood & Fire ha anche l’idea di creare il Blood & Fire Sound System: Steve in persona e Dom Sotgiu ai controlli selezionano grandi dischi vintage reggae e ricreano la magia sonora delle dancehalls giamaicane degli anni settanta anche grazie all’apporto al microfono di grandi deejays come U Brown, Ranking Joe, Joseph Cotton, U Roy o Dillinger.
Anche questa avventura ha un grande successo e Steve viaggia come ambasciatore del vecchio stile giamaicano in tutto il mondo con sessions in luoghi come Giappone o Nuova Zelanda. Nel frattempo scrive insieme a Peter Dalton la fondamentale ‘Rough Guide Of Reggae‘, una essenziale pubblicazione sulla storia del reggae che viene ampliata e riveduta fino a un totale di tre edizioni.
Island lo coinvolge nuovamente in un progetto di documentazione video e tra il 1994 e il 1995 si reca in giamaica insieme ai filmmakers Don Letts e Rick Elwood per realizzare interviste video con decine e decine di artisti giamaicani della vecchia guardia e creare il Reggae Archive Project per preservare la memoria della storia della musica giamaicana (purtroppo il progetto resta sulla carta e le interviste non sono al momento rese pubbliche).
Concludiamo questo tributo citando la fondazione nel 2004 della Hot Pot Music attraverso cui Steve continua a ristampare classici della musica giamaicana ed il lavoro per la Soul Jazz che si concretizza nella pubblicazione dei due magnifici libri illustrati ‘Reggae Soundsystem: Original Reggae Album Cover Art‘ e ‘Reggae 45 Sound System: The Label Art Of Reggae Singles‘.
By Pier Tosi










