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JIMMY CLIFF – THE HARDEST-RECENSIONE
Jimmy Cliff (1948 – 2025): La leggenda che ha aperto le porte del reggae al mondo.

Jimmy Cliff, nato James Chambers il 1° aprile 1948 a Somerton District, Saint James Parish, Giamaica, è stato uno dei più grandi ambasciatori della musica giamaicana e una figura chiave nella storia del reggae. Cresciuto in una famiglia modesta, si trasferì a Kingston a soli 14 anni per inseguire il sogno musicale, iniziando a registrare i primi singoli sotto la guida del produttore Leslie Kong. Il successo arrivò presto con “Hurricane Hattie”, seguito da brani come “King of Kings” e “Miss Jamaica”, che lo imposero come giovane promessa del movimento ska e rocksteady.
La consacrazione internazionale avvenne nel 1972 con il film cult ‘The Harder They Come’, diretto da Perry Henzell, in cui Cliff interpretò il protagonista Ivanhoe Martin. La colonna sonora, con brani come “You Can Get It If You Really Want”, “Many Rivers to Cross” e la title track, è considerata una pietra miliare del reggae, riproposta da molti, e contribuì a far conoscere il reggae al pubblico globale. Negli anni successivi Cliff continuò a innovare, pubblicando album come ‘Follow My Mind’ (1975), ‘Give Thankx’ (1978), ‘Special’ (1982), ‘Cliff Hanger’ (1985), ‘Black Magic’ (2004) e ‘Rebirth’ (2012), vincitore di un Grammy Award. Tra i suoi singoli più celebri figurano “Vietnam” – definita da Bob Dylan “la più grande canzone di protesta mai scritta” – “Wonderful World, Beautiful People”, ‘Hard road to travel’ “Sitting in Limbo”, “Reggae Night” e “We All Are One”. Nel 1993 tornò in cima alle classifiche con “I Can See Clearly Now”, inclusa nella colonna sonora di ‘Cool Runnings’.
Oltre alla musica, Cliff ha vissuto un percorso spirituale complesso: negli anni ’70 si convertì all’Islam assumendo il nome El Hadj Naïm, per poi ritornare al cristianesimo, rispettando sempre un messaggio universale di pace e giustizia. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui l’inserimento nella Rock and Roll Hall of Fame (2010) e la più alta onorificenza giamaicana, l’Order of Merit, condivisa con Bob Marley, Peter Tosh e Bunny Wailer. La sua carriera, durata oltre cinque decenni, lo ha visto collaborare con artisti come Sting, Annie Lennox, Joe Strummer e Wyclef Jean. Lo ricordo la prima volta che lo vidi al Lampugnano di Milano, dove alla fine dello show un entusiasta Edoardo Bennato si confondeva tra la folla. Quando si esibì al Covo di Nord est di S.M. Ligure con la Oneness band con un giovanissimo Chris Meredith al basso e Earl ‘Chinna’ Smith alla chitarra. Che emozione parlare a Chinna, durante un suo soggiorno a Genova, di quello show epocale; la sua gioia nel sapere che in quel locale aveva cantato anche Frank Sinatra. Poi l’incontro qualche anno fà qui a Genova (dove dimenticai le foto scattate A S.M.L nel 1981-se non sbaglio-), ma scambiai un reasoning con lui. La sua voce calma e tutto il suo carisma in un sorriso e le solite cose che si dicono; ma quando ricordo la sua ‘Wanted man’ (forse neanche tra le sue più famose) il suo viso si illumina ancora di più e mi stringe la mano forte: ‘Yes, yes’. Sarai sempre un Ricercato, ma per la tua Musica. Mi è rimasta sempre impressa la sua apparizione nel documentario “Roots Rock Reggae” diretto da Jeremy Marre nel 1977 e considerato uno dei primi che cattura un momento storico straordinario per la musica giamaicana, quando il reggae stava diventando la voce delle lotte sociali e culturali dell’isola e presto avrebbe conquistato il mondo intero.
Il film mostra varie superstar tra cui Bob Marley and the Wailers, Lee “Scratch” Perry nel suo leggendario studio Black Ark Inner Circle, Joe Higgs, The Abyssinians, U-Roy, The Mighty Diamonds, Third World. Jimmy Cliff in una saletta con i Revolutionaries- si notano Sly Dunbar al tamburino, ‘Ranchie’ Maclean al basso, ‘Dougie’ Bryan- chitarra ritmica- ed Ernest Ranglin -solista, Ansell Collins al piano; Jimmy accenna due song, tra cui ‘Wanted man’. Gossip dicono che la band volle un frigorifero nuovo per essere stata ripresa.
Il 24 novembre 2025 Jimmy Cliff è scomparso all’età di 81 anni a causa di una crisi epilettica seguita da polmonite. Con lui se ne va un Gigante della musica, forse l’ultima vera SUPERSTAR della musica Reggae ma la sua voce e il suo messaggio resteranno immortali. Jimmy Cliff non è stato solo un artista: è stato un ponte tra culture, un simbolo di resilienza e speranza. Come recita uno dei suoi versi più celebri: “You can get it if you really want”.
E lui lo ha dimostrato, per tutta la vita.
Doctor Pablo










