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FRANKIE PAUL- CANTAVA MEGLIO DI DENNIS BROWN MA NESSUNO LO AMMETTEVA

Il 19 ottobre 1965 nasceva a Kingston, Paul Blake aka Frankie Paul, figura chiave del reggae e della conscious digital  dancehall.
Non ebbe mai la possibilità di vedere la luce nascendo non vedente, se non quella dell’energia che e dell’affetto dei suoi fans.
Frequentò la scuola Salvation Army School for the Blind, dove apprese le basi della sua formazione musicale.

Vale la pena ricordare che uno dei suoi primi sostenitori sia stato Stevie Wonder in visita alla scuola. Non solo fu un riconoscimento affettuoso, perchè la sua voce era destinata ad imporsi e sancì per Frankie Paul il soprannome “Lo Stevie Wonder della Giamaica”.

Da adolescente Frankie Paul registrarò per l’etichetta High Times Records“Babylon Man”, “The Rich and the Poor” e “African Princess” i primi segnali di talento immenso.

Negli anni ’80, con l’avvento della “digital dancehall” — ovvero l’uso crescente di ritmi elettronici al posto delle band tradizionali — Frankie Paul emerse come voce melodica che sapeva unire la sensualità della lovers rock alla forza del dancehall.

I suoi brani celebri furono“Worries in the Dance”, “Fire Deh a Mus Tail” e “Pass the Ku-Sheng-Peng”, che divennero veri e propri inni nei sound system e non solo.

Frankie Paul non era soltanto un cantante: secondo alcuni colleghi, era capace di suonare diversi strumenti, creare armonie dal vivo e dominare la scena con la sua presenza vocale.

Il suo lavoro fu gigantesco in termini di volume: registrò con praticamente ogni produttore importante in Giamaica come Sly & Robbie, Steely & Clevie e pubblicò decine di album nel corso degli anni ’80 e ’90.

Nonostante la fama internazionale con tournée in Europa, Stati Uniti, Giappone e persino in Africa (in particolare in quella che lui definiva “la capitale del reggae”) Frankie Paul rimase profondamente legato al suo territorio. Le sue canzoni raccontavano amore, resilienza, gioia e la quotidianità dell’isola, riuscendo a restare autentiche pur attraversando generi e stili.

Negli ultimi anni della sua carriera, Frankie Paul dovette affrontare serie sfide di salute: un’amputazione parziale della gamba a causa di cancrena con umiltà e fede disse : «La vita è qui, la mia voce è qui, Dio è qui con me».

Il 18 maggio 2017 morì all’età di 51 anni all’University Hospital of the West Indies di Kingston, per complicazioni legate a insufficienza renale.

Oggi, ascoltare Frankie Paul significa immergersi in una delle voci più limpide e potenti dell’isola. Le sue tracce restano nelle playlist  reggae e dancehall in tutto il mondo, e la sua influenza si avverte nelle generazioni successive di artisti che cercano di unire melodia e ritmo proprio come lui aveva fatto.

Frankie Paul rappresenta un ponte tra una Giamaica che era ancora radicata nel roots e una che guardava al futuro digitale del dancehall. La sua voce — “The Voice That Wouldn’t Fade”, continua a ricordarci che la musica autentica non invecchia mai.

Qui di seguito il ricordo dell’artista, lo “Stevie Wonder giamaicano”, non tanto per la sua disabilità visiva, quanto per la sua ampiezza e versatilità vocale
Frankie “Dancehall” Paul, un’altro dei suoi soprannomi nel video memory di On Stage TV:

Durante il programma, i suoi amici e collaboratori ricordano, come venne scoperto da giovani produttori di Trenchtown per;

  • la sua capacità di cantare qualsiasi canzone con la stessa intensità dell’originale;
  • il suo primo grande successo e il debutto dal vivo che “fece impazzire il pubblico”;
  • la somiglianza vocale con Dennis Brown, tanto che spesso i due si esibivano insieme senza rivalità.

Copeland Forbes racconta del concerto leggendario al Brixton Academy di Londra negli anni ’80, dove Frankie Paul e Dennis Brown cantarono insieme e il pubblico impazzì, considerandolo “l’erede del Crown Prince del reggae”.