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IL REGGAE È MORTO ? NON VENDE? DAVID RODIGAN RISPONDE -VIDEO
In questa significativa video intervista a David Rodigan uno degli esponenti più rappresentativi, un deejay di fama internazionale ma soprattutto un conduttore radio che conosce tutte le evoluzioni del bit in levare ed è alla continua ricerca di artisti e canzoni esplosive che coinvolgono la massive, in questa intervista gli viene chiesto:

DAVID RODIGAN: PERCHÉ IL REGGAE NON MUORE (ANCHE SE NON VENDE) ?
Rodigan senza giri di parole affronta una delle questioni più delicate della musica reggae contemporanea: la difficoltà degli artisti giamaicani a emergere fuori dall’isola e la falsa equazione tra successo commerciale e sopravvivenza del genere.
PERCHÉ IL REGGAE FATICA AD USCIRE DALLA GIAMAICA ?
Rodigan spiega che il problema non è la qualità della musica, che anzi resta altissima, ma il sistema. Molti artisti reggae non hanno:
- strutture di promozione internazionali
- supporto da parte delle grandi etichette
- accesso ai canali mediatici globali
Inoltre, il reggae non si adatta facilmente alle logiche del mercato pop, che richiede brani rapidi, suoni standardizzati e artisti “vendibili”. Il reggae, invece, è radicato nel messaggio, nella spiritualità e nel contesto sociale giamaicano. Questo lo rende autentico, ma meno “esportabile” secondo le regole dell’industria moderna.
Rodigan sottolinea anche che fuori dalla Giamaica spesso viene accettata solo una versione semplificata del reggae, mentre gli artisti che restano fedeli al roots, al conscious e alla cultura sound system vengono ignorati.
MENO VENDITE NON SIGNIFICANO LA MORTE DEL REGGAE
Il punto più forte del discorso arriva quando Rodigan si oppone apertamente all’idea che il calo delle vendite equivalga alla fine del reggae. Per lui, questo è un errore concettuale.
Il reggae non è nato per vendere, ma per comunicare:
- nei ghetti
- nei sound system
- nelle comunità
- nei messaggi di resistenza e identità
Rodigan ricorda che il reggae è sempre sopravvissuto ai margini del mercato, spesso ignorato dalle classifiche ma vivo nelle persone. Oggi magari vende meno dischi, ma continua a vivere nei live, nei sound system, nei festival, nelle radio indipendenti e nelle nuove generazioni che lo riscoprono fuori dai numeri.
Misurare il reggae solo in termini di streaming o classifiche significa non aver mai capito cosa sia davvero questo genere. Finché ci sarà qualcuno che lo interpreta con rispetto e qualcuno che lo ascolta con consapevolezza, il reggae non potrà morire.
IL MESSAGGIO FINALE
Rodigan chiude con un messaggio chiaro e militante:
Il reggae non ha bisogno di essere salvato dal mercato, ma protetto dalla dimenticanza. Non deve inseguire le mode, ma restare fedele alla sua missione. Perché la sua forza non è nei numeri, ma nella verità che continua a trasmettere.
Deve restare fedele al suo spirito: parlare di giustizia, oppressione, amore universale e resistenza. Invita artisti, selector, sound system e pubblico a farsi carico di questa responsabilità, perché il futuro del reggae dipende da chi lo suona e da chi lo ascolta oggi.
VIDEO INTERVISTA A DAVID RODIGAN – by TVJ










