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REGGAE INVASO DALL’AI: GLI ARTISTI CHE ASCOLTI POTREBBERO NON ESISTERE

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Prima ci siamo occupati del valore dei vinili reggae e di come riconoscere quelli più rari e ricercati. Ora passiamo a una delle questioni più attuali: l’invasione dell’intelligenza artificiale Da un analisi l’ IA sta invadendo anche il mercato reggae. Album generati artificialmente, artisti che sembrano non esistere e persino false pubblicazioni attribuite a cantanti reali stanno comparendo sulle principali piattaforme di streaming.

A lanciare l’allarme è Reggaeville, che negli ultimi dodici mesi dichiara di aver selezionato oltre 1.600 nuove uscite reggae, incontrando un numero crescente di progetti apparentemente realizzati interamente con l’AI.

IL DATO CHE SORPRENDE: 55% DI USCITE SOSPETTE

Il 23 settembre 2026 Reggaeville ha analizzato 82 prossime uscite reggae presenti su Apple Music USA. Di queste, 41 sarebbero completamente generate dall’intelligenza artificiale, mentre altre cinque presenterebbero elementi sospetti. Soltanto 36 sono state considerate autentiche.

In pratica, secondo questa specifica analisi, circa il 55% del campione sarebbe certamente o probabilmente AI. Un dato impressionante, che però non va interpretato come riferito all’intero mercato reggae mondiale.

Tra i casi citati c’è Blazing Lions, progetto che avrebbe pubblicato ben 32 album nel solo 2026, con altri 16 annunciati, nonostante una presenza minima su Spotify.

L’AI ARRIVA NELLE CLASSIFICHE REGGAE

Il fenomeno non riguarda soltanto pubblicazioni sconosciute. Reggaeville ha individuato contenuti AI anche nelle classifiche reggae di Apple Music/iTunes, dove finiscono quindi per condividere spazio e visibilità con le nuove produzioni di artisti reali.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più delicati: la pubblicazione industriale di musica generata artificialmente rischia di saturare cataloghi, classifiche e sezioni dedicate alle nuove uscite, rendendo ancora più difficile emergere per musicisti e produttori reali.

IL CASO TEEJAY: QUANDO IL DISCO FALSO FINISCE SULL’ARTISTA VERO

C’è poi un problema ancora più grave. Reggaeville aveva inizialmente segnalato Still come un nuovo EP di Teejay, perché il progetto compariva sulle piattaforme come una normale pubblicazione dell’artista giamaicano.

È stato invece lo stesso Teejay a comunicare sui social che quel progetto non era suo.

Questo dimostra come il problema possa andare oltre la creazione di cantanti virtuali: una pubblicazione non autentica può arrivare a essere associata al catalogo di un artista realmente esistente, ingannando pubblico e perfino media specializzati.

ANCHE I DUBPLATE SONO A RISCHIO

Nel reggae e nella Dancehall la questione diventa ancora più delicata per i dubplate. Già nel 2024 The Guardian aveva raccontato le preoccupazioni della scena sound system per l’utilizzo dell’AI nella riproduzione delle voci degli artisti.

Alcuni operatori hanno iniziato persino a utilizzare video delle sessioni di registrazione come prova dell’autenticità dei dubplate.

L’intelligenza artificiale può certamente diventare uno strumento creativo. Il problema nasce quando non viene dichiarata oppure viene utilizzata per imitare o attribuire musica ad artisti reali.

Per il reggae, una cultura nella quale identità, voce e autenticità hanno sempre avuto un ruolo fondamentale, la questione è ormai impossibile da ignorare.

La domanda davanti alla prossima nuova uscita potrebbe quindi diventare inevitabile: questo artista esiste davvero?

ECCO IL FALSO EP di Teejay

 

Ras Ale è presidente di Reggae Revolution e autore di ReggaeRevolution.it, testata online dedicata alla musica e alla cultura reggae attiva dal 1999. Segue la scena reggae italiana e internazionale attraverso news, interviste, recensioni, radio, festival e reportage, con una particolare attenzione alla Giamaica e alla cultura reggae.