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BEENIE MAN LANCIA L’ALLARME: I PRODUCER STA DANNEGGIANDO LA DANCEHALL
Beenie Man torna a parlare dello stato della Dancehall e questa volta mette nel mirino i produttori e quelle che definisce le “politiche” interne alla scena, che secondo lui starebbero contribuendo alla progressiva scomparsa della tradizionale riddim culture.
In una recente intervista concessa ad AllHipHop, il veterano giamaicano ha ricordato quando uno stesso riddim poteva riunire dieci, quindici o più artisti, ognuno chiamato a realizzare la propria versione. Era uno dei meccanismi fondamentali della Dancehall: lo stesso beat diventava terreno di confronto tra stili, flow e testi differenti e spesso produceva più hit contemporaneamente.
Secondo Beenie Man, oggi questo sistema sarebbe molto più frammentato. Uno dei problemi sarebbe rappresentato dalle relazioni e dalle rivalità tra artisti: alcuni produttori, sostiene, eviterebbero di coinvolgere determinati interpreti per non creare problemi con altri artisti della propria cerchia.
Per Beenie dietro questo comportamento ci sarebbe anche la paura della competizione. Una posizione che rivendica apertamente: il confronto tra artisti, secondo il “Doctor”, dovrebbe essere parte integrante della Dancehall e non qualcosa da evitare.
Non è la prima volta che Beenie Man affronta l’argomento. Già nel 2023, intervistato da OnStage, aveva lamentato la progressiva scomparsa dei classici juggling riddims, ricordando produttori ed etichette come Dave Kelly, Shocking Vibes e Penthouse, capaci di riunire numerosi artisti sullo stesso progetto.
In quell’occasione aveva evidenziato anche un altro cambiamento: molti artisti oggi lavorano stabilmente con il proprio produttore, creando gruppi più chiusi rispetto al passato.
Beenie aveva inoltre citato la partenza dalla Giamaica di producer importanti come Rvssian e Don Corleon, sostenendo che la loro assenza avesse lasciato un vuoto nella scena locale.
Alla base del discorso c’è anche una critica alla trasformazione del ruolo del produttore. In precedenti interviste Beenie Man ha ricordato figure come Bobby Digital, Jeremy Harding, Tony Kelly, Sly & Robbie e Dave Kelly, sottolineando come il loro lavoro non consistesse semplicemente nel creare un instrumental.
Il produttore dirigeva la session, lavorava sull’interpretazione dell’artista, sull’arrangiamento e sulla costruzione complessiva della canzone.
La riflessione di Beenie Man, quindi, va oltre la nostalgia per la Dancehall degli anni Novanta. Il punto centrale è un modello produttivo che, secondo lui, favoriva maggiormente competizione, collaborazione e qualità.
Nella stessa intervista spiega di continuare ad ascoltare gli artisti delle nuove generazioni per comprendere come stia cambiando la musica: “Evolution is a must”, l’evoluzione è necessaria.
La domanda che lascia aperta è un’altra: la Dancehall può continuare ad evolversi senza perdere quella cultura del riddim condiviso che per decenni è stata uno dei suoi elementi più riconoscibili?










