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TRINITY

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Trinity – Wade Brammer Febbraio 10 1954 – April 9 2021

Wade Brammer, alias Trinity, nasce al Jubilee Hospital di Kingston il 10 Febbraio 1954 e fin da giovane cominciò a seguire il business del DJ Style facendosi chiamare inizialmente ‘Prince Glen’, prima di Trinity. La sua attività discografica comincia nel 1974 con il primo singolo ‘Got To Believe In It’ prodotto da un veterano della storia del reggae, Mr. Enos McLeod ed il secondo prodotto da Winston Edwards intitolato ‘Mop Head Screw Face’ in combination con il suo grande amico Dillinger.
L’anno successivo, nel ’75 sempre insieme a Dillinger registrano la DJ version di ‘In A Dis Ya Time’ intitolata ‘Bump Skank’. Arrivando al ’76 l’anno delle prime produzioni e collaborazioni con il grande sound master del Channel One Studio, Mr. Joseph ‘Jo Jo’ Hookim il quale cambiò il nome da Prince Glen a Trinity. Il primo album venne registrato sempre in quest’anno e fu prodotto da un altro grande maestro del roots Mr. Vivian ‘Yabby You’ Jackson, dal titolo appunto ‘Shanty Town Determination’ e furono stampate pochissime copie e dopo 24 anni viene ristampato su CD con alcuni bonus tracks e discomix come:
-‘Z 90’ un chiaro saluto ed omaggio al suo grande ispiratore Big Youth,
-‘How Long Jah’ la version della stessa canzone dei Prophets,
-‘Lively Tribulation’ la version cantata insieme a Michael Prophet della canzone degli Heptones ‘Fight It To The Top’,
-‘Blessed Are The Meek’ completa la serie delle canzoni oldies, cantando la version di ‘The Beatitude’ del grande ed indimenticabile Slim Smith.
Successivamente registra negli studi di Joe Gibbs un altro splendido album dal titolo, ‘Three Piece Suit’ ed il successo garantito anche dal grande quantitativo di singoli registrati in questo periodo, raccolti in un altro LP ‘Bad Card’.
La lunga lista della sua discografia raggiunge quasi 20 albums, ma il fatto più curioso lo troviamo nella registrazione del LP ‘Rock In The Ghetto’ del 1979 dove il produttore Linval Thompson venne raggirato furbamente dall’etichetta inglese Trojan, la quale stampò per intero tutte le canzoni di Trinity senza aver mai avuto l’autorizzazione dallo stesso Linval (tutte canzoni con DJ version di pezzi storici di Linval dove spicca su tutte, quella sulla base di ‘If I Follow My Heart’ big tune fe ready!) e mai pagati i diritti e percentuali di vendita. Ed per questo motivo che tra non molto tempo, il grande cantante e produttore storico ristamperà non solo quest’album ma anche altre sue produzioni, dato che durante il nostro incontro avvenuto il 27 Gennaio 2000 è stato incredibilmente spiazzato dalla mia discografia sia delle sue produzioni che quelle registrate per altri cantanti come Barrington Levy, Johnny Osbourne, Triston Palmer, i Viceroys, e lo stesso Trinity, e dove gli consigliai di ristampare alcune pietre miliari con ottime produzioni ormai dimenticate da troppo tempo.
Bisogna fare attenzione anche ad un’altra etichetta, la canadese Micron, la quale nel ’82 ha continuato la stessa operazione della Trojan, rubando ancora sulle spalle di Linval, ristampando lo stesso album cambiandogli il titolo, cio da ‘Rock In The Ghetto’ diventato ‘Have A Little Faith’, senza che Linval ne sapesse nulla!!!.
Purtroppo queste piraterie sono esistite sempre e penso che a lungo resteranno impunite sempre a discapito di quei veri produttori che hanno nel sangue il reggae e trasmettono un messaggio puro e genuino da sempre. Il discorso potrebbe dilungarsi fino all’infinito perchè è una materia che purtroppo nessuno ha ancora tirato in ballo, e sarebbe quasi ora di raccontare le verità nascoste su quanto si è prodotto e rubato nel mondo reggae discografico.
Ritornando a Trinity vorrei segnalarvi una mia lista di albums, molti rari da trovare ma come sempre la caccia alla ricerca dei dischi sempre aperta, quindi consigliarvi un mio diritto spirituale per raggiungere al meglio l’ascolto dell’ottime produzioni reggae degli anni ’70 e metà degli anni ’80. Oltre ai sopra citati LP uno dei miei preferiti ‘Trinity And His Toasting Best’ stampato su Gorgon nel ’78 e sua autoproduzione, ‘African Revolution’ prodotto da Alvin Ranglin stampato su GG’s Records e ristampato 4 anni fa dall’etichetta olandese Jamaican Gold, ‘ Showcase’ stampato su Burning Sounds nel ’79 prodotto da Gussie Clarke, questo disco ha 6 tracce in totale tutte a 45 giri anche se sarebbe un LP strano ma vero, ‘Side Kicks’ stampato su Vista Sounds e prodotto da Bunny Lee con DJ version su pezzi di Johnny Clarke e dei Paragons veramente ottimo,
il ‘Clash’ con Dillinger stampato su Burning Sounds prodotto da Clem Bushay, dove troviamo canzoni come ‘Stumbling Block’, ‘Natty Dread Is Not’, ‘Natty Passing’ e la simpatica ‘Starsky and Hutch’, l’album ‘Full House’ prodotto da Joe Gibbs e stampato sull’etichetta inglese JB Music nel ’81 con canzoni come ‘Ring Craft’, ‘Gwaan A School’, ‘Amharic’ e ‘Call Upon Jah’, ed infine lo stupendo ‘Meets With Mighty Diamonds’ del ’82 stampato su Gorgon e prodotto sia da Trinity che dai Mighty Diamonds.
Insomma c’è l’imbarazzo della scelta, un disco vale l’altro, l’importante trovarli nascosti chissà dove, la sua potente voce riempie tutte le melodie donate dai ‘Rhythms’ più conosciuti dell’intera storia del reggae durante gli anni ’70 e inizio ’80; un talento che poi durante tutti gli anni ’90 non ha prodotto alcun LP e addirittura nel ’87 si cambi ancora una volta il nome d’arte, diventando per i distratti un certo Junior Brammer, almeno il cognome ben riconoscibile, stampando 2 LP, il primo ‘Telephone Line’ prodotto da Philip Richards e John Dread stampato su John Dread Productions e l’altro ‘Hold Your Corner’ prodotto da King Jammy e stampato sull’etichetta inglese Live ‘n’ Love.
Purtroppo il 9 Aprile 2021 si è spento a causa di problemi dovuti dal diabete.

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