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TRIBUTO ADDIO RUDOLPH ‘GARTH’ DENNIS

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Rudolph ‘Garth’ Dennis

Originario di Trenchtown 3rd Street, Rudolph ‘Garth’ Dennis inizia il suo percorso musicale nel 1972 formando insieme a Duckie Simpson e Don Carlos la prima formazione dei ‘Black Uhuru’. Formazione che lascerà alla metà degli anni 70 per unirsi ai ‘Wailing Souls’ di Winston’Pipe’ Matthews, Llyod’ Bread’ Macdonald, che avevano già inciso come ‘The Renegades’,(anche col nome ‘Pipe & The Pipers and the Classics’) e George ‘Buddy’ Haye.’Garth’ rimarrà nei Wailing Souls negli anni 1979-1983, il periodo Channel One di Joseph ‘Jo jo’ Hookim, forse il loro momento migliore, quello che li ha fatti diventare uno dei più grandi gruppi di reggae roots, l’unico con un solista, ‘Pipe’ e tre cori. Channel One è il primo a pubblicare un disco a 12 pollici, e il devastante ‘War’ con Rankin Trevor è uno dei più venduti e belli;la voce angelica dei Wailing, con i Revolutionaries sopra un micidiale basso di Shakespeare e la ‘batteria da guerra’ di Sly. Una delle songs che ancora adesso incendia ogni dance.

Iniziano la collaborazione magica con l’etichetta Greensleeves, di cui il primo clamoroso disco, sempre registrato a Channel One, prodotto da Joseph Hookim, suonato dai Revolutionaries con la magica: ‘Jah give us life (Don’t feel no way)’, che credo ogni amante del reggae conosce. Anche quando lasciano Hookim, continuano ad usare gli studios e sempre coi Revolutionaries registrano songs come ‘Feel the Spirit’ (1977) e ‘Bredda Gravalicious’ (1978). Collaborano anche con Linval Thompson come le songs: ‘They don’t know Jah’ e ‘War deh round a John Shop’, grossa hit in U.K.

Nel 1979 registrano uno dei loro più grandi album, ‘Wild Suspence’ coi Revolutionaries che contiene hits come ‘Slow coach’, con Dennis alla voce solista, ‘Row Fisherman’, ‘Black Rose’, le bellissima roots, ‘Very Well’ e ‘Something Funny’. Affezionati a Sly&Robbie continuano con la loro etichetta Taxi records e registrano ‘Old Broom’ e ‘Sugar Plum plum’, le cui versioni per sounds system, sono stati tra i dischi che hanno inaugurato il periodo ‘dancehall’. Poi la collaborazione magica con Henry ‘Junjo’ Lawes, per l’etichetta U.K Greensleeves, e il gruppo Roots Radics, guidato dal bassista ‘Flabba’Holt.

L’unione con i Roots Radics, che in quel momento sembrano dominare la scena e rubano a Sly&Robbie, lo scettro di band più richiesta dell’isola, sforna capolavori come gli albums ‘Firehouse Rock’ e ‘Inchpinchers’. ‘Firehouse’, mixato da Scientist a King Tubbys studios e registrato a Channel One, contiene le super hits: ‘Kingdom rise, kingdom fall’ e ‘See Baba Joe’, considerati tra i dischi 12 pollici più importanti usciti per l’etichetta inglese.’ Dischi che sottolineano la bravura del gruppo vocale e lo stato di grazia dei Roots Radics.Nel 1983 esce ‘On the Rock’, nel 1984 ‘Stranded’ per l’etichetta Greensleeves.

Poi ‘Garth’ si riunisce con i Black Uhuru nel 1989, di nuovo con Don Carlos e Duckie Simpson. Ricevono 3 nomination ai Reggae Grammy Award per gli albums: Now 1990, Iron Storm 1991, Mystical Truth 1993 & Strongg 1994.Un po’ di beghe legali per l’uso del nome ‘Black Uhuru’

Nel 2015 Garth pubblica l’album solista ‘Trench Town 19, 3rd Street’. La canzone di quest’album a cui era particolarmente legato è ‘Open eyes’, come il nome dell’organizzazione no-profit ‘Open Eyes Foundation, che con Robyn Reimer e Judy Mowatt, ha creato e che si occupa nell’aiutare a migliorare la vita dei bambini di tutto il mondo, sopratutto in Jamaica. Anche ‘Garth’ come altri era sempre sensibile e col ricordo delle povere condizioni in cui era cresciuto.

Si occupava del gruppo ’Blaze Mob’ composto da 3 dei suoi figli, con la collaborazione del chitarrista Earl’Chinna’Smith. Si è spento nel sonno, ne danno la triste notizia la moglie Jenje i figli.Rise in Power Rudolph ‘Garth’ Dennis. 2/12/1949 -9/12 2021.

 

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