Patois Corner

THE PATOIS CORNER – LE FORME VERBALI

Published

on

Di Patwa Caana (The Patois Corner) è la rubrica di approfondimento sul Jamaican Patwa, in cui vengono spiegate nel dettaglio le origini, le forme ed i suoni di questa affascinante lingua.

Di Patwa Caana n. 3

(The Patois Corner)

 

 


CLASS n.3 – Verbs

Blessings and Love! Nonostante tutto, noi non ci fermiamo e continuiamo il nostro percorso alla scoperta di una delle lingue decisamente più affascinanti al mondo, il Giamaicano, che sia Standard, Patwa o Dread Talk (la varietà parlata dai Rasta).

Ricapitolando, i primi appuntamenti si sono concentrati sia sulla storia e l’evoluzione del Patwa, che sui primi elementi di grammatica, in particolare pronomi, articoli e forma plurale.

In questa terza ‘class’, parleremo invece di come si formano e come si distinguono le forme verbali.

Innanzitutto, a differenza dell’Inglese Standard, in Jamaican Patwa il passato non viene reso attraverso altre forme (es. go, went, gone) ma viene mantenuto il verbo al presente, costringendo chi ascolta a considerare il contesto del discorso per capire il tempo verbale. Una alternativa è l’uso del ‘did’ prima del verbo al presente.

Ad esempio: ‘Ti ho visto ieri’ = ‘mi SEE yu yesterday’, oppure ‘mi DID SEE yu yesterday’.

Altre differenze importanti rispetto all’Inglese per quanto riguarda i verbi sono:

  • l’assenza della -s per la terza persona singolare (come prima, bisogna capirlo dal contesto…)
  • l’assenza di -ing per la forma progressiva (continuous). Al suo posto, troviamo l’utilizzo di ’a’;
  • l’assenza dell’ausiliare ‘do’ per la forma negativa, che si rende invece anteponendo ‘neva’ oppure ‘no’ alla forma presente del verbo;
  • il futuro si forma anteponendo ’a go’ alla forma presente del verbo.

 

Facciamo degli esempi:

TEMPO PATWA
INGLESE
Simple Present im seh (say) he says
Present Continuous im a seh he is saying
Past im (did) seh he said
Future im a go seh he is going to say/he will say
Negative im no/neva seh he does not say

 

Inoltre, una particolare attenzione va al significato del verbo ‘to be’: esso si coniuga in maniera differente se sta a significare ‘essere come stare in un certo posto o luogo’ o ‘essere’ nel senso di ‘essere qualcuno o qualcosa’. Nel primo caso è espresso dal verbo ‘deh’ (es. ‘Mi deh ya’= ‘I am here’), nel secondo caso dal verbo ‘a’ (es. ‘Mi a good man’= ‘I am a good man’).

 

Come di consueto, vediamo ora alcune celebri espressioni giamaicane all’interno delle quali vediamo applicate le regole descritte fino ad ora:

  • YU TOO LICKIE LICKIE

Si tratta di un’espressione popolare che significa ‘sei troppo avido’ e che viene usata in molteplici contesti. Da notare, oltre all’assenza del verbo essere (you are), è la ripetizione della parola ‘lickie’ (in inglese greedy): è un fenomeno linguistico molto comune nella lingua giamaicana ed svolge differenti funzioni: intensificazione (come in questo caso), attenuazione, estensione, onomatopea ecc. Altri esempi di ‘reduplication’ sono: kos kos (avere una controversia accesa, intensificazione di kos à to quarrel), cry cry (piangere in continuazione, senza fermarsi), tief tief (rubare ripetutamente).

 

  • YU NO EASY

Se siete stati in Giamaica almeno una volta ed avete dimostrato a qualcuno la vostra intelligenza o furbizia, probabilmente lo avrete sentito dire. È sicuramente uno dei più grandi complimenti che potete ricevere sull’isola (insieme a ‘yu no idiot’ e simili), qualcosa di cui sentirsi fieri.

Ovviamente, come in moltissimi casi, in dipendenza dal contesto, il significato può variare: ad esempio, se vi viene detto in associazione ad un’espressione del viso non proprio positiva, non sentitevi troppo fieri, vuol dire che risultate un po’ pesanti…

 

  • IT A GO HAPP’N

Ecco l’applicazione della regola per la formazione del futuro, ‘a go’.

Vi ricordate il ‘Soon Come’? Questa espressione è decisamente simile: vuol dire che, con certezza, qualcosa accadrà ma non è facile prevedere quando. Personalmente, me lo sono sentito dire così tante volte che spesso ho perso sia speranza che pazienza…e invece sarebbe bastato aspettare solo qualche giorno/mese/anno J 

 

by Renato Tomei/Ras Tewelde

 

 


Link utili e bibliografia

Adams, E. (1991) Understanding Jamaican Patois: An Introduction to Afro-Jamaican grammar. Kingston, JA: LMH publishing.

Bailey, B. L. (1966) Jamaican Creole Syntax. A Transformational Approach. Cambridge, UK: Cambridge University Press.

Cassidy F. G. (1961) Jamaica Talk. Jamaica: University of West Indies Press.

Cassidy, F. G.; Le Page R. B. (1967) Dictionary of Jamaican English. Cambridge, UK: Cambridge University Press.

Figueroa, A. (2015) English and Creole in Jamaica. A brief linguistic sketch. Journal of Policy Studies, No. 49.

Patrick, P. L. (1999) Urban Jamaican Creole. Variation in the Mesolect. Amsterdam/Philadelphia: Benjamins University Press.

Sand, A. (1999) Linguistic Variation in Jamaica: A Corpus-Based Study of Radio and Newspapers Usage. Tübingen, DE: Gunter Narr Verlag Tübingen.

http://www.jumieka.com/ischri.html  

http://jamaicanpatwah.com

 

Advertisement

Click to comment

| most read | più letti

Copyright © 2020 - Ass Culturale No Profit Reggae Revolution -

Exit mobile version