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JESSE ROYAL ” NATTY PABLO ” UNA LEZIONE CONTRO GLI STEREOTIPI SUI RASTA

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Poco di buono, brutti ceffi, malviventi, ladri, spacciatori, contrabbandieri …. ecco come fino a qualche tempo fa venivano considerati nell’immaginario comune i Rasta. Preconcetti sbagliati che durano da centinaia di anni fino ad oggi .
Un sacco di sciocchezze da sfatare che ci hanno inculcato nei fims di Hollywood dove lo spacciatore ha sempre i dead o fa la parte del cattivo.
Invece chi ha un briciolo di conoscenza, sa bene che è esattamente il contrario. I Rasta continuano a promuovere la buona salute, l’unione spirituale e l’amore, ma sono stati storicamente classificati come balordi dalle forze politiche a causa delle loro convinzioni che contrastavano il sistema.
Anche l’ultimo baluardo si è ridotto in polvere, i Rasta conoscitori di piante ed erbe, avevano ragione anche sulla ganja ed hanno avuto la loro grande rivincita facendola approvare ad uso sacramentale nell’attuale legge in vigore in Giamaica.
Ed allora ci vuole la musica con un messaggio deciso per smantellare gli stereotipi come il nuovo video di Jesse Royal. Si chiama “Natty Pablo” e vedrete che non ha niente a che fare con i Narcos ne con Pablo Escobar…. anzi vi lascerà a bocca aperta !
Storia del Video:
Un uomo sposta dei sacchi sospetti su un camion prima che vengano fermati dalla polizia. Ma invece di trovare dentro la droga come avevano previsto, la polizia trova una sorpresa che li fa riflettere su come la loro mentalità è contorta e contraddittoria. Quando la polizia guarda nel sacco indovinate che trova ? [ No Spoiler]
Spiega Royal è una lezione quella contenuta nella canzone. “Molti insegnanti verranno lungo il tuo cammino, ma ci vuole un vero studente per capire il messaggio ed apprenderlo appieno. È giunto il momento di reintrodurre l’amore per la rivoluzione”.
Il video è diretto dal regista 300K : “La regia di” Natty Pablo “di Jesse è stato uno dei miei progetti preferiti fino ad oggi. Durante la mia infanzia, ricordo di non essermi sentito completamente al sicuro con la polizia. Quando ho ascoltato per la prima volta la canzone, ho capito subito che volevo tradurlo in un visual. ”
“Natty Pablo” segue i precedenti singoli “LionOrder” con Protoje e “Sweet Sensation” accanto a Heavyweight Rockaz.
Jesse Royal ha firmato con Easy Star Records ed ha in programma di pubblicare il suo secondo album alla fine di quest’anno, dopo quello di debutto Lily of Da Valley del 2017.

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COVID-19 AIUTIAMO I RASTAFARI ELDERS

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Greetings Reggae Revolution Family

In questo momento la salute di molti è minacciata dalla pandemia COVID19, sappiamo bene che i soggetti più a rischio sono gli anziani e le persone con pregresse patologie o difese immunitarie basse.

Ovviamente parlando di anziani non possiamo dimenticarci i Rastafari Elders, gli anziani Rastafari che di fronte a questa emergenza sanitaria risultano essere a rischio soprattutto in luoghi come la Jamaica che ha una sanità pubblica spesso molto costosa.

Ecco perché l’organizzazione per cui lavoro, Word Sound Power Collective, ha deciso di lanciare una proposta di raccolta fondi a sostegno dei nostri amati anziani Rastafari che in un momento come questo sono fortemente a rischio.

Word Sound Power Collective, associazione no profit attiva dal 2006 che si occupa di aiuti umanitari agli anziani Rastafari, ha identificato diversi Elders a rischio e sta cercando di assicurare dei fondi in caso questi abbiano necessità di ricovero o di ulteriori cure mediche.

Al momento in Jamaica ci sono 36 casi diagnosticati e un decesso (al 30/03/2020) ma sappiamo bene che la situazione potrebbe aggravarsi rapidamente.

Per questo motivo il Governo dell’isola ha istituito restrizioni e quarantine obbligatorie anche se non c’è ancora il “full lockdown” ovvero l’obbligo di isolamento che stiamo vivendo qui in Italia.

A questo proposito le parole di Haile Selassie Primo sono come sempre fonte d’ispirazione:

 

“… L’innalzamento degli standard della salute pubblica del nostro paese occupa un

posto importante e di rilievo nei piani che abbiamo preparato per

la crescita pacifica e lo sviluppo della nostra nazione.

Il miglioramento delle condizioni di vita è a beneficio delle generazioni presenti e future, e qualunque sia il

prezzo da pagare, è un compito che deve essere realizzato”

(9 novembre 1957)

 

 

Sulla base di questo Word Sound Power Collective estende un invito a prendere in considerazione una donazione.

E’ possibile donare tramite paypal all’indirizzo wordsoundpowercollective@hotmail.com

Date un’occhiata al sito per maggiori informazioni www.wordsoundpowercollective.org

 

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PETIZIONE PER LA GIORNATA INTERNAZIONALE DI HAILE SELASSIE I

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Blessed Love Reggae Revolution family Oggi vi proponiamo una raccolta di firme per istituire il 2 novembre come Giornata Internazionale di Haile Selassie I. Si tratta di un’iniziativa promossa da Denroy Morgan, storico cantante e attivista Rastafari (padre della famosa famiglia del Reggae, Morgan Heritage) ed è una petizione rivolta in primo luogo alle Nazioni Unite ma anche ad altre istituzioni governative e non governative mondiali. Denroy Morgan già lo scorso anno propose al Governo Giamaicano di patrocinare l’iniziativa. Il Ministro della Cultura Olivia Grange, a nome del Parlamento Giamaicano, rispose rendendosi disponibile a presentare alle Nazioni Unite la petizione qualora fossero state raggiunte 15000 firme in un periodo di tempo dal 1 febbraio all’11 marzo 2020. Ecco che i fratelli e le sorelle Rastafari, ma anche simpatizzanti e amanti della Reggae Music del mondo intero, si sono prontamente mobilitati per diffondere la notizia, soprattutto considerato il lasso di tempo così breve. Sappiamo bene che Haile Selassie Primo è la figura centrale del Movimento Rastafari ma riveste un posto degno di nota anche per chi non è Rasta. Egli infatti è stato il “Campione dei Diritti Umani” e chiunque abbia familiarità con le pagine di storia di quel periodo, saprà riconoscere quanto rivoluzionaria e determinante sia stata la figura del Re dei Re d’ Etiopia nel panorama mondiale. Ecco perché l’iniziativa della petizione è rivolta ai Rasta ma anche a chi non è Rasta ma difende i principi universali di “sicurezza collettiva e moralità internazionale” dei quali il Lion Of Judah fu instancabile promotore e difensore. Il sito dell’iniziativa https://undayforhaileselassie.org/ riporta quanto segue: “ Le vite delle Loro Maestà Imperiali, dell'Imperatore Haile Selassie Primo e di Sua Maestà Imperiale, l 'Imperatrice Woizero Menen Asfaw si sono distinte nel mondo come un'unione sacra di due devoti cristiani che hanno vissuto una vita esemplare prendendosi cura della loro famiglia, il loro paese e il Chiesa di fronte a sfide strazianti, comprese le sfide domestiche e l'invasione italiana del 1935. (…) Sua Maestà Imperiale era anche un pacificatore internazionale e diplomatico mondiale, non solo preoccupato per il proprio paese e popolo, ma per l'intero continente africano e il resto del mondo - l'umanità in generale. Sarà ricordato nel corso della storia come una delle voci più coerenti per i diritti umani e la giustizia per tutti, esprimendosi contro i mali del sistema dell'apartheid in Sudafrica e altre atrocità dei diritti umani in Africa e nel mondo. Un vero leader mondiale, ha viaggiato in numerosi paesi in tutto il mondo ed è stato accolto con tumultuoso benvenuto ovunque andasse”. Quindi vi invitiamo a firmare la petizione direttamente dal sito, (ci vogliono quindici secondi e non c’è bisogno di creare account) e ad estendere l’invito ai vostri amici. Give thanks Perfect Love Ras Julio

Blessed Love Reggae Revolution family

Oggi vi proponiamo una raccolta di firme per istituire il 2 novembre come Giornata Internazionale di Haile Selassie I.

Si tratta di un’iniziativa promossa da Denroy Morgan, storico cantante e attivista Rastafari (padre della famosa famiglia del Reggae, Morgan Heritage) ed è una petizione rivolta in primo luogo alle Nazioni Unite ma anche ad altre istituzioni governative e non governative mondiali.

Denroy Morgan già lo scorso anno propose al Governo Giamaicano di patrocinare l’iniziativa.

Il Ministro della Cultura Olivia Grange, a nome del Parlamento Giamaicano, rispose rendendosi disponibile a presentare alle Nazioni Unite la petizione qualora fossero state raggiunte 15000 firme in un periodo di tempo dal 1 febbraio all’11 marzo 2020.

Ecco che i fratelli e le sorelle Rastafari, ma anche simpatizzanti e amanti della Reggae Music del mondo intero, si sono prontamente mobilitati per diffondere la notizia, soprattutto considerato il lasso di tempo così breve.

Sappiamo bene che Haile Selassie Primo è la figura centrale del Movimento Rastafari ma riveste un posto degno di nota anche per chi non è Rasta. Egli infatti è stato il “Campione dei Diritti Umani” e chiunque abbia familiarità con le pagine di storia di quel periodo, saprà riconoscere quanto rivoluzionaria e determinante sia stata la figura del Re dei Re d’ Etiopia nel panorama mondiale.

Ecco perché l’iniziativa della petizione è rivolta ai Rasta ma anche a chi non è Rasta ma difende i principi universali di “sicurezza collettiva e moralità internazionale” dei quali il Lion Of Judah fu instancabile promotore e difensore.

Il sito dell’iniziativa https://undayforhaileselassie.org/ riporta quanto segue:

“ Le vite delle Loro Maestà Imperiali, dell’Imperatore Haile Selassie Primo e di Sua Maestà Imperiale, l ‘Imperatrice Woizero Menen Asfaw si sono distinte nel mondo come un’unione sacra di due devoti cristiani che hanno vissuto una vita esemplare prendendosi cura della loro famiglia, il loro paese e il Chiesa di fronte a sfide strazianti, comprese le sfide domestiche e l’invasione italiana del 1935.

(…)

Sua Maestà Imperiale era anche un pacificatore internazionale e diplomatico mondiale, non solo preoccupato per il proprio paese e popolo, ma per l’intero continente africano e il resto del mondo – l’umanità in generale.

Sarà ricordato nel corso della storia come una delle voci più coerenti per i diritti umani e la giustizia per tutti, esprimendosi contro i mali del sistema dell’apartheid in Sudafrica e altre atrocità dei diritti umani in Africa e nel mondo.

Un vero leader mondiale, ha viaggiato in numerosi paesi in tutto il mondo ed è stato accolto con tumultuoso benvenuto ovunque andasse”.

Quindi vi invitiamo a firmare la petizione direttamente dal sito, (ci vogliono quindici secondi e non c’è bisogno di creare account) e ad estendere l’invito ai vostri amici.

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CORAL GARDENS: UN FONDO MONETARIO PER I RASTA SOPRAVVISSUTI.

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È ufficiale: il Governo Giamaicano ha stabilito un fondo monetario per i Rastafari sopravvissuti al Coral Gardens Massacre.
La notizia circola già da qualche settimana ma abbiamo voluto aspettare che venisse confermata dai fatti. Ora possiamo finalmente annunciare con soddisfazione che il Coral Gardens Trust Fund è attivo e uno dei sopravvissuti (Bongo Isaac Wright) ha da pochissimo ricevuto la sua prima donazione.

In linea con la raccomandazione del Public Defender Giamaicano, il Ministro della Cultura dell’isola caraibica, Olivia Grange, ha assicurato circa 12,7 milioni di dollari giamaicani (Euro 86,000 circa) nel Dipartimento dell’Amministratore Generale per il fondo fiduciario per le vittime di Coral Gardens.
L’accordo è stato firmato il 19 Dicembre scorso (vedi foto sopra) in presenza di rappresentanti della comunità Rastafari e sopravvissuti al tragico evento di 57 anni fa.
Ma facciamo un passo indietro, cosa è il Coral Gardens Incident e soprattutto perché il Governo Giamaicano si impegna con un tale obbligo?
Con il nome di Coral Gardens Incident, noto anche come Coral Gardens Atrocity o Bad Friday ci si riferisce a una serie di sanguinosi eventi avvenuti in Giamaica dal 12 al 14 aprile 1963.

A seguito di un violento scontro in una stazione di servizio a Montego Bay, la polizia e le forze militari arrestarono brothers and sisters Rastafari in tutta la Giamaica, molti di loro vennero addirittura torturati e uccisi.
I numeri esatti non sono disponibili, ma le stime parlano di diverse centinaia di persone detenute.
Non si sa di preciso nemmeno quanti Rastafari persero la vita sotto le percosse e le barbarie della polizia.
Sebbene infatti le persone coinvolte nella sparatoria alla stazione di servizio non fossero Rasta, la polizia li definì così poiché portavano la barba.
Per vendetta l’ allora Primo Ministro Giamaicano Alexander Bustamante dichiarò una vera e propria caccia all’ uomo che terrorizzò la “Island in the sun” per ben tre giorni.

Era il fine settimana di Pasqua e i raid iniziarono proprio il Venerdì Santo che in inglese viene definito il Good Friday… non vedendoci nulla di buono in quel venerdì, i Rastafari lo ridefinirono il “Bad Friday”.
Le autorità promisero una ricompensa monetaria a tutti i civili che avessero consegnato dei Rasta alla polizia, ed ecco che da un momento all’ altro i brothers e sisters Rastafari divennero il bersaglio di un vero e proprio genocidio promosso e sponsorizzato dal Governo.

Nel 2017 il Primo Ministro Andrew Holness aveva chiesto ufficialmente scusa alla comunità Rastafari riconoscendo la gravità della persecuzione da loro subita e promettendo di voler in qualche modo rimediare a tutto lo stress e la sofferenza che degli innocenti avevano subito.
Tra le scuse del Primo Ministro figurava l’impegno a costituire il fondo fiduciario, non inferiore a 10 milioni di dollari giamaicani, per le vittime dell’incidente di Coral Gardens. L’importo è stato raccomandato dall’ Ufficio del Public Defender, che ha avviato un’indagine sull’incidente nel maggio 2011.

Ecco la promessa di un aiuto economico di cui avrebbero beneficiato i sopravvissuti e le loro famiglie e che avrebbe portato all’ istituzione di questo fondo fiduciario che finalmente, in questi giorni di gennaio 2020, entra definitivamente in funzione.
La comunità Rastafari aveva nel frattempo costituito il Rastafari Coral Gardens Benevolent Society per far sì che le voci delle vittime del massacro venissero ascoltate e per interagire con le istituzioni dell’isola.

Al momento della firma dell’accordo, il Ministro Grange ha ammesso che anche se questo segna l’inizio del processo di riconciliazione, c’è ancora molto lavoro da fare.
“Voglio una relazione nuova e migliore con i miei fratelli e sorelle Rasta e con il team, compresi i direttori, della Rastafari Coral Gardens Benevolent Society. Sto lavorando per raggiungere questa nuova unità”, ha dichiarato Olivia Grange durante la cerimonia della firma nel suo ufficio di New Kingston.
Continuando: “Riconosciamo che per 56 anni, voi, i nostri fratelli e sorelle Rastafari, avete vissuto con le cicatrici fisiche, psicologiche ed emotive di quell’incidente a Coral Gardens e le atrocità che avete dovuto subire poi nel corso degli anni, ecco stiamo prendendo provvedimenti per cambiare tutto ciò”.
“Quindi … formalizziamo il processo alla presenza dei nostri fratelli e sorelle Rastafari, come parte del nostro programma di riconciliazione”, ha detto alla cerimonia della firma.

L’ Executive Director of Jamaicans for Justice, Rodje Malcolm, ha affermato che l’istituzione del fondo è un fatto “dolceamaro” dato che ben 10 sopravvissuti all’incidente di Coral Gardens sono morti negli ultimi due anni.
“Questo è un momento storico di accettazione da parte dello Stato, da parte dell’attuale governo, che ciò che è accaduto nel 1963 e in seguito, è stata una grave violazione dei diritti umani che non avrebbe mai dovuto verificarsi”, ha affermato Malcolm.
Il tesoriere della Rastafarian Coral Gardens Benevolent Society, Lewis Brown, ha dichiarato che il gruppo è soddisfatto della decisione del governo di aiutare i suoi membri.
“Apprezzo molto ciò che il Ministero ha fatto per la Rastafarian Coral Gardens Benevolent Society. Lo chiediamo da 56 anni, da quando è avvenuto l’incidente e quello che è successo dopo”, ha detto Brown.
Una delle vittime, Bongo Isaac (Isaac Wright), ha dichiarato di essere molto contento di essere vissuto a lungo così da poter vedere il fondo fiduciario istituito.
“Mi sento molto felice nello spirito per il fatto che il governo stia scrivendo delle pagine di storia per noi”, ha detto il Patriarca Rastafari Bongo Isaac Wright che è stato tra i primi a ricevere una donazione dal Trust Fund. Pochi giorni fa ha infatti aperto la busta con l’assegno di 10,000 dollari Giamaicani (Euro 680 circa) come prima fase di risarcimento.
L’anziano Bongo Isaac fu tra coloro che persero tutto durante i raid della polizia, la sua casa venne incendiata e rasa al suolo, perse i suoi animali, il carbone che bruciava e poi rivendeva per professione e tutti i suoi beni. A causa dello stress causato dal trauma la sua amata moglie Sister Eduah iniziò a soffrire di insonnia e pressione alta che le causarono ben quattro ictus di cui l’ultimo fatale.
Un’altra vittima, Edward Fray, che, tranne la struttura della sua casa, perse la sua occupazione e tutti i suoi averi durante l’incidente, ha dichiarato che è felice dell’istituzione del fondo fiduciario.

“Persi il lavoro. Ero un macellaio. Mi ritrovai a dover chiedere l’elemosina e, dopo un anno, ho risparmiato per tre mesi, ho comprato un materasso e ricominciato. Ho sofferto molto … Ma ora sto meglio “, ha detto ai giornali.
Sebbene 86,000 Euro non potranno mai rimediare al dolore e all’ umiliazione che il popolo Rastafari ha dovuto subire in cinquantasette anni; considerato che di certo nessuna somma di denaro potrà mai cancellare dalle pagine della storia del mondo intero un genocidio promosso da un capo di Stato contro i suoi stessi connazionali, vogliamo guardare a questo avvenimento come un felice passo avanti nelle relazioni tra istituzioni e Movimento Rastafari.
Restiamo speranzosi che si stiano finalmente aprendo le porte ad un nuovo periodo in cui il concetto di “Respect”, che i Rasta hanno ripetuto così a lungo, possa essere osservato anche dai potenti e dalle istituzioni.

Per saperne di più sul Coral Gardens Incident leggi questo articolo:
http://reggaerevolution.it/component/k2/item/1044-coral-gardens-jamaica-1963-la-persecuzione-dei-rastafari.html

Blessed Love

Ras Julio

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