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Reportage Esclusivi

HERB CURB – LA GANJA YARD DEL REBEL SALUTE – VIDEO Esclusiva

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Ci cancelleranno da Fb o da Youtube, siamo pronti a pagarne le conseguenze ed anche a rilanciare. Ma prima sappiate che in Jamaica è legale vendere ganja all’interno dei Festival Rasta. Non perché sia terapeutica, c’è un motivo più profondo.

Nell’isola dove sono nati i primi Rasta la marijuana è considerato un sacramento. Si avete capito bene, i Rasta sono riusciti a far includere nella attuale legge non solo l’uso medico ma anche quello spirituale. Il mezzo per raggiungere la meditazione e l’ In I . Il consumo ad uso ludico invece non viene incoraggiato.

Dopo questa dovuta premessa vi presentiamo l’HERB CURB la speciale Yard all’interno del Rebel Salute.

Il video interamente girato in Giamaica mostra tutti gli stand con diverse qualità e derivati.

Mancavano i grandi nomi dei dispensari più importanti, tanto spazio quindi ai coltivatori diretti.

Dall’approvazione della legge, una licenza di coltivazione oggi, per un limitato numero di acri, costa 500 euro circa ed in tanti si stanno lanciando in questo business, tanto che il mercato è cambiato in pochi anni ed è in crescita esponenziale.

Ma all’Herb Curb si svolgono anche convegni e aggiornamenti, il Sabato pomeriggio Mutabaruka è sempre in prima linea a fare da apri pista.

Il video è stato registrato cosi come lo abbiamo visto noi, senza censure. La Family di Reggae Revolution.it vi mostra la Yard più verde al mondo. Un sogno difficile ma non impossibile da realizzare.

 

 HERB CURB – LA GANJA YARD DEL REBEL SALUTE – Video Esclusivo

 

 

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BOB MARLEY BIRTHDAY #75 – CRONACA E FOTO REPORTAGE DALLA JAMAICA

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Facciamo di tutto per non farvi perdere i momenti più importanti anche oltre oceano. Per le celebrazioni di Bob Marley a Kingston in occassione del 75° Anniversario, c’è un nostro inviato speciale. E’ il nostro fratello Mickey Souljah, che raggiunta a fatica la location ci racconta come sono andati i festeggiamenti al Museo di Hope Road.

RECENSIONE

E’ il 6 Febbraio, sono circa le ore 10 del mattino, quando parto alla volta Kingston. Dopo alcune ore di viaggio da Negril arrivo nella calda e trafficata atmosfera caratteristica della citta.
Sosta quasi d’obbligo è a Trench Town dove passo un paio d’ore alla Culture Yard in compagnia di alcuni bredren a fumare qualche spliff.

ALLA CACCIA DEL BIGLIETTO

Il programma e’ quello di andare a passare la serata al 56 di Hope Road, indirizzo ben noto ai fans più sfegatati di Marley. Il problema è che l’entrata dopo le 15 non è più gratuito.
Voi dite e allora? Dove’ il problema? Vai, paghi ed entri.
No, troppo facile. Sono stati emessi soli 3000 biglietti che vengono distribuiti non si sa dove ed in realtà non sono neanche a pagamento ma gratis. La difficoltà è trovarli, alcuni dicono di farsi un giro nei in vari negozi in citta.
Sono ormai le 17 circa e dopo aver smaltito i vari chalice con i bredren decido, se pur con un paio di ore di anticipo rispetto al programma iniziale, di andare ad Hope Road, prima però devo trovare un modo per procurarmi questo fantomatico biglietto.
Parto in auto da Trench Town e dopo circa 20 minuti mi trovo su Hope Road. E’ stato usato come parcheggio il dopolavoro della polizia che può contenere molte macchine all’interno del campo.
Da li una navetta percorre i circa 200 Mt che ci vogliono per arrivare al museo. Arrivo li e già sapevo che l’unico modo per entrare sarebbe stato quello di cercare qualcuno della security.
Mi posiziono davanti l’entrata ben protetta con delle transenne ed alcuni membri della security che permettevano il passaggio rigorosamente a persone munite di braccialetto al polso. Dopo qualche minuto di osservazione colgo in fragranza di reato uno della security con un altro turista, non avevo dubbi fosse la persona giusta.
Mi avvicino e lui subito mi dice in patois: “Ticket yuh deh a look fah?” Ed io: Yaman! Quindi comincia la contrattazione fino a trovare un accordo.
Dopo qualche minuto di attesa, torna con un braccialetto ed eccomi finalmente dentro al museo.
 

ALL’INTERNO DEL MUSEO DI MARLEY

Tanta gente. La band che suona, il sound che spacca. Non è la prima volta che vado ad Hope Road, anzi ci sono stato molte volte, ma questa volta è speciale. Si festeggia il 75esimo compleanno di Bob. La sensazione nell’aria è di pura magia.
Dopo aver mangiato qualcosa, nell’area dietro la casa dove c’è il teatro con lo shop, dove è stata allestita con tutta una serie di negozietti e ristorantini dove poter mangiare rigorosamente ital, quindi decido di fare un giro.
Incontro tanti artisti che non erano in scaletta ma solo puri visitatori, vedo Capleton, Jah9, Mutabaruka e tanti altri.
Scambio due parole con il mitico Bongo Herman e con Sledger sempre presenti al museo con il suo negozietto di dischi, il mitico cugino di Bob da Nine Miles compagno di avventura dei Wailers nelle loro scorribande dei primi anni 70.
 

LO SHOW BOB MARLEY #75

Mi avvio verso il palco vista l’ora cominciavano gli show più interessanti. Droop Lion, Mortimer, la regina del Reggae Marcia Griffith seguita da Nadine Sutherland.
Le due ladies del Reggae intervistate hanno rievocato aneddoti riguardanti le loro esperienze con Bob. Miss Sutherland sottolinea la sua emozione a partecipare all’evento e ricorda la sua prima volta che arrivo ad Hope Road ben 40 anni fa nel 1980 quando Bob la invito nel suo studio Tuff Gong a registrare alcuni singoli.
Miss Sutherland dice che buona parte dei successi della sua carriera, almeno all’inizio, è stato per merito di Bob che la produsse credendo nelle sue capacità.
Marcia Griffith esordisce dicendo che non basterebbe tutta la notte per raccontare aneddoti di vita professionale passata con Bob. Sottolinea comunque una cosa. Che lei quando iniziò a cantare. ormai circa 50 anni fa, lo faceva cosi, tanto per divertirsi. Solo dopo aver lavorato con Marley ha capito quanto la musica potesse essere importante tanto da cambiare la vita delle persone e di quanto rigore ed attenzione Bob metteva nella sua musica.
In un palchetto rialzato direi una sorta di V.I.P. di fianco alla postazione tecnica di audio e luci si notava anche un pò di movimento. In effetti era presente Rita Marley. Problemi di salute abbastanza visibili la costringono in carrozzella ormai da qualche anno.
Si arriva ormai verso la fine della serata prevista per la mezzanotte ed infatti  arrivano i fratelli Marley,  presenti Damian, Ky-many, Julian e Rohan salgono sul palco cantando alternandosi canzoni di Bob più alcune delle loro ultime hits.
Dopo il taglio simbolico della torta ed i ringraziamenti finali si spengono i riflettori di questo 6 Febbraio 2020. 
Io ritorno a Trench Town dove avrei anche alloggiato per la notte ma prima è d’obbligo una sosta sulla 1a strada dove Stone Love infiammava la massive con i soliti big dubs.
Al prossimo anno da Mickey Souljah

 

GUARDA LE FOTO ESCLUSIVE DEL BOB MARLEY BIRTHDAY #75 A KINGSTON

 

 

 

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GALLERY

REBEL SALUTE 2020 | RECENSIONE ESCLUSIVA | PRIME FOTO DALLA JAMAICA

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Un edizione particolare ed indimenticabile, quella a cui abbiamo assistito quest’anno in Jamaica. Accreditati ufficialmente al Rebel Salute, il  festival che preserva la musica Rasta Reggae, mai prima d’ora era piovuto così copiosamente. Al Grizzly Plantation, nella Baia di Sant Ann  dove è nato Bob ma molto vicino a Ochio Rios, vento è pioggia a tratti hanno reso difficile il nostro lavoro, fango ovunque ma nonostante tutto c’è un protagonista, questa volta è la massive.

Le condizioni meteo erano più che sufficienti a smorzare ogni entusiasmo tutto poteva finire come in un buco nell’acqua, ma non dimentichiamo che siamo sull’isola del reggae dove tutto è diverso. La vera sorpresa infatti sono i presenti, nonostante le difficoltà la gente si copre alla meglio, resta compatta e non va via. Anzi che ci sostiene che le performance degli artisti li abbia tenuti al caldo.

Sarà poi Tony Rebel in persona ad essere stupito e ringraziare i presenti. Vestito con pantaloni blu, camicia floreale e giacca rosa, ha espresso gratitudine al pubblico per il suo continuo supporto.

La 27° messa in scena del Rebel Salute è partita con un messaggio forte contro gli Oppressori, Tony Rebel a voluto nuovamente Bobi Wine sul palco un vero eroe africano, impossibilitato a rientrare nel suo paese a causa delle sue taglienti liriche contro il presidente dell’Uganda, Bobi Wine dal palco ha rafforzato la sua candidatura alla presidenza del suo paese, l’unico modo per svoltare veramente è entrare in politica e cambiarla.

Quest’edizione ha riservato alcune  sorprese anche sotto l’aspetto organizzativo dello show, durante i band change , presente il  comico Christopher “Johnny” Daley con un set di circa un’ora, l’altra sorpresa è il Conscious Clash , una versione clean tra Jack Skorpio della famosa etichetta storica contro Dynamic Sound dall’ Africa.

Il Rebel sdogana il Clash è ne propone una versione più accettabile anche se l’esperimento causa la superficialità di Jack Skorpio non è dei migliori anzi.

Ma di questo ne parleremo in dettaglio in un nuovo articolo, gli organizzatori hanno pensato fuori dagli schemi e sono disposti a implementare nuove idee per evitare che il festival diventi prevedibile e ripetitivo.

Tanta attenzione alla filosofia Rasta, Tony Rebel ha presentato il Dr Julius Garvey, figlio del Eroe Nazionale Marcus Garvey sul palco.

Cucina salutare, no carne e no alcol e consapevolezza ambientale sono i punti di forza . Ottimo il live streaming he ha permesso a milioni di utenti di non perdersi lo show a distanza.

Di seguito gli artisti che hanno partecipato :

 

Foto esclusive VENERDì 17 GENNAIO – 2020

Venerdì : Steel Pulse, Toots & The Maytals, Sanchez, Bobi Wine, Terry Linen, Chevaughn, Tony Rebel, Notis Heavyweight Rockaz, Torch, Abby Dallas, Mackeehan, Kenyatta Hill, Chi Ching Ching, Treesha, The Wailers Trio, Suga Roy & The Fireball Crew, Papa Michigan, Singing Melody, Queen Omega, Leroy Sibbles, Flourgon, General Trees, Stevie Face, Carl Malcolm, Lone Ranger, Johnny e Jermaine Edwards

 

Foto esclusive SABATO 18 GENNAIO – 2020

Sabato: Moses Davis (Beenie Man), Richie Spice, Chronic Law, Jack Radics, Jahbar I, George Nooks, Anthony B, The Meditations, Queen Ifrica, Mortimer, I-Octane, Jesse Royal, I Wayne, Louie Culture, Lady G, Mikey Spice, Errol Dunkley, Jack Scorpio, Steven Blake, Tony Tuff, Wayne Wade, Imeru Tafari, Hopeton James, Rhoda Isabella, Leba Hibbert, Benjy Myaz, Mischief, Dynamiq Sound e Tafasta

 

 

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Reportage Esclusivi

2019 IN JAMAICA LA VERSIONE PEGGIORE DEL RED BULL CULTURE CLASH

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Si è aperto un caso e l’opinione pubblica è rimasta scandalizzata quando uno dei team che hanno raggiunto la finale è stato mortificato oltre ogni limite. Non stiamo parlando di parolacce all’ordine del giorno negli scontri,ne di offese personali anche queste purtroppo eccessive, poi condannate da Capleton, ma lo leggerete nel resto di questo articolo. Un dubplate in particolare non doveva essere suonato, quelle offese dovevano restare nel hard disk è mai usate.

Svoltosi per la prima volta in Jamaica la madre del clash da dove il Red Bull Culture ne ha attinto la formula, nel giorno del 2 Novembre per la ricorrenza dell’incoronazione allo Stadium Arena invece è successo di tutto.

La formula del clash prevede lo scontro tra vari sound system divisa in round fino al Tun fi Tune quando i 2 sound usciti vincenti si scontrano snella finale. A decretare il vincitore al Red Bull Culture Clash 2019 è stato il “Decibel Metre” . Sull’isola la ha debuttato tecnologia, con 104 decibel contro i 94 la folla accorsa alla manifestazione ha decretato il sound vincente e stroncato gli avversari di Romeich Entertainment.

Un pannello segnava e registrava addirittura i picchi di rumore corrispondenti alla somma delle urla dei presenti. La massiva scatenata ha supportato Strike Force e messo fine alla vergognosa offesa.

Tutto è permesso in un clash, no assolutamente ci sono delle regole tra cui quelle morali e su questo è stato chiaro Fireman “ La competizione ha fatto dancehall. Prima si faceva solo per divertimento, ma in questi tempi, penso che esagerino troppo ” ha dichiarato Capleton al Jamaica Observer

 

COSA E’ SUCCELLE E LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE IL VASO

Durante la parte finale che alleghiamo, che potrete vedere ed ascoltare, Strike Force è stato offeso da un Dubplate “speciale” registrato forse prima dell’incidente ad uno dei collaboratori del proprio team.

Questa persona ed esattamente il silecta di Strike Force , è morto in un incidente poco prima.

La canzone contro Niko Chromatic non doveva essere suonata è vergognoso offendere una persona deceduta.

E questo ha fatto scoppiare un caso mediatico ed in tanti prendono le distanze ma nonostante il vergognoso incidente, Capleton e Jah Vinci credono i Clash siano essenziali per la dancehall, se sono solo per puro divertimento.

 

La competizione è la formula storica nata sull’isola ma le offese e parolacce sono un virus

 

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