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Rubrica Recensioni

NEANCHE LA POLIZIA RIESCE A FERMARE IL CLASH ON LINE DI BOUNTY KILLER VS BEENIE MAN

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Pochi in Italia a causa del fuso orario hanno potuto seguire l’evento on line.

Quello che vedrete ha dell’incredibile. Uno scontro epico che non si vedeva da anni tra Bennie e Bounty .Un coinvolgimento che non ha pari, impossibile rimanere impassibili dalle vibrazioni che gli artisti riescono a trasmettere. Anche se ci separa un monitor o un vetro di un telefonino, Bennie e Bounty hanno letteralmente bucato lo schermo !

Oltre 500.000, mezzo milione di persone in diretta e con essi nomi illustri come il presidente della Giamaica Andrew Holness che sottolinea che l’inno suonato prima del clash lo ha reso orgoglioso, a Rihanna che in un Tweet “Di ‘agli ufficiali di tornare a casa “ quando lo show è stato a rischio chiusura. Perfino l’intervento del ministro della cultura che .

Ancora una volta la Giamaica con i suoi artisti, anche in tempi Covid, dimostra ampiamente che nel campo dello spettacolo e della musica nessuno può competere. Si può copiare, prendere d’esempio, riproporre ma mai essere così originali ed innovatori.

Bellissima la chiusura con One Love con la song la figli di Beenie in braccio che dimostra quanto più che uno war tra gli artisti sia stato una collaborazione unica a riportare l’attenzione del mondo intero sulla Giamaica.

Perché è intervenuta la Polizia ?

Molti hanno pensato alla chiusura, sembrava essere ritornati alla normalità quando gli officers fanno finire malamente un concerto. Ma attenzione se avete letto le nostre news in Giamaica, attualmente vige il coprifuoco. Da una certa ora in poi tutti in casa.

Lo show non si è capito se era autorizzato o la Grange, dinnanzi ai risultati dello show abbia fermato la polizia.

L’intervento della polizia durante lo show

“Gente, la polizia è qui” annuncia Beenie Man, salutando gli sbirri rimasti fuori dalla telecamera. Lo show è stato trasmesso in streaming in diretta dalla TV internazionale. Non possiamo farlo proprio ora. Il mondo ci sta guardando. Abbiamo 500.000 persone che ci guardano in tutto il mondo.
A quel punto, Bounty Killer era uscito dallo schermo.

In tanti si ribellano da casa scrivendo messaggi come Rihanna che  in diretta pubblica su Instagram “Di agli ufficiali di tornare a casa”.

Non è finita il ministro spegne le polemiche così

Il ministro della Cultura Olivia Grange ha dichiarato di essere felice che la situazione sia stata risolta. La Grange ha confermato di essere stata informata dalla Solid Agency per facilitare l’evento e stava aspettando una lettera formale dall’entità.
“Non ricordo di aver visto quella lettera ma non sarebbe stato un problema. Non avevo dubbi che se ci fosse mai stato un problema, è stato risolto amichevolmente”, ha detto Grange.

In precedenza, il Primo Ministro Andrew Holness aveva twittato che si stava godendo lo scontro tra i due veterani della dancehall.

Il risultato è stato che per una notte la Giamaica ha vinto.

Alla fine, la Grange ha affermato che lo scontro ha cancellato ogni possibile dubbio che la Giamaica sia la capitale del divertimento del mondo. “E’ stato dimostrato di nuovo stasera con quante celebrità, sia locali che internazionali, sono state sintonizzate sullo clash”, ha detto.

 

BOUNTY KILLER VS BEENIE MAN FULL CLAH

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Rubrica Recensioni

IL WORLD MUSIC AWARDS IRAWMA IN TEMPI DI COVID-19 – CHI HA VINTO ?

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L’ IRAWMA è il più popolare ed anche il più apprezzato Award perchè i vincitori sono definiti dalle votazioni del pubblico, quindi democratiche, veritiere e soprattutto rispecchiano l’andamento ed il trand della musica reggae e dancehall. Anche se quest’anno il grande Grammy Award, si è dovuto piegare alla potenza di Koffee, una diciannovenne, potrebbe essere stata un’eccezione.

Mentre la cerimonia dei grammofoni si è svolto regolarmente con red carpet, show, cerimonie l’ IRAWMA ha dovuto fare  conti con la pandemia globale. Rischiava la totale cancellazione visto il distanziamento sociale e l’impossibilità di far arrivare delegazioni.

Ephraim Martin, ha  dichiarato che nonostante il COVID-19, è stato deciso che lo spettacolo doveva continuare. Come vi chiederete ? mettendo tuto on line in streaming.

“Avevamo programmato numerose persone in arrivo da tutto il mondo per l’evento. C’è stata una grande delegazione proveniente dall’Africa quest’anno, poiché i premi sono molto popolari lì. Non potevamo annullare visto l’importanza di questi premi per l’industria dell’intrattenimento. Quindi abbiamo dovuto fare del nostro meglio.

Quindi invece di arrenderci, siamo stati in grado di mostrare come si può andare avanti. Più di 100.000 persone si sono sintonizzate per ascoltare i vincitori. E’ stato fantastico grazie anche al fatto che in questo momento molte persone sono a casa, questi eventi online offrono una grande opportunità di intrattenimento “, ha osservato.

 

I VINCITORI:

Il grande vincitore dell’International Reggae and World Music Awards è stato Buju Banton con ben sette statuine. Ha vinto nelle categorie: The Marcus Garvey Humanitarian Award; Best R&B/Hip Hop collaboration per Holy Mountain con DJ Khaled; Best Dancehall Statgecraft Entertainer; Most Cultural/Educational Entertainer e Best Caribbean Entertainer con Beenie Man.

La Til Shiloh Band di Gargamel ha vinto la Most Outstanding Show Band, mentre Long Walk To Freedom, il suo primo spettacolo dopo il suo ritorno dopo circa 10 anni, è stato nominato Concert of The Year.

Non poteva mancare Koffe amatissima dal pubblico che ha vinto il premio come miglior cantante femminile, miglior canzone con Toast, miglior album Rapture e miglior video musicale sempre con Toast.

Gli altri vincitori nelle successive categorie segnaliamo:

Entertainer of The year Popcaan; Recording Artiste of The Year – Vybz Kartel; Best Male Vocalist Chronixx; Best Gospel Song  No Weapon di Jermaine Edwards; Best Male Deejay Vybz Kartel; Best Female Deejay Spice; Best New Entertainer Chronic Law.

Infine il veterano Freddie McGregor è stato nominato intrattenitore più coerente; Stone Love è stato eletto miglior sistema audio e Dig Dong e Ravers Clavers hanno vinto per il Most Outstanding Dance Group.

Insomma anche in tempi oscuri l’IRAWMA è stato un grande successo ed è riuscito a superare con grande intelligenza una situazione molto complicata che poteva abissarlo.

 

Pagina Ufficiale fb: https://www.facebook.com/IRAWMA/

 

 

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Musica Produzioni RR

MARCELLO COLEMAN ft RAS TEWELDE – MUSIC IS A WEAPON – RECENSIONE ESCLUSIVA

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Quanto è importante quello che si dice. Può essere la Musica un Arma di Guarigione ?

Da questo presupposto nasce questa nuova canzone che conta la collaborazione di un folto gruppo di persone. Non è solo una semplice collaborazione con il Professore del Reggae ma anche nella progettazione, realizzazione fino al master. Non è finita qui c’è anche l’ufficio stampa ed i media.

Tutto queste persone insieme hanno creduto in questo progetto di Marcello Coleman e DOZ che ha come obiettivo creare la musica giusta per l’anima, per il corpo e per la mente

Il messaggio è tutto,  è fondamentale che la musica venga percepita come strumento per cambiare in meglio.

I Rasta per esempio hanno utilizzato il Reggae come strumento per diffondere il loro credo e per combattere i potenti, ineguaglianze, difendere i diritti umani, tanto da farla diventare addirittura patrimonio dell’Unesco

Visto che è possibile allora facciamolo tutti !  .. senza esagerare basta una cosa al giorno, miglioriamo le cose ascoltiando la musica giusta.

 

 Marcello Coleman ft Ras Tewelde – Music is a Weapon

 

A “Music Is A Weapon” ci hanno lavorato Marcello Coleman e Ras Tewelde ma anche Reggae Revolution, Nathan Coleman alla Chitarra elettrica e basso, Leonardo Buffardi alla batteria, Antonio Tramma come sounds design, Giovani ” Blob ” Roma al missaggio & mastering , alla grafica & video editing by Isabella Perrini.

Prodotto da : Marcello Coleman & DOZ in collaborazione con : Ras Ale per Reggae Evolution.it & Carlo ” BizyBoy ” Rossi

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Rubrica Recensioni

RAS HOBO -THE CONQUERING LION – UN INNO A RASTAFARI

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Il 2 Novembre è una data importante non solo per il popolo Rasta. Ricorre infatti un anniversario importante celebrato in tutto il mondo: l’incoronazione di Haile Selassie I, Jah Rastafari, discendente dalla stirpe davidica, che ebbe origine dall’incontro di Re Salomone e la regina di Saba. Il Re dei Re fu incoronato ad Addis Ababa, Etiopia, nel 1930.

Con questa importantissima incoronazione, si confermò non solo lo splendore del 31° verso del Salmo 68, in cui è scritto: “Prìncipi verranno dall’Egitto, l’Etiopia s’affretterà a tender le mani verso Dio”, ma anche il riscontro nella profezia annunciata migliaia di anni dopo da Marcus Mosiah Garvey che disse: “Guardate all’Africa, ove un Re Nero sarà incoronato, perché il tempo della liberazione è vicino”.

Rastafari, Haile Selassie I, è pertanto il Cristo tornato sulla Terra, nella Sua seconda venuta e con un nuovo Nome. Lui è il Signore degli Eserciti, quello riconosciuto anche nel Libro della Rivelazione (22, 12) in cui è scritto: “Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e L’Ultimo, il principio e la fine”.

 

RECENSIONE

Non è un caso, quindi, che Ras Hobo -storico esponente della rasta music italiana- abbia scelto proprio questa data così importante per pubblicare il suo nuovo Jah work “The Conquering Lion”, dedicato a Colui che gli ispirato le liriche. Anche l’altro singolo, “Babylon”, fu pubblicato nel giorno della nascita di Rastafari, vale a dire il 23 luglio. Una simbologia questa che, probabilmente, rende la musica del reggaeman napoletano unica e particolare, confermando quindi non solo le sue doti artistiche consolidatesi negli anni, ma anche la sua profonda fede nell’Altissimo Sovrano rivelatosi in questa “triste era cruciale”, così come riporta il testo della canzone.

 

Il singolo è stato realizzato in tre diverse versioni, tutte rigorosamente suonate (non si tratta quindi di remix) e ri-arrangiate per offrire all’ascoltatore tre diverse dimensioni, tre diverse atmosfere: alla prima traccia -quella originale- si uniscono infatti la “Inna Different Style” e la “Nyahbinghi Version”, in cui Ras Hobo -da percussionista professionista che ha collaborato per anni con grandi nomi della musica italiana- ha suonato tutti e tre i tamburi Nyahbinghi, creando un ponte magico tra il Vesuvio e le Blue Mountins.

 

Le tre canzoni sono state registrate per la “Suono I-tal” -etichetta dell’artista- presso l’Electric Town Recording Studio di Picerno, Potenza, dall’ormai inseparabile compagno di note e di emozioni, Chris Lapolla che -oltre ad aver abilmente mosso manopole e cursori- ha suonato egregiamente le chitarre. Questa volta Ras Hobo ha dato il meglio di se ideando anche le linee di fiati suonate da tre validi strumentisti lucani quali: Pino Melfi (tromba e flicorno), Sergio Leopardi (sax tenore) e Antonio Pace (trombone). La collaudata sezione ritmica è la stessa di “Babylon”, composta dai bravissimi Antonello Ruggiero (batteria) e Rocco Mastroberti (basso), così come le tastiere suonate dal grande Domenico Vitolo e così come i cori eseguiti dalle meravigliose Maria Carmela Paciello e Paola Pascale. Quest’ultima ha anche suonato il flauto traverso nella bellissima “Nyahbinghi Version”.

L’artwork, un favoloso dipinto, è stato realizzato -così come la copertina del precedente singolo- dal grande Ras Dedo (Matteo De Domenico), Artista siracusano, veterano del panorama rasta italiano, noto già dagli anni ’80.

La grafica, anche questa volta, è stata affidata alla bravura di Carlotta Pattarino.

 

Un inno, questa “The Conquering Lion” che non passa affatto inosservato per la sua bellezza e qualità audio. Insomma, per dirla tutta, un ritorno in grande stile quello di Ras Hobo!

Ma non finisce qui: nei progetti futuri dell’artista, oltre a quello di pubblicare un terzo singolo ed un album, c’è quello di creare un collettivo formato da altri Artisti reggae italiani, con i quali condividere le liriche di “The Conquering Lion”. Aspettiamoci quindi di ascoltare, tra qualche mese, una quarta versione del brano che sarà presentata da Ras Hobo featuring I-RAS, ossia I-talian Reggae All Stars (è così che Hobo ha battezzato questo suo progetto sin dalla creazione delle prime note dell’ultimo Jah work). Time will tell!

 

 

 

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