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Patois Corner

LA PAROLA: GWAAN

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Abbiamo scelto questa parola considerando questo appuntamento con il Patwa Caana come il numero 0 ed abbiamo voluto quindi incitare noi stessi e tutti i lettori proprio come farebbe un giamaicano… Gwaan!

Si tratta di una delle tipiche espressioni giamaicane, nata dalla contrazione delle due parole GO ed ON, che combinate in inglese formano un verbo che significa ‘partire’, ‘andare avanti’, ‘procedere’.

Può anche avere una accezione negativa ed essere usato per allontanare persone/animali poco graditi (‘vai via!’).

Gwaan è una delle parole più conosciute ed utilizzate nel contesto della musica Reggae, poiché spesso presente negli intro delle canzoni, prima dell’entrata degli strumenti o più in generale per sollecitare l’entrata in scena di uno strumentista o di un altro artista.

Detto ciò…GWAAN PATWA CAANA!!!!

Alla prossima, GET READY FI DI CLASS NUMBA 1

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THE PATOIS CORNER – LA FONETICA

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Di Patwa Caana (The Patois Corner)

Di Patwa Caana (The Patois Corner) è la rubrica di approfondimento sul Jamaican Patwa, in cui vengono spiegate nel dettaglio le origini, le forme ed i suoni di questa affascinante lingua.

 

CLASS n.4 – Fonetica

Irie family! Dopo gli ultimi ‘incontri’, in cui abbiamo affrontato i primi elementi grammaticali (pronomi, articoli, plurale, uso dei verbi), questa volta scopriremo qualcosa in più su quella che viene definita ‘fonetica’, e cioè i modi in cui produciamo e percepiamo i suoni di una lingua.

Nella nostra amata isola, come ricorderete, è avvenuto un contatto linguistico e culturale tra:

  • lingue africane, perlopiù dell’area occidentale, come ad esempio il Twi e l’Ewe, parlate rispettivamente da 7 e 3 milioni di persone in Ghana, Costa d’Avorio e Togo, ed

  • Inglese, o meglio i vari dialetti inglesi del XVII e XVIII secolo.

Questo contatto ha portato allo sviluppo di un sistema fonetico molto particolare di cui, senza addentrarci troppo nella linguistica, possiamo notare alcuni elementi fondamentali.

Per quanto riguarda le vocali, ad esempio, il Jamaican si distingue per la pronuncia di alcune short vowels (negli esempi [a] [e] [u]), long vowels ([ii] [aa] e [uu]) e ditonghi ([ie] [uo]), come nei seguenti casi:

 

Parola

Standard English

Jamaican

map

mæp

map

well

wɛl

wel

look

lʊk

luk

feel

fiːl

fiil

walk

wɔːk

waak

pool

puːl

puul

name

neɪm

niem

slow

sləʊ

sluo

 

Anche per quanto riguarda le consonanti esistono delle differenze con l’inglese standard. Una di queste è sicuramente l’assenza del famosissimo TH, che si ottiene usando quelle che tecnicamente vengono chiamate ‘fricative dentali’, la [θ] e la [ð], che ci costringono (in teoria, ma poi sono pochi quelli che la applicano) a tirare fuori la lingua quando parliamo in inglese. Ecco che parole come ‘thank’ e ‘the’ diventano ‘tank’ e ‘di’.

Al contrario, nel Jamaican esistono alcune consonanti non presenti nello Standard English, come in questi due esempi:

 

Parola

Standard English

Jamaican

cap’

/kæp/

/kjap/

gang’

/gæŋ/

/gjaŋ/

 

Un’altra particolarità interessante, che a molti di voi sarà capitato di notare, è la sostituzione di alcune consonanti, come nel caso della ‘v’ che diventa ‘b’ e la ‘t’ che diventa ‘k’, come in ‘vex’ che diventa ‘bex’ e ‘little’ che diventa ‘likkle’. Ecco spiegati molti di quelli che fino ad ora erano misteri…

As usual, concludiamo questo episodio con un paio di espressioni giamaicane all’interno delle quali ritroviamo le variazioni fonologiche che abbiamo descritto:

  • MI NO NUO (I don’t know)

In questa brevissima espressione troviamo tre elementi che già conosciamo, il pronome personale, la negazione e la pronuncia del verbo ‘to know’. Mi raccomando, esercitate il dittongo [uo], ponendo la giusta enfasi sulla lettera u, e provate ad usarla in vari contesti, vedrete che tornerà utile.

  • LIKKLE CANOE KIP NIAR SHORE (Little canoe keep near the shore)

Questo è un celebre proverbio giamaicano che esorta a rimanere all’interno dei propri limiti per essere al sicuro. La piccola canoa, infatti, per rimanere a galla e scongiurare pericoli sconosciuti, deve sempre restare vicino alla costa. Certo, non un detto per temerari, né per quei giamaicani, come Marcus Gravey o Bob Marley, che sicuramente non si sono fatti spaventare da traversate oceaniche e che invece hanno portato il loro messaggio ai quattro angoli della terra…con la loro piccola canoa.

Jah Bless you all..and Keep Safe and Sound!

 

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Link utili e bibliografia

Cassidy F. G. (1961) Jamaica Talk. Kingston: University of West Indies Press.

Cassidy, F. G.; Le Page R. B. (1967) Dictionary of Jamaican English. Cambridge, UK: Cambridge University Press.

Devonish, H.; Harry, O. G. (2004) Jamaican Phonology, in Schnieder, E. et al. (eds), A Handbook of Varieties of English: Phonology. Berlin, DE: Mouton de Gruyter.

Figueroa, A. (2015) English and Creole in Jamaica. A brief linguistic sketch. In ‘Journal of Policy Studies’, No. 49.

http://www.jumieka.com/ischri.html

http://jamaicanpatwah.com

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THE PATOIS CORNER – LE FORME VERBALI

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Patois Corner

Di Patwa Caana (The Patois Corner) è la rubrica di approfondimento sul Jamaican Patwa, in cui vengono spiegate nel dettaglio le origini, le forme ed i suoni di questa affascinante lingua.

Di Patwa Caana n. 3

(The Patois Corner)

 

 


CLASS n.3 – Verbs

Blessings and Love! Nonostante tutto, noi non ci fermiamo e continuiamo il nostro percorso alla scoperta di una delle lingue decisamente più affascinanti al mondo, il Giamaicano, che sia Standard, Patwa o Dread Talk (la varietà parlata dai Rasta).

Ricapitolando, i primi appuntamenti si sono concentrati sia sulla storia e l’evoluzione del Patwa, che sui primi elementi di grammatica, in particolare pronomi, articoli e forma plurale.

In questa terza ‘class’, parleremo invece di come si formano e come si distinguono le forme verbali.

Innanzitutto, a differenza dell’Inglese Standard, in Jamaican Patwa il passato non viene reso attraverso altre forme (es. go, went, gone) ma viene mantenuto il verbo al presente, costringendo chi ascolta a considerare il contesto del discorso per capire il tempo verbale. Una alternativa è l’uso del ‘did’ prima del verbo al presente.

Ad esempio: ‘Ti ho visto ieri’ = ‘mi SEE yu yesterday’, oppure ‘mi DID SEE yu yesterday’.

Altre differenze importanti rispetto all’Inglese per quanto riguarda i verbi sono:

  • l’assenza della -s per la terza persona singolare (come prima, bisogna capirlo dal contesto…)
  • l’assenza di -ing per la forma progressiva (continuous). Al suo posto, troviamo l’utilizzo di ’a’;
  • l’assenza dell’ausiliare ‘do’ per la forma negativa, che si rende invece anteponendo ‘neva’ oppure ‘no’ alla forma presente del verbo;
  • il futuro si forma anteponendo ’a go’ alla forma presente del verbo.

 

Facciamo degli esempi:

TEMPO PATWA
INGLESE
Simple Present im seh (say) he says
Present Continuous im a seh he is saying
Past im (did) seh he said
Future im a go seh he is going to say/he will say
Negative im no/neva seh he does not say

 

Inoltre, una particolare attenzione va al significato del verbo ‘to be’: esso si coniuga in maniera differente se sta a significare ‘essere come stare in un certo posto o luogo’ o ‘essere’ nel senso di ‘essere qualcuno o qualcosa’. Nel primo caso è espresso dal verbo ‘deh’ (es. ‘Mi deh ya’= ‘I am here’), nel secondo caso dal verbo ‘a’ (es. ‘Mi a good man’= ‘I am a good man’).

 

Come di consueto, vediamo ora alcune celebri espressioni giamaicane all’interno delle quali vediamo applicate le regole descritte fino ad ora:

  • YU TOO LICKIE LICKIE

Si tratta di un’espressione popolare che significa ‘sei troppo avido’ e che viene usata in molteplici contesti. Da notare, oltre all’assenza del verbo essere (you are), è la ripetizione della parola ‘lickie’ (in inglese greedy): è un fenomeno linguistico molto comune nella lingua giamaicana ed svolge differenti funzioni: intensificazione (come in questo caso), attenuazione, estensione, onomatopea ecc. Altri esempi di ‘reduplication’ sono: kos kos (avere una controversia accesa, intensificazione di kos à to quarrel), cry cry (piangere in continuazione, senza fermarsi), tief tief (rubare ripetutamente).

 

  • YU NO EASY

Se siete stati in Giamaica almeno una volta ed avete dimostrato a qualcuno la vostra intelligenza o furbizia, probabilmente lo avrete sentito dire. È sicuramente uno dei più grandi complimenti che potete ricevere sull’isola (insieme a ‘yu no idiot’ e simili), qualcosa di cui sentirsi fieri.

Ovviamente, come in moltissimi casi, in dipendenza dal contesto, il significato può variare: ad esempio, se vi viene detto in associazione ad un’espressione del viso non proprio positiva, non sentitevi troppo fieri, vuol dire che risultate un po’ pesanti…

 

  • IT A GO HAPP’N

Ecco l’applicazione della regola per la formazione del futuro, ‘a go’.

Vi ricordate il ‘Soon Come’? Questa espressione è decisamente simile: vuol dire che, con certezza, qualcosa accadrà ma non è facile prevedere quando. Personalmente, me lo sono sentito dire così tante volte che spesso ho perso sia speranza che pazienza…e invece sarebbe bastato aspettare solo qualche giorno/mese/anno J 

 

by Renato Tomei/Ras Tewelde

 

 


Link utili e bibliografia

Adams, E. (1991) Understanding Jamaican Patois: An Introduction to Afro-Jamaican grammar. Kingston, JA: LMH publishing.

Bailey, B. L. (1966) Jamaican Creole Syntax. A Transformational Approach. Cambridge, UK: Cambridge University Press.

Cassidy F. G. (1961) Jamaica Talk. Jamaica: University of West Indies Press.

Cassidy, F. G.; Le Page R. B. (1967) Dictionary of Jamaican English. Cambridge, UK: Cambridge University Press.

Figueroa, A. (2015) English and Creole in Jamaica. A brief linguistic sketch. Journal of Policy Studies, No. 49.

Patrick, P. L. (1999) Urban Jamaican Creole. Variation in the Mesolect. Amsterdam/Philadelphia: Benjamins University Press.

Sand, A. (1999) Linguistic Variation in Jamaica: A Corpus-Based Study of Radio and Newspapers Usage. Tübingen, DE: Gunter Narr Verlag Tübingen.

http://www.jumieka.com/ischri.html  

http://jamaicanpatwah.com

 

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Pier Tosi

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THE PATOIS CORNER – LA GRAMMATICA DI BASE

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i Patwa Caana (The Patois Corner) è la rubrica di approfondimento sul Jamaican Patwa, in cui vengono spiegate nel dettaglio le origini, le forme ed i suoni di questa affascinante lingua.

 

CLASS n.2 – Basic Grammar

Wha a gwaan mi piipl? Se avete letto il numero precedente dovreste saper rispondere in maniera appropriata…

Dopo aver introdotto gli elementi culturali e storici alla base dello sviluppo del linguaggio giamaicano, ed aver accennato alle diverse varietà presenti sull’isola (Jamaica Standard English, Pawa, Dread-talk), iniziamo ad inoltrarci all’interno degli aspetti più pratici della lingua: fonologia, morfologia, sintassi e tutte quelle altre categorie con nomi spaventosi ma che in realtà altro non sono che la nostra amata grammatica. Partiamo quindi con alcuni elementi di base del Patwa: pronomi, articoli e plurale.

I pronomi personali sono:

IO Mi
TU Yu
EGLI/ELLA/ESSO Im/Shi/It
NOI Wi
VOI Unu
LORO Dem

 

Per formare i pronomi possessivi, si antepone fi (equivalente all’Inglese ‘for’) ai pronomi personali:

MIO Fi mi
TUO Fi yu
SUO (M/F) Fi im/ Fi ar
NOSTRO Fi wi
VOSTRO Fi unu
LORO Fi dem

 

Attenzione però, la preposizione fiha vari significati e non deve essere confusa con il verbo fi, il cui significato è ‘dovere’ – Come in ‘Yu fi go’ àYou must go, devi andare

 

L’articolo determinativo (IL/LO/LA/I/GLI/LE) è Di – Come in ‘di gyaal’ àthe girl, la ragazza

L’articolo indeterminativo (UN/UNO/UNA) è Wan – Come in ‘wan gyaal’ àa girl, una ragazza

 

Per la formazione del plurale, invece, si aggiunge il pronome di terza persona plurale demdopo il sostantivo – Come in ‘di man-dem’ àthe men, gli uomini.

 

E ora è il momento delle parole, proviamo a vederne alcune che applicano gli elementi appena descritti:

  • MI SOON COME  

Arrivo/torno presto: se siete stati almeno una volta in Giamaica, ve lo avranno detto almeno 20 volte al giorno, nelle situazioni più disparate. Da un impiegato che si assenta momentaneamente ma nessuno potrà mai quantificare la durata di quel ‘momento’…da un vostro amico con il quale avevate un appuntamento qualche ora fa…oppure, come la redazione ed il sottoscritto possono ampiamente confermare, da un artista che aspettate in studio da mesi! Insomma, il ‘soon’ (presto) è variabile, ma non si può dire dipenda dalla situazione o dal contesto, rassegnatevi al fatto che sia davvero incalcolabile e preparatevi a fare attività alternative nel frattempo.

  • MAIN YU BISNISS

Si tratta di un’espressione internazionale: quasi in ogni lingua, con le dovute modifiche, esiste un modo per invitare – più o meno cordialmente in dipendenza del tono e di tutti gli altri ‘elementi extralinguistici’ – le persone ad interessarsi degli affari propri. In italiano ne esistono molte versioni, che non stiamo qui ad elencare ma che sono ben conosciute ed utilizzate, oltre che oggetto di possibile censura J

Da notare anche l’espressione ‘Liv piipl bisniss aluon’, più generica e generalmente riferito a coloro che troppo spesso si occupano – e soprattutto parlano – delle vicende altrui.

  • FI WI SINTIN(G)

Letteralmente si potrebbe tradurre come ‘cosa nostra’, dove ‘sinting’ è equivalente all’inglese ‘something’. Non pensate subito che ci sia un riferimento alla mafia italiana, pensate invece alle radici africane del popolo giamaicano a cui, non a caso, è dedicato un importante e sentitissimo festival che si svolge ogni anno a febbraio, il ‘Fi Wi Sintin’ appunto. È un’espressione utilizzata spesso per rivendicare la proprietà o l’appartenenza.

 

 

Link utili e bibliografia

 

Adams, E. (1991) Understanding Jamaican Patois: An Introduction to Afro-Jamaican grammar. Kingston, JA: LMH publishing.

Bailey, B. L. (1966) Jamaican Creole Syntax. A Transformational Approach. Cambridge, UK: Cambridge University Press.

Cassidy, F. G.; Le Page R. B. (1967) Dictionary of Jamaican English. Cambridge, UK: Cambridge University Press.

Devonish, H.; Harry, O. G. (2004) Jamaican Phonology, in Schnieder, E. et al. (eds), A Handbook of Varieties of English: Phonology. Berlin, DE: Mouton de Gruyter

Patrick, P. L. (1999) Urban Jamaican Creole. Variation in the Mesolect. Amsterdam/Philadelphia: Benjamins University Press.

Tomei, R. (2015) Jamaican Speech Forms in Ethiopia. The Emergence of a New Linguistic Scenario in Shashamane. Newcastle upon Tyne, UK: Cambridge Scholars Publishing.

 

http://www.jumieka.com/ischri.html

http://jamaicanpatwah.com

 

Di Patwa Caana BY Renato Tomei/Ras Tewelde

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