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JACOB MILLER: 45 ANNI DOPO IL LEONE DEL REGGAE RUGGISCE ANCORA

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Sono passati 45 anni da quel tragico 23 marzo 1980, quando il mondo perse una delle voci più vibranti, sincere e potenti della musica reggae: Jacob Miller. 

Ma il tempo, invece di spegnere il suo ricordo, ha solo rafforzato la sua eredità.

Jacob non era solo un cantante. Era un uragano di carisma, un’anima ribelle con un sorriso largo quanto il cielo giamaicano, e una voce capace di scuotere coscienze e sollevare cuori. 

Con i suoi Inner Circle, ha portato in ogni angolo del mondo inni alla libertà, alla giustizia, all’amore. Canzoni come Tenement Yard, We a Rockers, Forward Jah Jah Children continuano a risuonare con la stessa forza di allora, colpendo chi ascolta come fossero appena nate.

Ma Jacob era anche un uomo del popolo, un rasta autentico. La sua figura, la sua energia contagiosa, la sua ironia e la sua profondità spirituale lo rendevano unico. Non si è mai piegato alle regole del mercato, ha sempre cantato la verità, anche quando faceva male. Era la voce degli emarginati, dei dimenticati, dei guerrieri del quotidiano.

Oggi, nel 2025, in un mondo ancora lacerato da ingiustizie, guerre e divisioni, le sue parole suonano più attuali che mai. Jacob ci ricorda che la musica può essere un’arma di pace, un grido d’amore, un faro per chi cerca luce.

A 45 anni dalla sua scomparsa, celebriamo non solo il musicista, ma l’uomo, il visionario, il fratello. 

Jacob Miller non è morto. Vive nelle casse che pompano reggae in ogni angolo del mondo, vive nei tamburi Nyabinghi, nei sound system di Kingston, nelle vibrazioni che ci fanno alzare le braccia al cielo.

FRED LOCKS RENDE OMAGGIO A JACOB MILLER 45 ANNI DOPO LA SUA SCOMPARSA

Lo scorso anno, quando Fred Locks è stato contattato dal veterano chitarrista Earl “Chinna” Smith per realizzare una cover di Suzy Wong di Jacob Miller, il cantante non ha avuto alcuna esitazione. La sua versione, prodotta da Alphanso “King Shark” Henclewood, è un omaggio sentito al carismatico vocalist scomparso il 23 marzo 1980, esattamente 45 anni fa.

Miller, leader degli Inner Circle, morì in un incidente d’auto a Kingston all’età di 27 anni. Era appena rientrato dal Brasile, dove si era recato con Bob Marley e Chris Blackwell, fondatore della Island Records, che proprio in quel periodo aveva aperto un ufficio nel Paese sudamericano.

Fred Locks, cugino alla lontana di Miller, lo descrive come “uno dei più grandi cantanti” e “uno dei miei artisti preferiti”.

Negli anni ’70, entrambi erano gestiti dalla Talent Corporation, un’agenzia di Kingston diretta da Tommy Cowan. Pur consapevoli del legame di parentela, non erano amici stretti, anche se condividevano origini comuni tra Manchester e St. Elizabeth.

“Ogni volta che ci incontravamo, lui mi diceva: ‘che succede, family?’”, ricorda Fred Locks. “Mi viene in mente quando ero a un suo concerto all’Hunter College di New York e lui dal palco disse: ‘Big up alla mia famiglia, Fred Locks!’”.

Jacob Miller nacque a Manchester, ma crebbe nell’area di Rousseau Road a Kingston. La sua carriera iniziò alla fine degli anni ’60 presso lo Studio One, con il brano Love Is A Message.

 Ma fu negli anni ’70, durante il boom del roots reggae, che divenne una vera star, sia come solista insieme al produttore Augustus Pablo, sia con gli Inner Circle.

Come frontman degli Inner Circle, firmò numerosi successi, tra cui Tenement Yard, Tired fi Lick Weed Inna Bush, Standing Firm e Forward Ever, Backward Never

Al momento della sua morte, stava registrando quello che sarebbe poi diventato l’album New Age Music della band.

Nel 2019, il governo giamaicano ha conferito a Jacob Miller l’Ordine della Distinzione, uno dei più alti riconoscimenti civili del Paese, per il suo contributo alla musica nazionale.

Rest in Power, Jacob.
La tua voce è eterna.

 

 

 

Ras Ale è presidente di Reggae Revolution e autore di ReggaeRevolution.it, testata online dedicata alla musica e alla cultura reggae attiva dal 1999. Segue la scena reggae italiana e internazionale attraverso news, interviste, recensioni, radio, festival e reportage, con una particolare attenzione alla Giamaica e alla cultura reggae.