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I TESORI DELLA GIAMAICA SONO A LONDRA: KINGSTON LI RIVUOLE
Una parte importante della storia della Giamaica si trova a migliaia di chilometri dall’isola. Ora Kingston sta intensificando il dialogo con il British Museum per cercare di riportarlI a casa.
La ministra della Cultura Olivia “Babsy” Grange ha annunciato nuovi progressi nelle discussioni con il museo londinese, spiegando che i rapporti tra le parti sono migliorati e che esiste una maggiore disponibilità a sviluppare forme di collaborazione che possano favorire il ritorno dei reperti in Giamaica.
OLTRE 8.000 REPERTI GIAMAICANI
Il dato più sorprendente riguarda la quantità di materiale coinvolto. Grazie all’accesso agli inventari del British Museum sono stati individuati oltre 8.000 oggetti provenienti dalla Giamaica, un numero enormemente superiore ai 137 reperti identificati dalle autorità britanniche nel 1981.
Tra i pezzi di maggiore interesse figurano importanti testimonianze della cultura Taíno, la popolazione indigena presente sull’isola prima della colonizzazione europea.
Particolare attenzione è rivolta alle sculture lignee provenienti da Carpenter’s Mountain, nell’attuale Manchester Parish. Tra queste figurano le celebri rappresentazioni associate a Boinayel, divinità della pioggia, e il cosiddetto Birdman. Il governo giamaicano aveva già avviato nel 2020 iniziative per ottenere il loro rimpatrio.
IL BRITISH MUSEUM APRE AL DIALOGO
La novità del 2026 è soprattutto il progresso delle trattative. Durante la recente missione giamaicana nel Regno Unito sono proseguiti gli incontri con il British Museum e, secondo Grange, il rapporto con l’istituzione britannica è migliorato.
Questo, però, non significa che sia già stata concordata la restituzione degli oltre 8.000 reperti. Al momento si parla di negoziati e di un possibile quadro di collaborazione: numero degli oggetti da restituire, modalità e tempi devono ancora essere definiti.
La questione si inserisce nel più ampio lavoro della Giamaica per recuperare e valorizzare il proprio patrimonio culturale disperso durante il periodo coloniale. La stessa missione britannica del settembre 2026 ha affrontato anche il dossier delle riparazioni per la schiavitù, pur trattandosi di un percorso distinto da quello relativo ai reperti museali.
Dopo anni di richieste, quindi, qualcosa sembra muoversi concretamente. Oltre 8.000 testimonianze della storia giamaicana sono state individuate nelle collezioni del British Museum: adesso la partita riguarda quante di queste potranno effettivamente tornare in Giamaica.













