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BOB ANDY

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Bob Andy – 28 Ottobre 1944 – 27 Marzo 2020
Keith Ainsley Anderson conosciuto musicalmente come Bob Andy nasce nella zona di Westmoreland, costa occidentale della Jamaica il 28 ottobre del 1944.
Da subito viene influenzato dalla musica specialmente alla fine degli anni ’50 e gli inizi dei ’60 ascoltando Harry Belafonte, Sam Cooke e Lou Rawls per la musica popolare e Nat King Cole per il periodo del rhythm’n’blues.
Trasferitosi da un familiare a Kingston, frequenta il festival dei giovani talenti chiamato ‘Opportunity Knocks’ dove ascoltò Jimmy Tucker, e colpito dall’evento musicale, Bob Andy voleva anche lui parteciparvi, ma sua madre fu molto contraria e ci rinunciò. In questo periodo frequenta la ‘Church Of England’, dove incontrò Tyrone ‘Don’ Evans e poco più tardi fondarono il
primo gruppo vocale con il nome dei ‘Mighty Vikings’, in piena era di altri gruppi e band importanti come Toots And The Maytals e Byron Lee And The Dragonaires.
Intanto cominciava a scrivere canzoni su canzoni e nel 1964 fondò i Paragons insieme a John Holt, Howard Barrett, Vic Taylor e Tyrone ‘Don’ Evans, ma l’esperienze con il gruppo fu di breve durata a causa dei rapporti intercorsi con John Holt, per la sua arroganza e imposizione come vocalist leader del gruppo. I motivi erano anche causati dall’affiatamento e dalle scelte degli altri componenti che preferivano di più la voce di John Holt, rispetto a quella di Bob Andy.
Lasciato quasi subito i Paragons, i quali si spostarono allo studio di Duke Reid al Treasure Isle, comincia a rielaborare vecchie canzoni dei Temptations, degli Impressions e dei Drifters e la prima canzone che venne registrata fu ‘Love At Last’,
allo Studio One di Coxsone Dodd. Quì rimase per quattro anni, conoscendo tra l’altro Bob Marley And The Wailers e Ken Boothe, ed incominciò a scrivere altre canzoni anche per altri cantanti come Delroy Wilson, Marcia Griffiths e lo stesso Ken Boothe. Bob Andy infatti rimarrà nella storia della musica reggae, per il semplice fatto che rappresenta lo scrittore della quasi totalità dei testi delle canzoni degli anni ’70 e durante gli anni avvenire, potremmo trovare tra le parentesi
delle tracking list, l’autore della canzone e dietro qualsiasi album di quegli anni si troverà il nome di B.Andy o K.Anderson.
Tra il 1968 ed il 1969 Bob Andy registra altri singoli presso lo Studio One, con ‘Really Together’, ‘Feeling Soul’, ‘Desperate Lover’, ‘My Time’ e ‘Too Experience’, canzone questa ripresa negli anni ’80 da Barrington Levy, arrivando quindi al suo primo album intitolato ‘Song Book’ il quale vendette migliaia di copie in tutto il mondo.
Il grande successo era finalmente giunto ed anche grazie alla futura collaborazione con Marcia Griffiths, una delle più importanti voci femminili del reggae in Giamaica, che lo renderà ancora più famoso registrando insieme a lei nel 1971 due albums registrati all’Harry J Studios a Kingston intitolati: il primo ‘Young Gifted And Black’, titolo ripreso da una canzone di Nina Simone, e vendendo mezzo milione di copie in Inghilterra e in Europa, ed il secondo ‘Pied Piper’ tutti stampati sull’etichetta Harry J e nel 1972 stampati dalla Trojan Records. Attenzione quando troverete un CD sempre della Trojans, stampato nel 1995 con il titolo ‘Fire Burning’, non è un altro album ma è il titolo che racchiude tutti e due gli album sopra citati. La stretta amicizia con Marcia Griffiths continuerà anche nel 1975 quando registrarono l’lp ‘Kemar’, dopo di che Marcia proseguì la carriera formando insieme a Rita Anderson futura Marley e Judy Mowatt ‘The I-Threes’ il trio femminile del gruppo di Bob Marley And The Wailers, e molto più tardi nel 1987 con ‘Really Together’ altri due albums da collezionare e da amare con l’anima.
Durante i primi anni ’70 Bob continuò le sue registrazioni da solista realizzando “You Don’t Know” e “Life” due canzoni di questo periodo che occupano un posto speciale nel cuore dei suoi fan britannici. Dopo che il duo si sciolse nel 1974, Marcia è diventata una delle I-Threes di Bob Marley, e i singoli di Bob “Fire Burning” e “Check It Out” hanno toccato un accordo reattivo con i giamaicani nella nuova coscienza sociale dell’era Marley.
A metà degli anni Settanta Bob era il manager di A&R dell’etichetta Tropical Soundtracs. Lui e Marcia si sono riuniti per registrare l’album “Kemar”, che rimane l’album definitivo di Bob & Marcia e venne pubblicato anche con un altro titolo come “Really Together” sull’etichetta di Bob.
Bob è stato uno dei primi artisti giamaicani a fondare la propria casa editrice, la Andy Songs, ed è stato uno dei principali promotori nel tentativo di fondare un’associazione come la “Caribbean Copyright Organization”, nata con l’intento di preservare i diritti economici sulle proprie produzioni musicali e non.
Il 1978 vide l’uscita dell’album prodotto da Sonia Eloise Pottinger “Lots Of Love And I”, che tra i tanti ottimi brani contiene i classici “Ghetto Stays In The Mind” e “Feel The Feeling”. Nello stesso anno si è recato a Cuba per esibirsi all’11 ° Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti. Poi iniziò un’assenza di cinque anni dalla scena musicale mentre Bob diventava sempre più coinvolto nella recitazione. Ha interpretato ruoli da protagonista in diverse produzioni teatrali e nel 1979 ha recitato nel film giamaicano “Children of Babylon”.
Nel 1983 Bob fu accolto di nuovo nelle classifiche reggae con un bellissimo singolo, “Honey”, seguito da un album, intitolato “Friends”. Per queste edizioni successive ha formato la sua etichetta, I-ANKA, in Giamaica e nel Regno Unito.
Nel 1985 Bob fece un tour in California, apparve al Festival della Gioventù di Mosca e fu il primo headliner del reggae giapponese al Japan Sunsplash. L’album “Retrospective” è stato pubblicato nel 1986 (1987 su Heartbeat / Rounder Records in Nord America) con un ampio successo di critica, il quale fornisce un collegamento storico mancante tra il capolavoro di Studio One Bob Andy’s Songbook e il suo lavoro più recente.
Nel novembre 1987, Bob ha assunto la carica di A&R e Direttore delle promozioni per la Tuff Gong (il gruppo di società fondato da Bob Marley). In questa veste ha rappresentato la musica Tuff Gong in molte funzioni industriali in Giamaica e all’estero. Ha prodotto musica di artisti come Nadine Sutherland, Ernest Wilson e Tyrone Taylor, oltre a nuovi talenti. Il soggiorno di Bob alla Tuff Gong gli ha fornito molte opportunità per esprimere il suo desiderio di una vita di standard più elevati nella musica giamaicana, sia nelle sue operazioni commerciali che nella qualità della sua produzione musicale.
Il suo nuovo album “Freely”, pubblicato sulla sua label I-Anka alla fine del 1988, comprendeva brani registrati durante la metà degli anni ’80. Ha ricevuto recensioni entusiastiche e ha trascorso molti mesi nelle classifiche reggae.
Assumendo ancora una volta il suo ruolo di pioniere della musica giamaicana, Bob ha trascorso sei mesi in Australia nel 1989, conducendo seminari e suonando con musicisti locali. Il 13 dicembre 1989, si è unito ad altri importanti artisti reggae al cantiere navale di Gdansk in Polonia in un concerto anti-apartheid sponsorizzato da Solidarity per celebrare il progresso dei movimenti di liberazione nel mondo.
Durante gli anni ’90 la Continental Records, una delle più grandi case discografiche del Brasile, pubblicò una compilation di Bob Andy e molti degli album di Bob ricevettero pubblicazioni giapponesi. Bob ha registrato l’album “Hanging Tough” per il produttore Willie Lindo nei suoi Heavy Beat Studios a Miami. Il set è stato pubblicato nel 1997 su VP Records e comprendeva i singoli ispiratori “Love This Life” e “Die No More”.
Il riconoscimento formale dei contributi musicali di Bob è arrivato da molte fonti negli ultimi due decenni. Rockers Magazine ha onorato Bob con un Lifetime Achievement Award a Kingston nel 1989, così come i Canadian Reggae Music Awards a Toronto nel 1991. La canzone di Bob “Fire Burning” ha ricevuto il JAMI Award come Song of the Year nel 1991. Nel 1997 è stato nominato come una delle “leggende viventi” della musica ai Reggae / Soca Awards di Miami ed è stata premiata con un Lifetime Achievement Award dal Bob Marley Day Festival del 1999 nel sud della California. Ha ricevuto il Premio del Primo Ministro per l’eccellenza in Giamaica nel 2003.
Gli anni ’90 e il primo decennio del nuovo millennio hanno visto Bob continuare a dare spettacoli straordinari in Europa, Giappone, Giamaica, Canada e Stati Uniti. Oltre alle sue esibizioni da solista, ha preso parte a una serie di concerti speciali di reunion con Marcia Griffiths. Ha aggiunto nuovi classici al suo repertorio, come i singoli ben accolti “Zion”, “There Is A God” e “Ska Music”.
All’inizio del 2005, Bob ha fatto il suo primo viaggio in Africa. Si è esibito al concerto per il 60° compleanno di Bob Marley ad Addis Abeba davanti a un pubblico di diverse centinaia di migliaia di persone e ha cantato anche al Palazzo del Presidente etiope. Durante una visita a Shashamane nelle settimane seguenti, ha tenuto concerti di beneficenza per le 12 tribù di Israele.
La Giamaica ha conferito il suo Order of Distinction nel grado di Commander (CD) a Keith “Bob Andy” Anderson nell’ottobre 2006 per i suoi contributi allo sviluppo della musica reggae.
Più di recente, le nuove composizioni di Bob includono due singoli di successo registrati per l’etichetta Altafaan: “Create Our History” con Luciano nel 2006 e “Almighty Dollar” nel 2008.
È stato spesso notato che il segno di un grande artista è la continua produzione di opere notevoli per tutta la sua vita. Una vera esplosione di cover delle canzoni e dei ritmi di Bob ha già introdotto una nuova generazione di fan alla sua musica. Il pubblico di Bob avrà molto da assaporare man mano che acquisirà familiarità con le sue canzoni attuali, che serviranno solo a migliorare ulteriormente uno dei corpi di lavoro più distintivi e distinti della storia musicale della Giamaica.

Incontro e intervista con Bob Andy:
Il 5 luglio 2008 al Rototom Sunsplash ho avuto un bellissimo incontro con Keith “Bob Andy” Anderson, mentre camminava, ho colto l’occasione per passare un po ‘di tempo con lui e raccontarsi della sua vita soprattutto all’inizio della sua carriera e anche per digli che ho avuto più di un incontro con Marcia Griffiths, sua protetta, collega e compagna, il primo a Roma il 16 gennaio 1990 e il secondo in Giamaica il 10 marzo 1994.
Indossava una camicia color salmone e pantaloni di lino bianco.
Infatti, ho subito iniziato con la prima domanda riguardante il tema citato: “È un vero piacere oltre che un onore incontrarvi qui al Rototom Sunsplash, festival molto importante per la diffusione della musica e della cultura giamaicana, nel nel frattempo volevo congratularmi con te per tutto il tuo lavoro fino ad ora, ascolto reggae dal 1977 e ho iniziato a conoscerti grazie ad un tuo singolo che ho letto su una rivista inglese “Black Echoes”, il titolo era “Ghetto Stays In The Mind” prodotto da Sonia Pottinger, è stato subito uno shock per me e da quel momento ho iniziato a seguire tutti i cantanti giamaicani dall’inizio, volevo chiederti una curiosità, quando è nato il tuo rapporto di collaborazione con Marcia inizio? “, sorrise, si aspettava una domanda di apertura completamente diversa, ma visto che volevo saperne di più, quale altro momento dire, se non questo?.
Mi ha risposto: “Il piacere è tutto mio, ma conosci anche Marcia?”, Le ho risposto: “L’ho incontrata una volta a Roma con Dennis Brown e Freddie McGregor, il mio 25 ° compleanno nel 1990, poi in Giamaica nel marzo 1994, ma ero anche a Torino, quando Bob Marley And The Wailers vennero con le I-Threes il 28 giugno 1980″, mi guardò negli occhi e disse:” Giusto, hai visto Bob Marley e molti grandi artisti del mondo, tu sei un grande appassionato e ricercatore di reggae, complimenti da Bob Andy”. A questo punto dovevo raccontargli meglio tutto il mio passato nel mondo della musica reggae, i concerti organizzati, i viaggi a Londra, Giamaica e Francia, promotore di concerti e serate con sound system e finalmente avendo avuto un quadro più preciso della mia persona, ho risposto alla domanda: “Beh, stavamo parlando di Marcia, sì, quelle erano le volte in cui andavo spesso allo Studio One di Coxsone Dodd e dove diversi cantanti e gruppi, quindi tutti maschi, è stata la prima ragazza a venire in studio, lei da giovanissima aveva appena 12 anni ed era sempre accompagnata dai genitori, mamma e papà sempre presenti per controllare l’andamento delle sedute. Io, sentendola cantare, sono stato subito attratto da lei e ho iniziato ad aiutarla per la sua futura carriera ma soprattutto l’ho aiutata con la mia esperienza nel mondo della musica a Kingston. Poi abbiamo registrato insieme il famoso brano “Young Gifted And Black” nel 1969 per il produttore Harry ‘Harry J’ Johnson, è stato anche stampato in Inghilterra sull’etichetta Trojan ed è stato un enorme successo nelle classifiche nazionali nel 1970. il record in seguito divenne un album e poi siamo stati in tour sia nel Regno Unito che in Europa. Abbiamo anche lavorato con lei per l’uscita dell’album “Pied Piper” che ha raggiunto il numero 11 delle classifiche nell’estate del 1971. Quindi sì, siamo stati insieme molto tempo, ma non siamo mai stati una coppia, amici o altro, poi ci siamo separati per intraprendere le nostre rispettive carriere come cantanti solisti e lei è andata da un altro grande produttore e cantante come Lloyd “Charmers” Tyrell con il quale ha registrato “Sweet Bitter Love”. Successivamente Marcia iniziò a far parte degli I-Threes nel gruppo degli Wailers con Bob, Bunny e Peter”. Qui, accanto a un po’ di storia esatta, niente amori folli, o coppie in crisi, non stavano affatto insieme, se non altro sul piano professionale e artistico, magari con un pizzico di cupido nell’aria.
Tornando alla sua storia, ho iniziato a chiedergli: “Quali sono i tuoi ricordi più forti, quelli che non dimenticherai mai del tuo debutto musicale in Giamaica?”, Ha risposto: “Beh, direi che ricordando tutti i miei 50 anni e più nel mondo musicale è impensabile ma ricordo solo alcuni periodi, forse i più unici, genuini, quelli trascorsi insieme a Tyrone Evans e
Howard Barrett, ai tempi dei Paragons”, qui l’ho fermato un attimo per dire:” Sì, Garth “Tyrone Don” Evans è morto il 19 ottobre 2000″, ha continuato: “Sì, è vero, mi manca tanto, comunque è la vita e dobbiamo andare avanti. Ricordo perfettamente il primo singolo che ho registrato nel 1967, avendo un successo inaspettato con “I’ve Got To Go Back Home” stampato su Coxsone. Poi negli anni seguenti, ho registrato molti grandi successi come “Desperate Lover”, “Feeling Soul”, “Unchained” e “Too Experienced”, ma il grosso problema per me era il trattamento scadente che mi è stato offerto da Coxsone Dodd con tutti i singoli e l’album di successo come “Song Book” del 1972.
Qui mi sono soffermato, alle mie domande, perché stavamo per entrare in un campo minato, dirai perché? Perché parlare di Studio One e il proprietario Coxsone Dodd, ognuno ha la sua, racconta la sua storia, per alcuni era un insegnante, per altri era un mostro e un vampiro assetato, quindi l’unica soluzione a questa “soap opera” che non è affatto, gli stava ponendo la seguente domanda: “Hai introdotto il discorso su Dodd, cosa è successo esattamente, nel corso dei decenni, mi è venuta un’idea, ma vorrei che tu mi raccontassi cosa è successo in quello studio in quegli anni: “Dodd, riconosco il suo ruolo di produttore leggendario come pioniere nel fornire le strutture e promuovere le carriere di molti giovani artisti, che non avrebbero mai avuto da nessuna parte in quei giorni. Credo che Dodd avrebbe potuto fare di più per gli artisti che hanno vissuto lo Studio One, soprattutto maestro di tastiere e genio come il grande Jackie Mittoo con cui ho condiviso un forte legame. Perché parlo di Jackie Mittoo?, Perché ha creato la maggior parte dei ritmi di tutte le canzoni registrate in quello studio negli anni ’60 e cosa ne è stato di lui? È morto di cancro a Toronto, in California senza soldi per curarsi e questo mi fa ancora male dopo tanti anni”, ho continuato: “Ho avuto la fortuna e la gioia di incontrarlo a Roma essendo il tastierista della band di Barrington Levy nell’85”, lui rispose: “Non ha mai ricevuto un giusto contributo finanziario per tutti i dischi che ho registrato per lui, ma Song Book è stato il migliore dell’intero catalogo di Studio One. Vorrei anche aggiungere che in tutta la musica giamaicana, specialmente allo Studio One, Jackie Mittoo era l’eroe sconosciuto. Una volta Jackie mi ha detto che era andato da Coxsone a New York per farsi pagare i diritti d’autore e cosa ha fatto? Gli diede scatole di dischi da vendere senza dargli un centesimo. Ecco questo era Coxsone Dodd ma fa ancora più male vedere il governo giamaicano che non si degna di ricordare come dovrebbe, un genio della musica, un genio del ritmo, il genio assoluto dello Studio One, il genio che ha portato al successo praticamente tutti i cantanti che sono passati da Brentford Road. Vedi a me, il governo giamaicano mi ha assegnato l’Ordine della Distinzione (CD) nell’ottobre 2006 per i miei contributi allo sviluppo della musica giamaicana, ma Donat “Jackie” Mittoo, niente?”.
Siccome si stava un pò agitando, ho subito interrotto l’intervista e poco dopo mi ha salutato perché doveva prepararsi per lo spettacolo serale che prontamente ho visto sotto palco.

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