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Viaggio in Giamaica

LA GIAMAICA PUNTA TUTTO SULLA BARRIERA CORALLINA, PRADISO DEI SUB E TURISTI

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In pochi mesi un’altra ottima notizia sulla barriera corallina in Giamaica, quella esistente è ormai ridotta all’osso così è iniziata un opera di ricostituzione naturale. Dopo quella del Westmoreland che comprende la favolosa spiaggia di Negril, grazie ad un fondo americano si procede anche, dall’altra parte dell’isola, questa volta ad Oracabessa

Sulla barriera corallina l’isola del Reggae sta puntando tutto, ricostituirla naturalmente attraverso il trapianto di coralli aiuta sotto l’aspetto ecologico, turistico, in particolare per i sub e soprattutto per la pesca che ne trarrà grandi benefici.

Dopo aver scoperto che nel al Fish Sanctuary, di Orange Bay veniva preservato il corallo acropora palmate e cervicornis, due specie in via di estinzione,  si è passati al trapianto semplicemente deframmentandoli e posizionandoli su quel che restava sulla barriera corallina di Negril e del Westmoreland.(vedi articolo in basso)

Poi questa altra news, un finanziamento presentato l’ambasciata degli Stati Uniti a Kingston proviene dal Bureau of Oceans and International Environmental – Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

Il progetto di ripristino della barriera corallina coinvolgerà una serie di attività per aiutare a combattere malattie ed alghe, solidificando la struttura della barriera corallina e proteggendola dal dalle rotte delle barche per un periodo di 18 mesi.

In pratica coltiveranno in una nursery un’ampia varietà di coralli che poi verranno trapiantati nella barriera corallina, la combinazione di più varietà la proteggerà meglio dalle malattie.

Se è vero invece che i ricci di mare ripuliscono le alghe, il progetto sosterrà anche la crescita dei ricci in vasche, poi verranno piazzato insieme ai coralli.

Si prevede un impatto positivo sia sul settore della pesca che su quello turistico della zona.  dato che Oracabessa è un posto speciale ed una risorsa importante è stessa la barriera molto visitata e apprezzata dai subacquei e dagli amanti dello snorkeling degli hotel lungo il costa nord.

Anche il settore della pesca locale, con una pesca sostenibile, beneficerà del progetto, poiché i pesci sono più numerosi nei pressi delle barriere coralline sane.

Come sempre la natura è in grado di risolvere è dare soluzione a cui noi umani tardiamo sempre a comprendere.

Fonte: jamaicaobserver.com

 

 

 

Consigli per chi va in Jamaica e vuole fare immersioni; 

Potete contattare Lorenzo, parla italiano ed è un nostro collaboratore  qui al jamaicascubadiving.com

Sulla pagina ufficiale trovate video e foto dei coralli e pesci incontrati durante l’immersioni come guida.

 

 

 

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Pier Tosi

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CORIFUOCO E ASSICURAZIONE COVID PER SALVARE L’ALTA STAGIONE IN GIAMAICA

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Il primo ministro Andrew Holness ha appena annunciato che il coprifuoco notturno in tutta l’isola sarà prorogato fino al 16 novembre, ma che a Natale invece ci saranno meno restrizioni e più relax.

Dall’altra parte già si pensa a come invogliare i turisti a venire a visitare l’isola in sicurezza durante la pandemia quando si apriranno le rotte aeree.

 

Dopo mesi e mesi di coprifuoco la Giamaica chiude ancora dalle 21:00 alle 5:00 tutti i giorni, sforzo necessario per preservare non solo Natale ma l’alta stagione che andrà da Dicembre in poi.

Per visitare l’isola sarà obbligatoria una quota assicurativa. A partire dal prossimo mese, i viaggiatori dovranno pagare 40 Dollari per il  Jamaica Cares che copre i servizi medici di emergenza.

 

La quota è un’assicurazione “pubblico-privato” che coprirà i viaggiatori contro le malattie, incluso il COVID-19, e le calamità naturali durante la visita in Giamaica.

Coprirà il costo della gestione dei casi, della logistica dei trasporti, del soccorso, dell’evacuazione e del rimpatrio per le emergenze mediche fino a $ 50.000 mentre si è sull’isola e $ 100.000 durante il viaggio. 

 

 

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Viaggio in Giamaica

GIAMAICA IN TEMPI DI COVID, COME MUOVERSI TRA VISA E COPRIFUOCO ?

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L’articolo su come raggiungere l’isola del reggae in tempi di covid, ha avuto un notevole interesse. Quindi aggiorniamo la Rubrica Viaggio in Jamaica. La volta scorsa abbiamo parlato su come arrivare, con tutte le rotte aeree possibili (vedi in basso ndr).

 

In questo analizziamo un altro aspetto:

Siamo riusciti ad atterrare sull’isola, cosa ci aspetta ?

Il primo obiettivo superare l’immigrazione per evitare la quarantena o di essere rimandati a casa. Prima di partire, vi consigliamo di verificare il paese da dove provenite se è nell’elenco di quelli in cui si richiede il pre-test. Non è scontato, a secondo della situazione si aprono e chiudono le barriere. In alcuni casi si deve dimostrazione di non essere infetto, caricando il certificato on line.

 

Il 10 Ottobre qualcosa cambierà, sarà più accessibile entrare in Giamaica seguendo le regole sotto riportate:

  1. Verrà mantenuto il requisito di pre-test per i visitatori provenienti da paesi ad alto rischio. Il nuovo test è più veloce ed economico di quelli utilizzati fin ora.
  2. Sulla piattaforma visitjamaica non si dovrà più caricare il certificatoCOVID-19 negativo. Sarà comunque richiesto di presentare l’autorizzazione di viaggio in aeroporto al momento del check-in per il volo. 
  3. I residenti in Giamaica continueranno a richiedere la loro autorizzazione di viaggio sul sito Jamcovid e non sono soggetti all’obbligo di pre-test.

“Holness ha riferitoche il governo è in trattative avanzate per implementare un piano assicurativo per i servizi sanitari e la logistica che sarà obbligatorio per i visitatori in Giamaica. “Puntiamo a una data effettiva del 1 ° novembre 2020. Questo piano fornirà assistenza medica locale e servizi di ambulanza aerea, ove necessario, per i visitatori che si ammalano mentre si trovano in Giamaica”, ha detto Holness alla Camera dei Rappresentanti.”

 

Entrati nel paese, la seconda cosa da fare è organizzarsi.

Resta l’odiato coprifuoco che fa rintanare tutti in casa. C’è l’esercito e l’arresto immediato quindi non si scherza. Meglio uscire con una mascherina indossata.

Come da immagine per il weekend degli eroi  il 18 e 19 ottobre ci sono misure particolari per poi tornare agli orari classici fino al 1 novembre. Quindi meglio seguire gli aggiornamenti a seconda delle festività che servono ad evitare assembramenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da giovedì 8 ottobre a domenica 18 ottobre, il coprifuoco notturno continuerà tra le 20:00 e le 05:00 (ora locale). Il coprifuoco sarà esteso per il fine settimana degli eroi da domenica 18 ottobre a martedì 20 ottobre, con il coprifuoco dalle 15:00 di domenica alle 08:00 di lunedì 19 ottobre e dalle 15:00 in poi. Dal lunedì al martedì fino alle 05:00. Il coprifuoco notturno dalle 21:00 alle 05:00 continuerà dallo stesso martedì 20 ottobre fino al 1 novembre.

Nelle comunità di Whitfield Town (St Andrew Parish) e Waterford a Portmore (St Catherine Parish) sono in vigore misure più severe con un coprifuoco applicato dalle 18:00 alle 05:00 fino al 20 ottobre. Durante questo periodo, raduni di più di sei persone le persone sono vietate.

 

Pochi divertimenti tanto sole e tanto mare !

Non resta poco o niente della vita notturna a causa del coprifuoco che obbliga la chiusura. Quindi è bene programmare una vacanza di relax con tanto mare e sole da tornare così abbronzati da fare invidia.

Niente party nemmeno diurni e niente Sound System. Anche i concerti sono vietati in questo momento.

Alcune attrazioni stanno lentamente aprendo, valutate gli spostamenti, tranne le Dunn’s River Falls che non hanno mai chiuso, come dicono le voci,  sono di proprietà dello stato.

 

***ATTENZIONE:

QUESTO ARTICOLO HA VALORE FINO AL 18 OTTOBRE 2020 – SUCCESSIVAMENTE SI SPERA IN UN ALLENTAMENTO PER  IL PERIODO DI ALTA STAGIONE ,CHE RISCIA DI SALTARE.

 

Leggi anche:

GIAMAICA – IMPOSTO IL COPRIFUOCO – NUOVI CONTAGI – 3 MORTI

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LA GIAMAICA RIPRISTINA LA BARRIERA CORALLINA TRAPIANTANDO I CORALLI

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Su come fermare l’erosione delle spiagge in Giamaica negli scorsi anni c’è stato un dibattito molto acceso. In particolare, la spiaggia simbolo una delle più incantevoli quella di Negril , la più lunga.

Sono state avanzate disparate soluzioni quali i frangiflutti in cemento armato, forse la più veloce ma anche la più pericolosa, durante gli uragani lo spostamento poteva distruggere del tutto quel che rimane di una barriera con poco corallo.

Invece la svolta, venerdì 25 settembre, sono stati piantati circa 150 pezzi di coralli sulla barriera coltivati nel  Fish Sanctuary, di Orange Bay.

La collaborazione con il Fish Sanctuary  è stata fondamentale, li si trova il vivaio di coralli dove viene preservata l’acropora palmate e l’acropora cervicornis, due specie in via di estinzione.

Quando i coralli raggiungono una certa dimensione, vengono deframmentati e posizionati sulla barriera corallina per ricostruire quell’area. In questo modo si può ripristinare la biodiversità e la funzionalità naturale migliore rispetto al cemento.

Questo è solo un inizio di un programma che ha l’obiettivo di ripristinare tutta la barriera corallina.

Quella di Negril e nelle aree circostanti hanno subito continui livelli di degrado a causa della pesca indiscriminata, dell’inquinamento e dei disastri naturali.

Il progetto di out-planting, è condotto in collaborazione con il (NEPT) fa parte del progetto (IWEco), finanziato dal Global Environment Facility (GEF) e dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UN Environment).

 

 

Fonte  jis.gov.jm

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