banner
RASTER – THE TRIBE TOUR 2013 + INTERVISTA
il Tue 15 January 2013, 19:54
da Alekeno Lista autori Stampa il Contenuto Crea file pdf del Contenuto
in Interviste
Commenti: 0
non valutato -









Era l'alba del 2000, il nuovo millennio si era appena aperto con le sue tante incognite. Una delle poche certezze venne dalla voglia di fare musica e reagire. Spoleto, terra d’Umbria, Pablo con il suo gruppo di amici con la passione per il reggae crearono i Raster, idee molto chiare fin dall’inizio, diffondere reggae vibes con testi originali, produzione discografica e tante esibizioni live.

Certo i primi tempi furono duri come per tutte le band emergenti, crescere, imparare a suonare come si deve, apprendere la scrittura musicale. Ma proprio nei concerti dal vivo trovarono la loro perfetta dimensione, salire su di un palco sarebbe stata la loro miglior scuola. Con gli anni alcune cose cambiarono, come il numero dei componenti della band, ma soprattutto il sound si evolse verso un Dub moderno, senza dimenticare le radici passate.

Una band che suona dub dal vivo, non era facile trovarne altre di formazioni così, ed in questo modo si ritagliarono il loro spazio.
Con sforzi e sacrifici venne il primo album, poi venne il secondo e così via, riscuotendo successo e tante soddisfazioni. Fino al sesto della loro carriera, The Tribe, presentato qui a Roma in occasione del loro tour promozionale in giro per l’Italia ed Europa.

Come location il Contestaccio, ideale per bere o mangiare qualcosa assistendo ad un concerto, nel cuore della movida romana, ai piedi del glorioso Monte dei Cocci, dove tanti altri locali suggestivi e storici allietano le notti capitoline.
Coadiuvato da Carlo “dubmaster” e da Faustone alle percussioni, Pablo e i suoi Raster hanno dato vita ad uno show energico e coinvolgente. Molta elettronica per questo nuovo album maturo e concettuale, che conferma il percorso intrapreso dalla band attraverso il dub e le sue tante sfaccettature. Sarà lo stesso Pablo a spiegarci bene molte cose, nell’intervista concessa a margine del concerto.

INTERVISTA RASTER

F.I : Un benvenuto ai Raster sulle pagine di Reggae Revolution! Bentornati finalmente a Roma! Parlaci del vostro nuovo album.

P. R. : Un grazie a Reggae Revolution per la possibilità di parlare del nostro lavoro, soprattutto dopo Dubvolution la cui produzione ed eco di Madaski era stata fondamentale. Mentre per The Tribe siamo andati avanti con le nostre forze, non è stato facile spingere il prodotto con poca pubblicità e promozione. Abbiamo puntato soprattutto sui live per farci conoscere e proporre la nostra musica.

F. I. : Proprio i live infatti sono uno dei vostri punti di forza. Come sta andando il tour? Suonerete anche fuori Italia come in passato.

P. R. : I concerti dal vivo sono sempre stati grandi momenti per noi, il contatto con il pubblico è fondamentale e l’energia che scaturisce durante le serate ci rende orgogliosi e soddisfatti. Questa sera siamo a Roma, ci tenevamo molto a confrontarci con la Capitale dopo un po’ di tempo. Abbiamo già suonato con grande riscontro a Genova, Bologna e Firenze. Suoneremo anche oltre frontiera in Svizzere, Repubblica Ceca e soprattutto in Polonia dove oltre i concerti abbiamo ricevuto anche richieste di collaborazioni con artisti locali di fama.

F. I. : Parlaci della musica e dei testi affrontati in The Tribe.

P. R. : Questo disco è molto elettronico, siamo usciti parecchio dalle sonorità classiche del reggae, anche se con una sezione di percussioni riusciamo a colorare il sound e farlo arrivare al cuore. Sul nostro sito www.rasterweb.it abbiamo deciso di mettere in streaming gratuito tutte le tracce, per dare a tutti la possibilità di conoscerci. Nel cd sono presenti 10 tracce più 3 remixate tra gli altri da Madaski e Zion Train. I brani sono per metà in italiano e per metà in inglese per avere una migliore visibilità all’estero. I testi sono adulti e profondi e tocchiamo anche temi scottanti come la vicenda di Aldo Bianzino, mio conterraneo, vittima di quella malagiustizia tanto simile a quella che ha portato alla morte di Stefano Cucchi. Con il grande Marcello Coleman abbiamo collaborato per Dance inna Babylon.

F. I. : Grazie per questa intervista. Prima di salutarci cosa vorreste far sapere ai vostri fans?

P. R. : Ci piacerebbe che si parlasse di noi come di una band che suona dub dal vivo, abbastanza inusuale nel panorama musicale. Sarebbe un bel regalo essere identificati così. Al pubblico facciamo arrivare i nostri ringraziamenti per la risposta che otteniamo durante gli show. E grazie a Reggae Revolution per lo spazio concesso!

GUARDA I VIDEO DELLA SERATA





Francesco Iampieri per Reggae Revolution Crew


Devi essere loggato per inserire commenti su questo sito - Per favore loggati se sei registrato, oppure premi qui per registrarti