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DAVID RODIGAN A ROMA INTIFADA
il Wed 09 January 2013, 17:34
da Alekeno Lista autori Stampa il Contenuto Crea file pdf del Contenuto
in Interviste
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In un’insolita notte dell’Epifania, in un momento di crisi dove c’era poco da aspettarsi nella calza, One love hi powa e Intifada, a cui va un sincero ringraziamento e un caloroso big up, hanno regalato alla reggae massive della Capitale un altro show memorabile di Sir David Rodigan, che torna dopo poco più di sei mesi a bissare il successo ottenuto nella scorsa Primavera.

La notte è fredda a Gennaio in Italia, ma all’interno dello stabile la temperatura e l’atmosfera sembrano quelle di una domenica di festa, sulla spiaggia di Hellshire a Kingston, ballando magari rocksteady, con un piatto di buon pesce fritto, sorseggiando un red stripe ghiacciata.

Rocksteady o ska, la musica dei rudebwoys che fece tanto innamorare Rodigan negli anni passati. Il suo “one man show” non può non prescindere da queste radici, che non manca mai di ricordare nel suo viaggio musicale durante lo spettacolo, dove in un perfetto connubio fra tradizione e nuove tendenze, attraversa ordinatamente le varie epoche musicali.

Accompagna e trascina il pubblico, rapito dalle sue movenze diventate ormai un marchio di fabbrica, dalle origini della musica giamaicana fino ai nostri giorni.
David Rodigan ha sicuramente il merito di riuscire in quello che a molti non è concesso, quello di far apprezzare stili e sonorità tanto diverse, anche a chi idealmente lontano e refrattario ad ascoltare generi di anni passati. Ci riesce come potrebbe riuscirci un buon professore di scuola media, coinvolgendo i ragazzi con un sorriso e una battuta, farsi sentire uno di loro, e farsi seguire nella scoperta di come gli anni non separino ma leghino tutto, musica compresa.

Due ore incandescenti di selezioni musicali, microfono in mano a bordo palco per comunicare continuamente con la yard. Personaggio unico di cui non ci si stanca mai, molto bravo e professionale anche nel non cadere nella facile replica dello scorso show, ma anzi rinnovando di volta in volta le tune lanciate una dopo l’altra.

Il finale si è lo stesso dello scorso maggio, ma questo non è dispiaciuto affatto, la musica si abbassa e l’Intifada intera canta in coro “La società dei magnaccioni”, accendini in mano ad illuminare la location su invito di Sir David Rodigan.
Un cielo di stelle e tanto calore all’interno, un cielo di stelle e tanto freddo fuori. A Roma non fa caldo per le strade a Gennaio.


INTERVISTA DAVID RODIGAN


[justify]F.I. : Bentornato a Roma e benvenuto sulle pagine di Reggae Revolution! In Italia sei ormai di casa, hai sempre affermato di amare il nostro Paese, cucina compresa. Cosa trovi di speciale nel nostro pubblico, qualcosa che lo differenzia dagli altri?

D.R. : Il pubblico italiano è speciale davvero, la passione in particolare mi colpisce sempre, quella passione che riescono sempre a tirare fuori durante i miei spettacoli.

F.I. : Come guardi i tanti giovani dj che intraprendono la tua stessa professione?

D.R. : Guardo a loro con molto rispetto, e cerco di incoraggiarli sempre nella loro carriera.

F.I. : Grazie Mr. Rodigan, a presto di nuovo a Roma!

D.R. : Grazie a voi! A presto!

Francesco Iampieri per Reggae Revolution Crew

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