Mario Ariano

Mario Ariano

Giovedì, 16 Giugno 2016 19:04

NICO ROYALE - GHETTO STRADIVARI

A distanza da Illegale, suo ultimo lavoro discografico, il cantante reggae bolognese Nico Royale torna con un nuovo album. Ghetto Stradivari è stato pubblicato il 20 maggio per la label torinese Trumen Records.

L’album consta di 16 tracce tra le quali spiccano le collaborazioni con Mark-One, Gamba the Lenk, Tiano Bless,  Skarra Mucci dalla Giamaica e Terron Fabio dei Sud Sound System.

Da notare la cover dell’album, chiaro omaggio a London Calling dei Clash.

 

Venerdì, 10 Giugno 2016 11:54

PABLO RASTER - FOREVER DUB

Ancora una bomba per Pablo Raster con Forever Dub. Il 30 maggio 2016 è uscito per Elastica Records il suo secondo album: dodici tracce di puro dub, otto nuove e quattro remix.

Il musicista, produttore e cantante di Spoleto, si avvale in Forever Dub di tanti ospiti che rendono il tutto come una festa tra amici.

Partiamo subito per questo viaggio fatto di dub, dubsteppa e dubwise, ad ogni brano si aggiunge un nuovo amico alla carovana di Forever Dub.

Creation apre le danze, Raster deve molto a Madaski e lo si sente nel suo sound, con tanto di incursioni digitali.

La voce dello spagnolo Antz-oni Rubio dà spessore a Fight against ,con conseguente remix annesso della precedente versione dubsteppa.

Sono proprio le tante collaborazioni a rendere il disco interessante e variegat, come si può constatare dal featuring con Zaira Zen in Chances.

Spicca tra tutte la collaborazione con Marcello Coleman, So è una di quelle canzoni che fanno del dub un genere adatto a tutti, la seconda parte della traccia si arricchisce dei fiati di Alessandro Musco e della chitarra di Luigi Leoni.

 

 

Balkandub è un mix tra il dub più scuro e la fisarmonica di Sandro Parisi che dà quel tocco balcanico alla traccia.

Marcello Coleman sale in cattedra di nuovo con Mi Name e dà lezione di carattere per poi passare il microfono a Fikir Amlak in Do Good.

A.c.a.d. chiude Forever Dub e con essa porta via la ventata di colore sprigionata da questo nuovo lavoro di Pablo Raster.

Martedì, 31 Maggio 2016 10:08

RAINA - GENETICAMENTE MICROFONATO

Il 24 maggio 2016 è uscito Geneticamente microfonato, nuovo album di Raina, storica voce die Villa Ada Crew. Nove inediti in questo nuovo lavoro pubblicato per Bizzarri Records a cinque anni di distanza da Che colpa ne ho.

Si passa delle esperienze di vita di Raina in Corre a un vero e proprio inno a uscire in 4G. Fa coppia con l’amico di sempre Brusco in La gente è pazza, dove ilraggamuffin incontra gli stornelli romani in una combination unica.

Il rap si unisce al reggae in Nato Stanco, mentre il singolo Ganjamelier ha come soggetto l’antiproibizionismo, tema tanto caro al cantante romano.

Canzoni di facile presa come Sorrido o I Love Jamaica, Stamo ancora qua, una canzone per festeggiare i 20 anni della Villa  Ada Posse, e un’altra canzone sui temi sociali Lei non esce mai ,dalla forte influenza punk, arricchiscono questo nuovo lavoro di Raina.

Lo stile è quello di sempre, Raina ha la forza di far ballare parlando di temi sociali e di mischiare il reggae, il rap, il raggamuffin, gli stornelli romani in un unico sound.

Quando un uomo nasce col microfono in mano si sente e Geneticamente microfonato ne è la prova.

 

Sabato, 21 Maggio 2016 12:11

ALBOROSIE - FREEDOM & FYAH

Si chiama Freedom & Fyah il nuovo  album di Puppa Albo, pubblicato il 20 maggio 2016 per VP Music Group, Inc. Tredici tracce compongono il nuovo lavoro discografico di Alborosie, che vanno dal rootz reggae al digital reggae con influenze bass music.

Anticipato dal singolo Poser, l’album è ricco di sfumature e ospiti internazionali.

Affidato al Rev. Rohan Treleven, l’album prende avvio con l’intro The Prophecy e subito dopo si aprono le danze con Can’t Cool, nel classico stile dell’ambasciatore del reggae.

Quando si ascolta Fly 420 con featuring di Sugusci ci si trova davanti un Albo diverso, con influenze bass music, una traccia fresca, ma distante dall’Alberto D'Ascola che abbiamo conosciuto in questi anni.

Il tempo di Cry e poi si entra nell’Olimpo del Roots Reggae con Protoje al fianco del nostro Alborosie a fare la voce grossa con Strolling, uno dei brani migliori del disco.

Si confermano di alto livello Rocky Road, Judgement e Poser, Alboroise è sempre sul pezzo come con lesuccessive tracce, dove infila uno dietro l’altro featuring eccezionali a partire da Ki-Mani Marley che lo accompagna nella  dolce Life To Me,  uno di quei brani che faranno storia.

Rich col vocoder sulla voce fa un certo effetto, eppure queste deviazioni elettroniche che ogni tanto Alborosie introduce nei suoi brani non sono fastidiose, ma lo portano a essere aperto verso nuove influenze.

Sandy Smith, Roots Radics & Pupa Avrile e nuovamente Sugus firmano questo ultimo album di Albo, chiudendo nel  migliore dei modi un album piacevole, capace di mantenersi costantemente a buoni livelli.

 

 

Il 29 aprile 2016 è data che segna l’uscita del secondo lavoro di Paolo Baldini DubFiles. DubFiles at Song Embassy, Papine, Kingston 6, pubblicato per La Tempesta Dub records, è frutto del viaggio intrapreso tra febbraio e marzo 2015 in Giamaica. Baldini ha tirato fuori da quell’esperienza un disco e un documentario registrando tutto in presa diretta.

Menzionare tutti gli artisti giamaicani presenti è impossibile visto il numero di tracce (16) e le numerose collaborazioni.

Il nuovo album di Paolo nasce come una vera session, cercando di racchiudere in questo lavoro lo spirito e l’atmosfera della yard.

Tra i tanti artisti si mette subito in luce TJ con June, la sua è una voce che si fa riconoscere e spicca soprattutto quando si dà al rub-a-dub.

Anche Juba Lion salta a bordo della nave guidata da Baldini e lo fa con la sua voce calda e un po’ roca in Thank You Jah.

Una delle canzoni migliori di tutto il pacchetto è Herbsman Juggling, in cui, ancora una volta, Tj dà il meglio di sé mostrando tutto il suo potenziale.

Anche Hempress Sativa, che già avevamo conosciuto grazie ai Mellow Mood, si fa notare con Boom – Wah Da Da Deng, il suo stile è unicoesi capisce che la ragazza di Kingston farà strada.

Tra i vari medley spicca Song Embassy Medley, Pt. 3  con The Gideon and Selah, I gemelli giamaicani iniziarono la loro carriera con  la band Jah Children e sono stati ospiti anche nell’ultimo album dei Mellow Mood.

Nell’ultima parte del progetto Positive B, Simple Rattigan, I Waata, Carey Johnson, Don Carl e Soulji prestano la loro voce per questo lavoro, dimostrando come la Giamaica sia musicalmente ancora viva.

Tanto di cappello a Paolo Baldini capace di mettere su un progetto ambizioso e interessante.

Respect dubmaster!

 

 

Venerdì, 22 Aprile 2016 15:50

RAPHAEL - REGGAE SURVIVAL

Si intitola Reggae Survival ed è uscito il 22 aprile il nuovo album che segna il ritorno di  Raphael. Nato a Savona nel 1986 da padre nigeriano e madre italiana, Raphael Emmanuel Nkereuwem muove i suoi primi passi musicali nel 2002 con gli Eazy Skankers.

E così, dopo tre anni dall’uscita di Mind vs. Heart, Raphael, una delle voci più promettenti del reggae in Italia, ci consegna questo nuovo lavoro pubblicato dalla Sugar Cane Records.

Quattordici tracce intervallate da diversi skit, tra i quali compaiono Fela Kuti e David Rodigan, per l’artista savonese che dimostra di essere diventato grande, un album maturo e fortemente influenzato dalla musica di Bob.

Anticipato dal singolo con Triston Palma, Joka Soundbwoy, l’album ha un sapore variegato e internazionale, più vicino alle sonorità giamaicane che europee.

Dread Inna Babylon è una bomba e ci fa capire che ci troviamo davanti a un ottimo lavoro, anche i testi ricoprono un aspetto importante della musica di Raphael soprattutto quando si parla di tematiche sociali.

Tra le tante tracce dell’album spiccano sicuramente Rebel, in cui il king del reggae Bob Marley sembra rincarnarsi in Raphael; altra menzione speciale va a Who Dem a Pree col featuring di un'altra promessa italiana, Lion D.

Rise Up è una canzone fresca, calda e ricca di fiati che fanno la differenza nel sound e, a chiudere il tutto prima della dub version della prima traccia, ci pensa il rocksteady di Another Peace Song.

Reggae Survival è un album piacevole, non siamo davanti a un capolavoro, ma Raphael è sulla strada giusta per raggiungere l’Olimpo, o meglio Zion.

 

 

Mercoledì, 23 Marzo 2016 09:19

WICKED DUB DIVISION - RED

Rosso è il colore del sangue, rosso è il colore della passione, Red il titolo del nuovo album dei Wicked Dub Division. Pubblicato il 22 marzo, l’album, interamente autoprodotto dalla formazione friulana, si snoda tra il roots e le sonorità Uk Stepper.

Dieci tracce che continuano il percorso intrapreso con Dub Drops partendo dalla prima traccia: Beating Heart. Il dub colora il roots reggae grazie anche all’apporto della North East Ska Jazz Orchestra che prestano i loro fiati a molti brani del disco.

La title track vede al fianco della splendida voce di Michela Grena, una delle più belle voci di tutto il panorama reggae internazionale, Jules I dei Mellow Mood ad affiancarla in questo brano.

Un inno al coraggio e a tutti quelli che si sono battuti per la libertà è Freedom, singolo che ha anticipato l’uscita del disco.

Past, Present and Future ha il basso in primo piano, brano perfetto che mischia la cultura del sound system con il dub reggae suonato con gli strumenti, poi remixato in una versione jungle  nella successiva In  the Future.

Ritmi lenti e incursioni di tastiera per il dub di Croatian Sunset, si fanno pulsanti, invece, con Roots and Wings, con tanto di diamonica per l’unica strumentale del disco.

Moon si arricchisce della bass music di una sezione ritmica veramente potente come nella successiva Shine a light, molto vicina alla dubstep. A conclusione di un ottimo disco, molto inglese per certi versi, ci pensa la  versione Uk steppa  della prima traccia che funge così da apertura e chiusura del disco.

Il bello di Red è che dopo il primo ascolto si ha ancora voglia di sentirlo, perché non è quel tipo di dub stucchevole che alla lunga risulta sempre uguale. I Wicked Dub Division son maestri nel colorare con varie sfumature le loro tracce e con la voce di Michela Grena si preparano ad essere protagonisti a livello internazionale.

 

 

 

 

 

Domenica, 06 Marzo 2016 12:08

CATCH A FYAH - SHINE

Esordio col botto con Shine per la reggae band di Pordenone dei Catch a Fyah. Prodotto da Paolo Baldini, l’album, uscito il 23 febbraio, è piacevole e sorprendente e si appresta a portare i Catch a Fyah sui palchi di tutto il mondo, come già successo ai conterranei Mellow Mood.

Anticipato dal singolo Someone Says So, il disco conta dodici tracce che percorrono ogni sfumatura dei ritmi in levare, dal reggae roots fino al rocksteady.

La formazione friulana suona in maniera impeccabile e convincente già dalla prima traccia, Keep on Falling. I cinque cantano in patwa senza scimmiottare le band giamaicane e convincono grazie alla forte personalità che spicca da brani come Likke Bit o All Life Long.

La title track è solare e spensierata e le tastiere, il basso e la batteria vanno insieme che è un piacere, ma la vera forza è la voce di Paolo  Petrillo.

Altra chicca il featuring coi cugini Mellow Mood in Easier, e poi c’è il rocksteady di Colours: i Catch a Fyah dimostrano di stare sempre sul pezzo e non abbassare il livello in nessuna traccia del disco.

Tra i momenti migliori, sicuramente ci sono Put Your Shoes On e You Have Gone, prova di quanto, fino alla fine di Shine, la qualità resti alta.

I Catch a Fyah sono una band che sa suonare, capace di convincere dalla prima nota e di offrirci un disco di livello. Shine non stanca, anzi, più lo si ascolta e più lo si ama.

Compimenti a questi ragazzi, un disco brillante come il suo titolo.

 

Mercoledì, 02 Marzo 2016 12:45

TRAIN TO ROOTS - HOME

Avevamo lasciato i Train To Roots col video di Policegun e col nuovo singolo Nuh push, entrambi presenti nel loro quinto album, Home, che segna il ritorno sulla scena della band sarda. In arrivo il 4 marzo, il disco sarà pubblicato per la INRI e distribuito in Europa da Music First, mentre nel resto del mondo sarà distribuito dalla storica etichetta reggae VP Records.

L’elettronica diventa sempre più una costante tra le sonorità della band sarda che, tra reggae e dancehall, si circonda di tanti amici in queste undici tracce del nuovo lavoro.

E allora partiamo subito per questo nuovo viaggio, anzi facciamo ritorno a casa con One Light: un mix tra il rootz e la bass music con sprazzi di digital dancehall che rendono il tutto ancora più ballabile.

Tempo di rocksteady con Mister Officier che conferma la forza della band nell’utilizzo dell’italiano e del patois.

Il primo featuring vede Clementino, il rapper napoletano, portare il suo flow su Quello che non hai, a prova di quanto il reggae venga contaminato dall’hip-hop e dai beat, un amalgama ben riuscito che porta i Train To Roots a essere apprezzati anche da chi non è  un purista del reggae.

A seguire un altro featuring col conterraneo MADH in Nuh Push, che era da poco uscito come video e vede la band reggae tornare a collaborare col talento di Xfactor, dopo essere stati ospiti nel suo album Madhitaion.

I cori in pieno stile anni ‘70, come in Dipende da te o Fantastica (dai fiati eccezionali), rendono il tutto ancora più accattivante e piacevole.

Delicata e raffinata è Woman, quasi soul, che vede la compagna di etichetta Levante e che è una vera e propria chicca di Home. Procediamo con Link a Dog, in compagnia di Lion D che sottolinea come i sette sardi riescano a far sposare bene i ritmi in levare con l’elettronica.

Si riservano per la fine i momenti più spinti (Step Up) e danzerecci, ma che allo stesso tempo fanno riflettere (Policegun) e un featuring internazionale con gli spagnoli Aspencat e Auxili in Bienvenida.

Ad arricchire questo ottimo lavoro troviamo The Kiss, l’opera in copertina realizzata da Giorgio Casu, artista di fama mondiale.

 

 

Venerdì, 19 Febbraio 2016 13:11

TRAIN TO ROOTS FEAT MADH - NUH PUSH

Nuovo video per i Train To Roots  che ci regalano un brano del loro quinto disco HOME in uscita a marzo per INRI e distribuito digitalmente dalla storica etichetta reggae VP RECORDS.

 Il singolo Nuh Push  mischia le classiche sonorità del reggae contaminate dalla bass music, come era successo già con le ultime produzioni della formazione sarda.

La traccia vede il featuring di MADH, con il quale la band aveva già collaborato sull’album di esordio dell’artista, noto al grande pubblico per la sua partecipazione ad X-Factor.