Duppy

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Martedì, 05 Dicembre 2017 16:44

"MA PERCHE" nuovo video-singolo per Bobo Sind

E' on line su Youtube il nuovo videoclip "Ma perchè" del cantante materano Bobo Sind. Il brano è il terzo di una serie che compone il progetto "Many moods of Bobo Sind". Nel videoclip realizzato dal giovane videomaker Emanuele Taccardi viene lanciato un allarme sociale indirizzato alle nuove generazioni sul pericolo derivante dall’assunzione delle droghe.

 Ad interrogarsi su questa tematica, in un ottica critica e non per questo eccessivamente disillusa, è Bobo Sind, all’anagrafe Salvatore Locuratolo, cantante materano che mette su traccia il disagio di un amico, impotente di fronte alla trasformazione di chi considera un fratello in uno “zombie”, ormai esautorato di tutto il suo intimo corredo umano, sacrificato sull’altare dell’ebbrezza.

Lo stile e le sonorità sono quelle di un Reggae denso e coinvolgente, capace di sorprendere e commuovere; le parole del testo riflettono metafore artistiche dal forte carico emotivo - “scavano profondi solchi nel cuore le lacrime che tu non vedi scendere” -, intervallate da rappresentazioni crude di realtà sconcertanti che dovrebbe fare riflettere anche dopo decenni di sensibilizzazioni e lotte contro le droghe.

 

Domenica, 09 Aprile 2017 10:12

L'ITALIA RESTI FUORI DALLA GUERRA IN SIRIA .

E’ la prima volta che Dolce Vita lancia una petizione. Lo facciamo perchè non vogliamo restarcene a guardare.

Se siete d’accordo con la nostra richiesta, firmate la petizione e passate parola.

http://www.dolcevitaonline.it/litalia-resti-fuori-dalla-guerra-in-siria-firmate-la-nostra-prima-petizione/

I FATTI
Martedì 4 aprile 2017 sono morte 86 persone (di cui 30 bambini e 20 donne) a causa di un attacco nella provincia di Idlib (Siria), in cui sono state utilizzate armi chimiche. Ad oggi non è ancora chiaro chi sia il mandante: alcune fonti indicano Assad (attuale presidente della Siria) che a sua volta però nega rigettando le colpe sui ribelli che vogliono rovesciare il suo governo. 

La scorsa notte, alle ore 2:30, gli Stati Uniti hanno lanciato 59 missili cruise verso la base aerea siriana di Shayrat da cui si presume sia partito l'attacco con armi chimiche nella provincia di Idlib. Si tratta di missili lanciati da due navi americane di stanza nel Mediterraneo. L'attacco ha provocato 5 morti, tra cui tre soldati e due civili. Altre 7 persone sono rimaste ferite.

Russia e Siria condannano l'attacco voluto dal Presidente Trump. Inghilterra, Israele e Turchia invece appoggiano l'azione degli Stati Uniti. 

RESTIAMONE FUORI
La soluzione a una guerra, non può essere una nuova guerra (che rischia di diventare mondiale). Non è uccidendo altre persone che si risolve la grave situazione del conflitto siriano.
E' giusto verificare le responsabilità del vile attacco di Idlib per poi valutare eventuali contro-misure, ma non aggiungere "benzina sul fuoco" con nuove azioni belliche. 
L'attacco degli Stati Uniti viola il diritto internazionale. 

L'Italia resti fuori da tutto questo e non si schieri con nessuno, né con Trump né con Assad. Porti avanti piuttosto un'azione diplomatica di dialogo e cooperazione internazionale. 

Questa petizione sarà consegnata a:

  • Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
  • Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni
Domenica, 09 Aprile 2017 10:04

ONE LOVE FESTIVAL ALTRE CONFERME IMPORTANTI

E’ con immenso amore per la musica in battere e levare che la line-up del festival friuliano One Love World Festival continua a riempirsi di stelle del panorama reggae internazionale e con grandi nomi provenienti dal nostro paese.

Immaginate i fiati del jazz, le melodie del mento e le linee del basso marcatamente blues e ottenete un genere chiamato ska. Ora immaginate di trovarvi sotto il palco dell’One Love Festival e iniziano a scorrere le note della jam session ska più storica che abbiamo nel panorama musicale mondiale. Si, non state sognate, sono proprio loro, gli Skatalites, la band ska per eccellenza che padroneggia il genere dal lontano 1964 e delizia i palchi internazionali da ormai più di mezzo secolo.

Leggenda musicale, che ha fornito le basi a molte band di generi diversi come i Police e i Clash e che ha accompagnato al successo artisti come Toots & The Maytals, Bob Marley & The Wailers, Peter Tosh. Hanno tutti cominciato con lo ska per poi vedere i beat rallentarsi in rocksteady e reggae. E quando gli si domanda, come fanno a suonare ancora, dopo tutti questi anni, loro rispondono semplicemente che sono ‘l’amore per la musica e il modo in cui i loro fan rispondono a farli andare avanti!’

 

Quando le barriere linguistiche, le frontiere e gli oceani si uniscono in un sound afro-pop, hip-hop rock and soul, dove vocalist internazionali sintetizzano ritmi reggae e soul dalle potenti liriche e le melodie del benessere, vuol dire che sono sbarcati direttamente da Brooklyn (NY) i sette intenditori musicali conosciuti sotto il nome di Meta and the Cornerstones che cantano in inglese, francese, woolof e faluni.

Ognuno di loro porta con sé il suo background culturale per creare esperienze sonore che uniscono. La Nat Geo Music li ha definiti “Il futuro della Reggae Music”, noi dell’One Love li abbiamo invitati per rappresentare al meglio lo spirito del nostro festival, dove un’unica razza si unisce al Camping Girasole di Latisana per ritrovarsi in pace, armonia con se stessi e la natura. All’One Love la bontà del popolo reggae si trasforma in nove giorni e notti di festa.

 

Il One Love Festival non è solo musica, è un modo per dare vita al villaggio reggae globale, animato da pace, amore e voglia di stare bene, dove le menti si ricaricano con la forza della musica e le tante bellissime attività che sono offerte anche di giorno: dallo Shiatsu al Hatha Yoga e i Bagni di Gong con le campane tibetane per rilassarsi, dal simposio di arte e pittura ai giochi d’animazione per i nostri bambini con i clown, i laboratori di pittura e le animazioni degli acrobati e gli sputafuoco e alla piscina animata dalla musica dei dj fino al calar del sole quando il suo grande palco prende in mano la magia delle sue serate.

A presenziare al festival anche due importanti associazioni: la 4Nepal, a cui potete portare vestiti, giochi, magliette di calciatori per i bambini del Nepal a GreenPeace Trieste che organizzerà anche giochi di educazione ambientali per grandi e piccini.

 Dal panorama reggae nazionale, invece, arriva Vincenzo Stallone, classe ‘98 in arte Junior V, giovane artista conscious reggae dalle ampie influenze musicali. Il giovane cantante pugliese, compone la sua musica da solo e riesce a creare un genere roots reggae dub dalle sfumature blues, jazz e ska. Dal suo primo album “Running on Jah”, uscito a maggio del 2016 con la Goodfellaz, si ritrovano anche interessanti collaborazioni con Ras Tewelde, con Hobo (percussionista e voce dell’Orchestra italiana di Renzo Arbore), con l’etiope Ras Abel e con Francisca.

 La dancehall area invece si colora di importanti sound system: Northern Lights (sound resident già nelle scorse edizioni del festival), nascono a Udine nel 1999, giocano quindi in casa, dopo 17 anni sono come non mai al top della scena italiana e europea. Promoters di innumerevoli eventi e dancehall, hanno suonato in ogni angolo dell‘Italia fino a raggiungere la Spagna, Germania, Austria, Olanda e la Giamaica. Negli anni sono stati protagonisti di grandi clash internazionali. Citando le cose più recenti Northern Lights, già detentori dal 2014 del titolo del “Royal City Clash” a Torino , nel 2016 hanno riportato a casa la coppa, nello stesso anno hanno vinto a Padova il “Worries in the Area Clash” contro il sound canadese Rootsman. Pochi mesi dopo sono stati protagonisti del “Dubplate Kings Soundclash” a Londra e quest’anno rappresenteranno l’Italia al “War ina East Sounclash” a Berlino.

 

Dal C.S.O. Pedro di Padova, invece, arriva un altro sound attivissimo nel Nord-Est della penisola: stiamo parlando di BomChilom Sound, che dal 2004 spazia attraverso molteplici stili e sonorità, dalla Foundation al Digital passando per l’Hip-Hop e il Bashment. Oltre ad aver ospitato nella loro yard resident padovana tutti i maggiori dj e sound internazionali, si sono fatti un nome girando la penisola in lungo e largo fino a raggiungere anche la Germania, la Slovenia, l’Austria e il Canada. Nel 2011 vincono come primo sound system del veneto il soundclash “Go Hard or Go home”.

 

All’One Love la differenza è esserci e per sostenere il nostro lavoro e dimostrarci il vostro amore, potete già acquistare il biglietto del festival a prezzi veramente speciali.

All info alla pagina www.onelovefestival.it

 

 

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Elis (Ufficio stampa One Love Festival)

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+39 339 3786834

Domenica, 26 Marzo 2017 17:34

ONE LOVE WORLD FESTIVAL LINE UP IN PROGRESS

Arriva direttamente dalla Giamaica la nuova conferma per il palco dell’One Love World Festival 2017. Si tratta di una delle band più storiche della reggae music. In giro per i palchi del mondo dalla fine degli anni 70, il trio originale composto da Lascelle “Wiss” Bulgin, Albert “Apple Gabriel” Craig, e Cecil “Skeleton” Spence ha scoperto la passione musicale che li accomuna durante la degenza in un centro riabilitativo per curarsi dalla poliomielite.

Insieme si convertirono al rastafarianismo e formano nel 1975 la band che ancora oggi porta alta la bandiera della musica roots reggae. Stiamo parlando degli Israel Vibration & The Roots Radics Band, che dal 1997 diventano un duo, dopo che Apple Gabriel prende la strada del solista. Nel 1999 con l’album “Pay the Piper” esce tutta la bravura del duo che è riconfermata con l’uscita nel 2000 di “Jericho”, considerato uno dei migliori lavori del gruppo.

Per la dancehall post-concerti il One Love World Festival 2017 è lieto di annunciare l’arrivo di Jamie Rodigan, il deejay londinese famoso per il suo originale sound. Il suo inconfondibile stile gli ha regalato la nomina di “reggae ambassador 2016”. Jamie, figlio del celebre David Rodigan, dj che ha fatto ballare intere generazioni con il suo mix di reggae e dancehall, da vita a una dancehall unica e spettacolare, dove le sue influenze dubstep si mixano a una dancehall hardcore dai ritmi e i beat convenzionalmente chiamati tropical bass.

A colorare lo stage dell’One Love con un sound italiano roots & dub, ma cantato tutto in patois, il dialetto giamaicano, ci penseràla grande famiglia Arawak, il gruppo di amici di Sassari uniti dalla passione per la musica in levare dal 2003. La loro è una storia di grandi apprezzamenti che dalla Sardegna li ha visti arrivare come miglior band Italiana al Sikula Reggae Contest (2008), come seconda miglior band in Europa al European Reggae Contest (Rototom Sunsplash 2010) e come una delle migliori 9 band italiane all’Heineken Jammin’ Festival (2011). Nel 2008 Forelock diventa una delle voci della band, curando la parte compositiva e i testi dei brani e dal 2014 in poi, resta poi come unica voce della band e si conquista il titolo di “Top singa” da parte dei membri della comunità reggae, italiana e non solo.

Il One Love World Festival ha voluto invitare sul suo palco non solo Forelock ma tutto il team del progetto Dubfiles, di cui il cantante sardo fa parteinsieme a  L.O., Jacob e Jules I dei Mellow Mood, e Andrew I. Con DubFiles si prospetta quindi una serata all'insegna delle buone vibes nostrane, dove Paolo Baldini, ideatore del progetto nel 2013 e produttore italiano tra i più affermati della scena reggae/dub europea e internazionale, mette in mostra la sua abilità al mixer restando volutamente analogico nelle sonorità e nell’uso dell’effettistica.

 

Al One Love la differenza è esserci.

Sono netti i riferimenti al tema dell’intolleranza nell’ultimo singolo del trio aquilano Dabadub. Il brano, prodotto dall’etichetta discografica abruzzese Jamrock Records, è uscito ieri e si intitola “Non ho paura”. Nella canzone, il cui video è stato pubblicato sul canale ufficiale dell’etichetta, si notano riferimenti a varie tematiche attuali, a partire da quella delle Unioni Civili (con una critica agli atteggiamenti di determinati gruppi cattolici), fino ad arrivare alle tematiche del razzismo e dell’immigrazione (con, ad esempio, riferimenti nel video ai suprematisti bianchi del Ku-Klux Klan). La canzone è contenuta nell’ultimo album del Dabadub Sound System, scaricabile gratuitamente da www.jamrockrecords.com

Giovedì, 17 Marzo 2016 19:04

'NTA STA VARCA - NUOVO VIDEO PER SHAKALAB

“’Nta sta varca”, ovvero “su questa barca”, è prodotto da Gheesa e DJ Delta e racconta il più che mai attuale dramma dei migranti. Il video illustrato dallo street artist URKA è infatti ambientato sopra a uno dei tanti barconi che solcano i mari del Mediterraneo traghettando uomini, donne e bambini in cerca di un futuro migliore. Le strofe dei cantanti inscenano un dialogo tra i personaggi di questa “catena del dolore e della schiavitù”: emergono così i punti di vista del migrante, dello scafista, del prete colluso che gestisce gli arrivi. L’idea alla base del brano è proprio quella di evidenziare come tutti questi personaggi si trovino “sulla stessa barca” sia materialmente che concettualmente.

URKA, è un illustratore e street artist attivo dal 2007, ha partecipato a contest, esposizioni e festival Nazionali ed Internazionali. Da 3 anni si interessata alla produzione video, in particolare all'animazione. In precedenza ha realizzato videoclip per Claver Gold, Don Diegoh & Ice One, Kahiro & Grabe.

Gli SHAKALAB sono il super collettivo del reggae siciliano formato dall'unione di quattro cantanti e un dj, da molto tempo attivi come solisti: Jahmento, Lorrè, DJ Delta, Br1 e Marcolizzo. Un progetto ricco di contaminazioni sonore che esplora tutte le sfumature del reggae fino ad arrivare all'hip hop, con centinaia di live in giro per l'Italia a supporto anche di artisti internazionali come Shaggy, Ky-Mani Marley, Barrington Levy e molti altri.

"Duepuntozero" è un disco che già dal titolo vuole evidenziare la crescita artistica della band, senza tradire il suo stile che fonde toni canzonatori ad un approccio più serio e “antisistemico”, il tutto condito da liriche in dialetto sulle strumentali prodotte da Gheesa, DJ Delta e Haz che toccano tutte le ramificazioni della black music combinando new roots, raggamuffin, hip hop, funk, dancehall e trap. Nei testi si affiancano tematiche più spensierate e party a liriche più complesse, profonde, cariche di significato e messaggio. Tra brani più irriverenti come "Killah DJ", tirata di orecchi nei confronti di tutti i finti dj senza alcuna competenza musicale e tecnica, e tracce più impegnate come ’Nta sta varca” (“su questa barca”) che tocca l'attualissimo tema dell'immigrazione e la canzone dai toni beffardi “Mafiusu”, gli SHAKALAB si confermano come una delle realtà di punta della black music italiana, con una produzione artistica di grande livello arricchita da arrangiamenti sperimentali, moderni e freschi.

Domenica, 20 Dicembre 2015 11:28

MEDITATE GENTE MEDITATE!!

Vi propropniamo un'interessante riflessione di Antonio Nicosia del Team Ascia, pubblicata sul sito Legalizziamolacanapa.org .Sito attraverso il quale Ascia insieme ad altre associazioni, siti web, gruppi di interesse, Comunità web, promuove la ‘Coalizione per la legalizzazione della Canapa’ www-legalizziamolacanapa.org, che ne rappresenta anche il manifesto ideologico, che oggi conta decine di siti e movimenti con un totale di centinaia di migliaia di utenze complessive e si compiace del sostegno di molti siti autorevoli nel campo dell’informazione.

In Italia, quando si parla di legalizzazione, si finisce sempre col sentir esclamare: “non accadrà mai!”

Chiedendo il perché di tale certezza, le motivazioni sono sempre quelle: c’è il fattore culturale (leggi Vaticano), porta consistenti finanziamenti alle attività della mafia (attuale forza di maggioranza in Italia) e va contro gli interessi economici delle case farmaceutiche e di varie industrie petrolifere ed editoriali.

In realtà, e volendo esser seri, ci sono ancora molti ostacoli da superare per arrivare alla legalizzazione della cannabis, ma i motivi sono ben diversi da quelli che immaginiamo.

Sappiamo ormai tutti che la cannabis è tra le sostanze meno tossiche al mondo, e che fare uso responsabile di cannabis è possibile e non è pericoloso, esattamente come col vino e gli alcolici in generale. Inoltre è ormai dimostrato il potere terapeutico della cannabis nella cura di svariate patologie. Dunque possiamo imputare il primo vero motivo all’ignoranza di tutti quei parlamentari convinti che legalizzare la cannabis sia una follia.

Eppure si legge ovunque di cannabis, ed avendo la dimostrazione scientifica dei benefici (economici e sociali) ottenuti in quei Paesi che hanno legalizzato, sorge spontaneo il dubbio che qualcuno faccia l’ignorante al solo scopo di favorire o chi ricava immensi vantaggi dal commercio illegale di sostanze stupefacenti, o chi guadagna dai Ser.T. a cui vengono affidati i consumatori di cannabis.

Altro reale motivo è l’incapacità del popolo di capire che, se una legge è ingiusta, non deve essere applicata, e nessuno si deve impegnare a farla rispettare.

Conosco moltissime persone che lavorano nelle forze dell’ordine che sono contrari al proibizionismo e non vedono l’ora che la cannabis diventi legale. Ma perché continuano comunque a portare a termine operazioni antidroga che vedono coinvolti onesti cittadini colpevoli solo di apprezzare una pianta? Non rappresenta pericolo chi coltiva qualche pianta di cannabis e/o la consuma. Perché allora continuare ad ubbidire all’ordine di “attaccare”? Che beneficio ha la nostra società dalle continue segnalazioni per possesso di cannabis e derivati, o denunce per coltivazione illecita? I tribunali si intasano, e le famiglie si indebitano. La vita di persone normali rovinata perché hanno un abitudine diversa da quelle già comunemente accettate. Bere birra o vino SI, passarsi una canna NO.

Ultimo motivo, forse però il più sconfortante, è l’incapacità popolare di pretendere la propria libertà di scelta.

In Italia si stimano circa 4 milioni di consumatori di cannabis. 4 milioni di elettori, di lavoratori, di gente che se domani decidesse di interrare anche solo due semi a testa, riempirebbe l’Italia di canapa.

Eppure questi 4 milioni, bravissimi a produrre o procurarsi una sostanza illegale, e a nascondersi per utilizzarla, non sono capaci di gettare qualche semino trovato in erboristeria o nel negozio bio (semi di canapa integrali per alimentazione umana e/o animale… la pianta è morfologicamente la stessa).

In realtà le cose vanno anche peggio di così: le raccolte firme, anche se solo on-line (non occorre staccarsi dalla sedia), vedono scarsissime adesioni.

Le fiera della canapa, le marce ed i cortei antiproibizionisti, le iniziative popolari e/o politiche hanno sempre un adesione scarsissima rispetto a quello che dovrebbe essere. Com’è possibile non essersi ormai stancati di questa schiavitù e accettare, lamentandosi appena, la negazione di diritti fondamentali?

Noi abbiamo smesso, ma siamo ancora troppo pochi. Che siate “perseguitati o persecutori”, riconoscere la verità e metterci la faccia è indispensabile per potersi definire individui pensanti.

Giuseppe Nicosia – ASCIA

http://www.legalizziamolacanapa.org

http://www.ascia-web.org

Martedì, 08 Dicembre 2015 15:58

LE GOOD VIBES ALL'AGORA' DI FINALE EMILIA

A ridosso del centro storico, che riporta ancora le profonde ferite del terremoto del 2012, si può udire un intercalare inconfondibile, una sorta di scia che ti trascina in direzione dell'Agorà di via Agnini .

Dove la domenica dalle 18.00  Dj Afghan oragnizza aperitivo reggae in dj sett con showcase degli artisti vicino alla sua "scuderia "  molti dei quali da lui prodotti, con l'etichetta indipendente SouLove Records.
Fino ad oggi hanno cantato accompagnati da DJAfghan, Singer come: Nico Royale e Paulinho ex voce dei Train To Roots. Si continua domenica 20 con due veterani toscani del Raggamuggin Italiano , Marcone e il Generale. Si chiude questo primo ciclo di appuntamenti il 24 Gennaio con The Uppertones.

Il gradimento dei Finalesi e non solo, ha portato l'organizzazione ad aumentare le serate , infatti il prossimo 12 Dicembre l'ospite d'onore sarà Bunna in DjSet con Dj Afgan.
Facilmente raggiungibile sia da Ferrara,Bologna e Modena , l'Agorà è un grazioso locale gestito da gente giovane con il sorriso sempre sulle labbra, un'ambiente più che famigliare .

Come ricordavo ad inizio articolo , Finale Emilia è uno dei Comuni del Modenese più colpito dal sisma 2012, esserci e partecipare a questi eventi significa anche stare vicino ai Finalesi che faticosamente cercano ancora tutt'oggi di ricostruire la loro città , quindi tutti all'Agorà di Finale Emilia.

More info:

https://www.facebook.com/BarAgoraFinaleEmilia/?fref=ts

SouLove Records
Via Matteo Maria Boiardo 83 – Ferrara 44100
Andrea Malservigi aka Dj Afghan
Booking Manager
Tel e fax : ++39.(0)532.54931
Phone : ++39.348.8529537


Skype : djafghan

http://www.youtube.com/user/Souloverec
http://soundcloud.com/soulove-rec

La versione definitiva della legge sulla canapa industriale è stata approvata alla Camera dei deputati. Sicuramente un buon risultato per tutto il settore con norme più chiare sui controlli, la previsione di finanziamenti per rilanciare la filiera e l’aumento del THC allo 0,6%. Dalla versione precedente del testo è stato però eliminato un articolo che ha fatto storcere il naso a non pochi agricoltori. Dall’articolo 2 infatti, quello sulla liceità della coltivazione, è stato eliminato il comma numero 2 che prevedeva “la produzione di infiorescenze fresche ed essiccate per scopo floreale ed erboristico”.

Ne avevamo parlato con il coltivatore Valerio Zucchini, che ci aveva raccontato che: ”Il punto critico è l’articolo sulla liceità di coltivazione dal quale è stata tolta la produzione di foglie e fiori allo stato verde e secco. Se io prima potevo coltivarla per vendere foglie e fiori all’estero o alle case farmaceutiche in grado di estrarre i principi attivi, oggi direi che non lo posso più fare. In erboristeria, attualmente, nell’elenco delle erbe ammesse per trattarne foglie e fiori, la cannabis sativa è compresa solo per i semi.

Quindi, quando la legge sarà approvata, io non avrò spazi per poterlo fare: lo trovo incredibile. Secondo me è una pressione delle case farmaceutiche, una spinta lobbistica per riuscire a gestire tutti i principi attivi della canapa. Se è ammissibile che i principi attivi vengano trattati dai laboratori, non si vede perché io non possa vendere i fiori e le foglie di una canapa perfettamente legale a qualcuno che le tratti, che sia un laboratorio o un’altra struttura e che li trasformerà nei termini di legge. Capisco le limitazioni sul THC, essendo un cannabinoide psicotropo segue un’altra normativa. Ma il CBD, non essendo psicotropo, io in teoria lo potrei produrre. Ma se non possiamo più utilizzare foglie e fiori, non si potrà più farlo”. Per un piccolo coltivatore di canapa infatti, vendere le foglie ed i fiori, dopo aver ad esempio raccolto il seme, può rappresentare un introito in più e Zucchini non è stato l’unico a pensarla in questo modo.

Noi ne avevamo chiesto conto all’onorevole Loredana Lupo del M5S, prima firmataria del progetto di legge, che aveva ammesso il problema spiegando che: “A questo proposito abbiamo prodotto un ordine del giorno per tentare di far capire al governo l’importanza delle infiorescenze. Abbiamo lottato fino all’ultimo da questo punto di vista ma ci sono stati diversi problemi. Come quello in generale del campo erboristico (in erboristica, relativamente alla cannabis è possibile solo il trattamento dei semi, ndr) che andrebbe normato nuovamente. Noi stiamo tentando di fare una risoluzione per aggiustare una normativa internazionale e nazionale, ci stiamo provando e al momento ci spiace perché avremmo voluto aprire anche al campo erboristico”.

A questo proposito alcuni esponenti del settore hanno inviato una lettera aperta ai 4 parlamentari autori delle diverse proposte di legge sulla canapa che sono poi state unificate nel testo approvato. Tra i primi firmatari Gianpaolo Grassi, primo ricercatore del CRA-CIN di Rovigo, Beppe Croce, responsabile agricoltura Legambiente e direttore Chimica Verde bionet, Alessandro Bozzini, presidente AGRFOR (Agronomi e Forestali senza Frontiere) e Giovanni Appendino, Professore Ordinario di Chimica Organica, Dipartimento di Scienze del Farmaco, Università del Piemonte Orientale.

Qui sotto  il testo della lettera inviata di recente ai parlamentari oltre che ai presidenti delle commissioni Agricoltura, Affari Sociali e Ambiente.
“Onorevoli deputati,
ci rivolgiamo a voi in quanto promotori del ddl “Norme per il sostegno e la promozione della coltivazione e della filiera agroalimentare della canapa”. Dichiariamo apprezzamento per il lavoro da voi fin qui compiuto per questa legge che potrebbe finalmente reintrodurre a pieno titolo la canapa negli ordinamenti colturali e nelle filiere agroindustriali italiane. Segnaliamo tuttavia una menomazione del provvedimento, avvenuta con gli emendamenti accolti l’8 ottobre scorso. E’ stata infatti depennata dall’elenco di prodotti che si possono ottenere dalla coltivazione della canapa (art.2, comma 2) la produzione di infiorescenze, fresche ed essiccate per scopo floreale o erboristico”.

Tale cancellazione ci risulta incongrua non solo con lo spirito della legge, ma con la normativa di altri Paesi europei e con quella relativa ad altre colture e rischia di restringere la sostenibilità ambientale ed economica della coltura. Le infiorescenze della canapa coprono infatti quasi un terzo dell’intero stelo della pianta e anche nelle varietà conformi alla legislazione europea, con THC inferiore allo 0,2%, concentrano oltre al seme, le molecole a più alto valore aggiunto della pianta: flavonoidi, terpenoidi, acidi grassi, altri cannabinoidi, ecc. Riservare esclusivamente alle aziende farmaceutiche questo patrimonio di molecole che possono trovare applicazioni in svariati campi, dalla cosmesi all’alimentazione, ci sembra del tutto contrario a una logica di uso efficiente delle risorse.

Se la preoccupazione del legislatore è legata al fatto che alcune di queste sostanze possono trovare importanti impieghi anche in campo farmacologico, ci sembra sufficiente esplicitare i limiti di concentrazione per la libera coltivazione anziché depennare tout court il loro uso. Del resto non ci risulta che analoghe restrizioni siano state adottate per le parti di altre specie contenenti principi attivi di forte interesse farmacologico, quali ad es. la buccia degli acini di vite da cui si può estrarre il resveratrolo o la radice e il rizoma della curcuma da cui si estrae la curcumina o il peperoncino da cui si estrae la capsaicina.

Vi raccomandiamo pertanto di rivedere questo aspetto prima che si concluda definitivamente l’iter di approvazione della legge, onde disporre finalmente di un testo di legge chiaro ed evitare che ancora una volta i coltivatori italiani di canapa risultino penalizzati rispetto ai loro colleghi di altri Paesi dell’Unione Europea”.

 di Mario Catania

www.canapaindustriale.it

La Commissione Agricoltura riunita in sede legislativa ha approvato la nuova proposta di legge per disciplinare il settore della canapa industriale in Italia, ora il testo dovrà affrontare l’esame del Senato prima di diventare ufficialmente legge. Il testo approvato è un’unificazione di quattro precedenti proposte, che erano state presentate da Loredana Lupo (Movimento 5 Stelle), Adriano Zaccagnini (Sel), Nicodemo Oliverio (Pd) e Dorina Bianchi (Area Popolare).

Queste le principali novità introdotte dal testo:

  • Settori di impiego della canapa: La nuova legge si propone di sostenere e incentivare la coltura della canapa finalizzata a: coltivazione e trasformazione; incentivazione dell’impiego e del consumo di semilavorati di canapa provenienti da filiere prioritariamente locali; sostegno allo sviluppo di filiere territoriali volte a perseguire integrazione locale e sostenibilità economica e ambientale; produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie; realizzazione di opere di bioingegneria e bonifica dei terreni; realizzazione di attività didattiche e di ricerca.

 

  • Liceità della coltivazione: La coltivazione di canapa è consentita senza necessità di autorizzazione allo scopo di ottenere: produzione di alimenti e cosmetici; semilavorati (come fibra, oli e carburanti) da destinare alle industrie e le attività artigiane dei vari settori (incluso quello energetico ma solo per l’autoproduzione aziendale); produzione di materiale organico per la bioingegneria e la bioedilizia; coltivazioni destinate alla fitodepurazione dei terreni inquinati; coltivazioni dedicate a scopi didattici e dimostrativi; coltivazioni destinate al florovivaismo.

 

  • Nuovi limiti di Thc: La nuova norma approvata innalza i limiti di Thc ammessi nelle coltivazioni a 0,6% rispetto all’attuale 0,2%. Questo innalzamento serve ad evitare di mettere fuori legge i coltivatori ed evitare che incorrano in sequestri senza che abbiano commesso alcun reato, visto che non è raro che anche varietà di canapa a scopo tessile possano sviluppare concentrazioni di Thc sopra allo 0,2% a seconda delle condizioni climatiche e di coltivazione. Il corpo forestale dello Stato è autorizzato a effettuare i controlli sulle coltivazioni, che andranno valutate analizzando la media risultante tra i vari campioni e non le singole piante. Rimangono coltivabili solo i semi di canapa certificata a scopo tessile dalle autorità europee

 

  • Incentivi per la filiera: Il Ministero delle politiche agricole e forestali destina annualmente un quota massima di 700 mila euro per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione, una ulteriore quota può essere destinata a progetti di ricerca e sviluppo. Il governo si impegna inoltre a costituire un tavolo con i soggetti del settore per risolvere le problematiche e avviare progetti di ricerca e sviluppo ed a coinvolgere le Regioni per la destinazione degli incentivi. Il governo si impegna inoltre a valutare opportune iniziative in sede europea per chiedere che anche la coltivazione della canapa possa beneficiare della “componente di inverdimento”, cioè ad essere riconosciuta tra le pratiche agricole che giovano al clima e all’ambiente e che ottengono a questo scopo incentivi comunitari.

 

 

FONTE:www.dolcevitaonline.it

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