RasAle

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Diretto da Emmanuel Bonn, “Jamdown” è un film che vi porta in un viaggio negli 1980 tra Kingston e Londra, proprio negli anni in cui il reggae si diffondeva con i personaggi chiave quali Toots Hibbert and The Congos. Il film contiene alcuni dei filmati degli inizi dei Congos mentre realizzavano, alcuni brani dal loro leggendario 'Heart Of The Congos', che è stato prodotto da Lee Perry nel suo studio Black Ark, al culmine di entrambe le carriere. La versione originale del film è stata limitata solo alla Francia e quindi è rimasto sconosciuto dal resto del mondo. Da allora, negli ultimi 30 anni, è diventato quello che alcuni collezionisti di filmati reggae spesso fanno riferimento come "Il Santo Graal dei film reggae" a causa della sua rarità e difficoltà di trovarne una copia originale del film, anche se è ora sarà disponibile ufficialmente il DVD.

Roger Steffens ha descritto 'Jamdown' come "una macchina del tempo melodica che ci trasporta magicamente in un momento di creatività di massa quando il reggae stava emergendo al mondo esterno. Vediamo alcuni dei suoi esponenti più rootical al culmine della loro successo. Il film è ricomparsa dopo tre decenni, quasi miracolosamente

La data di uscita è prevista per il 27 luglio negli Stati Uniti, ma è possibile pre-ordinare una copia DVD con il 25% di sconto dal www.seeofsound.com.

Nel Regno Unito ci sarà una proiezione speciale al Barbican, come parte del week-end Blaze, il 17 luglio. Contribuire a rendere l'evento Toots & The Maytals + Lee Scratch Perry & Max Romeo + alcuni dei Congos.

 


La scomparsa di Sugar Minott, ha lasciato il mondo intero privo di una delle più importanti figure della musica reggae. L'inventore della dancehall è stato celebrato più per la sua musica, mentre Sugar aveva un altro lato forse di pari importanza se non maggiore quasi ignorato. Ha svolto un grande lavoro di promozione, diremo unico e su cui i riflettori non si sono mai accesi . Lo fa invece questo libro che offre non solo una biografia del leggendario cantante ma anche gli anni di fermento. Con la sua Youth Promotion ha aiutato tanti artisti reggae ad emergere trovando un importante struttura dove sviluppare le loro idee.
Non solo ma migliaia di dance organizzate nel ghetto hanno contribuito ad offrire una visione diversa della vita. Non solo sopravvivenza ma la gente della yard aveva finalmente un esempio ed un opportunità, quella di avere un alternativa attraverso la musica così anmata.

Lo scorso anno il pioniere della dancehall Lincoln "Sugar" Minott è scomparso solo 54 anni. Ora ha il suo amico di lunga data Beth Lesser, in suo onore, ha scritto un libro edito da qualche settimana.
Al suo interno c'è tutta la sua vita raccontata da chi l'ha vissuta con lui compreso i fantastici anni 80, dove Sugar ha creato la sua etichetta ed un nuovo genere che resterà per sempre uno dei principali ed innovativi stili che la reggae musica abbia mai avuto.

 



The Legend Of Sugar Minott & Youth Promotion
By Beth Kingston
Now available

212 Pages
Price £8.50 including P&P
£10.50 Rest Of The World including P&P.

Lo storico produttore giamaicano ora 71enne, è stato uno dei pionieri della musica made in Giamaica ed ha vissuto tutti gli stadi di transizione dallo Ska al Rocksteady sino al Reggae ed alla moderna Dancehall.

Introdotto da Derrik Morgan nel music business ha continuato a lavorare per oltre 50 anni fino ai giorni d’oggi. “Ma ora è giunta l’ora di fare un po più di chiarezza su chi ha dato il nome e perché ? “ – Lo racconta in una conferenza stampa durante la presentazione del libro “Reggae Going International 1967-1976”

Edward Seaga ha sostenuto recentemente in Giamaica che furono The Heptones , mentre tanti altri accreditano invece “Do the Reggay” di Toost come la prima che introduce il nuovo nome. Ma Bunny dall’alto della sua esperienza smentisce entrambi.

Racconta che sicuramente The Heptones hanno giocato un ruolo importante e che invece “Do the Reggay” di Toost fu composta dopo in quanto in quel momento il cantante era in carcere. Rinchiuso nel penitenziario con il numero 5446 ebbe l’idea di scrivere quella che sarebbe diventa un hits “54-46 Was My Number”.

"La prima canzone reggae, svela il produttore, è da accreditare a Don Lee con il titolo di “Reggae Time ed l’ho inventato io il nome. Ognuno racconta una storia diversa di come il reggae sia nato ma queste storie non sono vere".

"Ho inventato il nome nel 1968. Deriva dalla parola 'streggae': un modo alternativo per descrivere una prostituta, ma visto che le radio non avrebbero mai trasmesso un genere con questo nome, lo ho trasformato in reggae. "

Bunny Lee oltre ad essere un produttore storico vanta il record imbattuto di permanenza in classifica di un brano prodotto da lui, esattamente è una canzone di Joh Holt ““Stick By Me “ che nel 1972, rimase in classifica per 23 settimane

Nel libro di prossima uscita tanti i particolari ed i personaggi meno noti che hanno contribuito in quel periodo al genere nascente.

“Ci sono tanti protagonisti nella nostra musica che purtroppo sono scomparsi. Eppure la loro musica è ancora viva”. Abbiamo un detto in Jamaica che dice: “sotto il cielo tutte le cose finiscono, solo la musica vive”.

Sono oltre 50 anni che lavoro nel mondo della musica e inizialmente nessuno poteva credere che durasse così a lungo, arrivando ai nostri giorni e proiettandosi nel futuro”.
Lungi dall'essere contro l'ultima ondata di artisti dancehall, Lee spera che introdurrà un nuovo filone della musica giamaicana.

 

QUESTA LA PRIMA CANZONE REGGAE SECONDO BUNNY LEE

Giovedì, 10 Luglio 2014 00:00

LA STORIA DEL ROTOTOM SUNSPLASH IN 8 PUNTATE

Oltre venti anni di storia da raccontare, tutte le varie peripezie fin ad arrivare ad oggi con un festiva tra i più importanti in Europa e nel modo intero. Tutto questo raccontato in 8 filmati che usciranno uno dopo l’altro.

L’avventura parte da piccolo gruppo di persone che fondano un Associazione denominata Rototom, nome che rappresenta un tamburo molto particolare.

Gestiscono un piccolo club alternativo, poi il primo raduno reggae nazionale, in un paese fin ad allora sconosciuto alla massive. Gaio di Spilimbergo ben presto diverrà una delle tappe tra le più importanti, un vero crocevia di tour e di artisti provenienti dalla Giamaica e non solo. Ora è disponibile l’episodio numero uno.

Oltre 20 anni di attività da raccontare come ? - Attraverso 8 docu-film che ripercorrono dalla fondazione ad oggi la storia gli aneddoti di un piccolo gruppo unito da sentimenti profondi. Tanta sofferenza, pochi soldi ma tanta passione che porterà ad una grande rivoluzione culturale e musicale.

Preparatevi ad una full immersion di oltre una settimana dove magicamente troverete il vostro genere preferito suonato dal vivo o nelle yards. Manca ancora qualche settimana per poter partecipare al più incredibile festival. Il Rototom Sunsplash è un esperienza da trasmettere e da ricordare.

 


 



 


 


 


 


 


Giovedì, 18 Ottobre 2012 00:00

PULL IT UP - AN ITALIAN STORY

Facilmente comprensibile per i non addetti ai lavori ma ricco di contenuti e retroscena anche per gli appassionati del genere, “Pull it up” ricostruisce una storia più che ventennale raccontata attraverso la voce dei suoi protagonisti.

Dalle prime feste nei centri sociali alla realtà dei “clash”, passando attraverso la costruzione degli impianti sonori fino all’attuale situazione del mercato del disco, questo documentario racconta il ruolo centrale dei sound system nel diffondere la musica reggae e dancehall in Italia, esattamente come avvenne in Jamaica a partire dagli anni 50.

One Love, Vito War, Godzilla, Bass Fi Mass, I-Shence, Northern Lights e molti altri, ci raccontano come passione ed entusiasmo abbiano fatto sì che una realtà inizialmente molto piccola si sia potuta espandere dando vita ad appuntamenti fissi in tutta Italia.

Il documentario è stato interamente autoprodotto e realizzato da 9 Lives, con la collaborazione di ReddArmy, ed il supporto tecnico di Tunastudio. Si ringraziano gli sponsor ufficiali Dojo Clothing e Riddim Magazine, ricordando anche che tutto ciò non sarebbe stato possibile senza l'aiuto ed il supporto di tutti i sound, amici e addetti ai lavori che hanno contribuito a realizzare questo progetto.


Un sentito ringraziamento va anche a tutte le persone che hanno seguito le proiezioni itineranti dimostrando affetto e calore nei confronti di questo lavoro.

Martedì, 01 Ottobre 2013 00:00

PETER TOSH : LA PRIMA BIOGRAFIA AUTORIZZATA

Quanta strada ancora per colmare il divario tra Peter e Bob. Mentre per il profeta del reggae, libri biografie e documentari strabbondano, per altri storici artisti del regga Peter compreso sono veramente pochi se non del tutto inesistenti.

Così finalmente dopo uno sforzo, il britannico John Masouri è riuscito a farsi pubblicare la prima biografia ufficiale ed autorizzata intitolata “Steppin Razor: La vita di Peter Tosh”. il libro si compone di circa 486 pagine è stato pubblicato in UK dall’Omnibus Press. E' possibile già trovarlo nelle migliori librerie in Uk e naturalmente ordinarlo su internet.

E’ uscito all'inizio di questo mese la prima bio di Peter Tosh dell’autore è Masouri che durante la conferenza stampa ha parlato della carenza di biografie di artisti del reggae.

"Non è solo Peter Tosh. Dovremmo chiederci perché non ci sono anche grandi biografie di altri artisti reggae. Nella mia esperienza, gli editori sono restii ad avventurarsi, escluso Bob Marley e rassegne storiche.
La maggioranza ancora non credono in la potenza di questa musica così nessun editore è disposto a rischiare.

Masouri ha raccontato inoltre come ha lavorato sul progetto.

"E’ rimasto sulla mia scrivania oltre una anno quando ho capito che anche la proprietà Tosh non era interessata. Ho messo tutto il mio amore per scrivere questa biografia autorizzata e ci è voluto tempo per me per finire il libro senza di loro "

Ci sono diversi confronti con Bob Marley (ex collega di Tosh nei Wailers) in tutto il libro.

"La domanda che ho più chiesto da quando ho iniziato a lavorare sul libro è “Perché non è Peter Tosh ricordato nella stessa misura come Bob Marley?”
La sue vita e quella di Bob erano così intrecciate per i primi 10 anni dei The Wailers, ma anche dopo la scissione del gruppo, ", ha dichiarato Masouri.

Masouri è anche l'autore di “Wailing Blues: The Story of Bob Marley's Wailers” e co-autore di “The Guinness”.

 

C'è sempre una prima volta per tutto e questo breve documentario è il primo del suo genere. Si chiama Jamaican Bud/Ganja Business è racconta di come una pianta medicinale e meditativa è stata soggetta ad ogni tipo di restrizione per fermarne il commercio e l'uso.

Nonostante tutto è impossibile impedirne la coltivazione e la vendita anche perchè usata per guarire dal semplice raffreddore fino a malattie più gravi. Ora che le sono riconosciute le proprietà curative e lenitive, è il momento giusto per girare un documentario sul passato e spingere all'uso medico nel futuro.

Medicanja, ricorderete ne abbiamo già parlato, è la prima azienda di marijuana medicinale della Giamaica, che quest'anno ha dato una grossa spinta all'acceso dibattito tra i leader politici, per la riforma del diritto all'uso medico della ganja.

Il celebre scienziato giamaicano Dr. Henry Lowe, un leader negli studi di THC per scopi medici, ha fondato una società la società, con la University of West Indies e l'Università di Tecnologia.
Oltre a studiare i benefici scientifici della marijuana, il dottor Lowe dice che l'azienda produce prodotti medici a base di CBD, che rientrano nell'ambito di uso medicinale legalmente accettata della pianta denominata ganja.
 


Lowe dice che l'estratto vegetale può essere usato per trattare la psicosi ed il dolore, così come crisi di mezza età negli uomini.
Martedì, 16 Settembre 2014 00:00

MOSTRA DI LEE PERRY: LA MORTE DEL DIAVOLO

Chi conosce un minimo sul personaggio Lee Perry, sa quanto sia stravagante ed imprevedibile. Ma la sua follia, i suoi travestimenti, gli oggetti che usa e tutti i suoi aggeggini speciali che si incolla in dosso sono arte o solo pazzia ?

Los Angeles la gli dedica un esposizione denominata Visual Culture Art show ed una mostra d’arte aperta al Password Dem una nota galleria. Lee "Scratch" Perry, 77enne vive e lavora tra Einsiedeln in Svizzera ed in Jamaica ed a quanto pare non dedica tutto il tempo solo alla musica.

Famoso per aver dato fuoco alla suo Black ArK studio e venduto tutti i diritti di Marley, Lee Perry ha lavorato prima con Coxone a Studio One e poi da solo. Con “People Funny Boy” and “Run For Cover,” ha "sconvolto" la creazione di una nuova musica nata sull’isola.

L’unico uomo che può essere chiamato The Upsetter è lo stesso che ha cambiato il mud di Bob Marley e The Wailers , dando l’impronta significativa al reggae appena nascente.

Insomma un genio che continua oggi nella forma della sua musica sempre eccentrica, per non parlare delle false divinità , dei nemici di sempre come il Papa e Chris Blackwell, la continua lotta tra male e bene, dove lui si ritiene protagonista.

Così la sua ultima produzione artistica, non è musica ma arte intitolata “La morte di Baphomet (diavolo)”.
Secondo un messaggio registrato da Perry e postato su YouTube, la mostra raffigura la morte del diavolo e il suo burattino Jay-Z “ .

Lee Perry è in guerra con il peccato originale, in combutta con la terra, il cielo, il sole e la neve. “La morte di Baphomet “ presenta 4 stili di output correlati - scritti, incantesimi dipinti, assemblaggi e video. Gli specchi da lui incollati per i suoi cappelli e stivali.

Poi una sorta di crocifisso frantumato apposto con foto di se stesso e ritagli da riviste tedesche. Pietre, noci di cocco e detriti si uniscono per formare un collage di oggetti.

Un volume tipo dizionario degli scritti di Perry pubblicato in un'edizione da questa galleria contiene oltre 1.000 pagine di poesia.

 


Quello che è riuscito a fare Vybz Kartel in circa un decennio è qualcosa di mai visto. Una carriera incredibile, sempre in salita, grazie alla sua vena creativa Gaza è salita alle stelle.

Ha invaso letteralmente il mercato con i suoi singoli. Ha cambiato il modo di fare dancehall. Con uno stile unico e riconoscibile ha partecipato a tutte le più grandi manifestazioni con grandi riconoscimenti.

Scrivere musica non è difficile ma nessuno come lui nella storia del reggae ha scritto e fatto diventare le sue canzoni delle vere è proprie hits. Ma come tutte le belle cose c’è sempre il l’altro lato della medaglia.

Oggi poco dopo la sua condanna all’ergastolo si scoprono tanti aspetti, criminale, omicida, gangster capo di una gang con oltre 100 omicidi alle spalle.

Questo splendido documentario ricostruisce la sua carriera, tocca i punti salienti l’ascesa fino all’arresto ed alla condanna.

Realizzato dalla televisione jamaicana, non è ufficiale ma molto ben fatto.
 



Lunedì, 03 Novembre 2014 00:00

BOB MARLEY: GIANT FOTO & DOCUMENTARIO

Nel 1974, Bob Marley incontra il 16enne praticante fotografo Dennis Morris. Subito si crea una forte e grande amicizia. Nel corso dei successivi sette anni, i due legarono molto tanto che Dennis divenne il fotografo ufficiale. Gli fù offerto di andare in tour con Marley dove scattò alcune delle immagini che si riveleranno poi le più iconiche di Bob.

Uscito il mese scorso da Television Four via YouTube,, il documentario intitolato Bob Marley: GIANT, racconta come Morris fece amicizia con BOB e la storia dietro la sua collezione di foto che ora sono nella memoria della gente.

Nel documentario, Morris ha rivelato che era ancora uno studente di primo liceo, quando ha incontrato Marley.

"Ho letto che veniva a fare il suo primo tour in Inghilterra, così ho deciso di scendere a parlare in un club. Non sono andato a scuola quel giorno, ho aspettato e aspettato fino a quando i Wailers arrivarono. Mi avvicinai a lui e dissi: Potrei scattare qualche foto ?

Alla fine della giornata il giovane fotografo viene invitato ad unirsi a lui in tour. Accettò l'offerta, e secondo Morris, da li è iniziata l'avventura fino al 1981 quando ha visto l'ultima volta l'icona del reggae.

Una delle 28 foto esclusive di Morris mostra Marley fumare marijuana. Secondo il fotografo, l'immagine è stata catturata dopo Marley gli disse, " Mostriamo a tutti come si fa a fumare uno spliff."

Nel documentario, Morris Morris rivela che, è il fotografo di alcune delle più famose foto di Marley tra cui alcune pubblicate sui suoi album.

"Qualcuno mi ha detto che (le immagini) appartengono al popolo, posso capire che in un certo senso sia così, e sono felice di questo, anche se sarebbe bello avere qualche pennies,".

Il Bob Marley: documentario GIANT segue la mostra, inaugurata il 29 marzo a Los Angeles presso la Galleria Known.

Il documentario è stato prodotto da Erik Stone e diretto da Ben Churchill.

BUONA VISIONE