E’ appena terminata la stagione del programma IYAHBINGI ma l’avventura non finisce certo qui!

Ci diamo infatti appuntamento dal 25 al 28 Luglio all’interno del Roots & Culture  festival presso Lignano (Ud) dove sarà presente la IYAHBINGI YARD: un’area culturale dedicata alla spiritualità e alla musica Rastafari all’interno del festival.

 

La “yard” prende il nome da Iyahbingi Radio l’unico programma web-radio Rastafari in Italia ed in italiano.

In onda da ormai quattro stagioni ogni domenica sera sulle frequenze di www.reggaeradio.it, questo appuntamento è uno spazio in cui viene proposta soltanto musica Nyah Binghi (musica sacra Rasta) e ogni puntata prevede una tematica differente inerente alla cultura, storia e

spiritualità Rastafari.

Questi argomenti vengono selezionati con cura, supportati da ricerche storiche e spiegati in maniera semplice e soprattutto inclusiva.

Iyahbingi è infatti un programma rivolto ad un pubblico Rasta e non Rasta, non è un “catechismo” ma un veicolo per trasmettere positività, amore e consapevolezza che sono alla base del modo di vivere Rastafari.

La Iyahbingi Yard all’interno del festival sarà una zona ispirata al programma radio dove il pubblico potrà prendere parte ogni giorno a seminari pomeridiani e musica Nyah Binghi dal vivo.

Ras Julio in compagnia di una squadra di fratelli Rasta italiani ed europei condurranno le attività e saranno a disposizione per incontrare il pubblico e rispondere ad eventuali domande.

Oltre a seminari e musica, l’area offrirà una biblioteca di testi Rasta liberamente consultabili.

Inoltre ci saranno pubblicazioni, materiale informativo e merchandising a sostegno di progetti umanitari rivolti agli Anziani Rastafari in Jamaica.

 

Per info: www.rootsreggaefestival.it

 

Di seguito il Programma attività

 

Giovedì 25/7

-ore 19:00:  Apertura al pubblico della IYAHBINGI YARD con musica Nyah Binghi dal vivo, saluti e presentazione generale delle attività. 

 

Venerdì 26/7

-ore 17:30: Nyah Binghi Chant

-ore 18:30 Seminario:

“Chant down Babylon, vita Rastafari dalle colline della Jamaica ai quattro angoli della terra”

Un percorso tra i principi della spiritualità Rastafari partendo dai primissimi giorni del Movimento nei lontani anni Trenta della Jamaica coloniale. Perché l’Etiopia? Perché Haile Selassie?

Passando per le comunità Rastafari che vivevano sulle verdi colline in totale contatto con la natura, arriveremo all’internazionalizzazione del Movimento che ci permette di vedere oggi Rasta in ogni parte del mondo. Un’occasione per il pubblico di entrare a contatto con i cardini della fede Rasta ma anche con esperienze, racconti e soprattutto spiegazioni.

 

Sabato 27/7

-ore 17:30 Nyah Binghi Chant

-ore 18:30 Seminario:

“Cuore Rasta, una strada verso libertà e consapevolezza”

Il Movimento Rastafari è conosciuto per il suo messaggio di amore e rispetto. In questo seminario vedremo come l’amore non sia solo un ideale ma una vera e propria pratica di vita in grado di liberarci da paure, ansie, catene mentali e aiutarci quindi a vivere in maniera più serena e felice.

Consigli pratici e tecniche di comportamento della vita Rastafari per utilizzare il cuore come strumento per essere più liberi.

 Domenica 28/7

ore 17:30 Nyah Binghi Chant

ore 18:30 Seminario:

“Rastaman chant: storia e struttura del Nyah Binghi, la musica sacra Rastafari”

Alla base della musica reggae c’è il Nyah Binghi, il ritmo sacro Rastafari. Tamburi e canti di liberazione che hanno ispirato i “sufferers” dei ghetti della Jamaica tra cui anche le grandi star della Reggae music.

Conosceremo da vicino quale sia il significato e come venga suonato questo antico ritmo che accompagna il Movimento Rastafari e le sue cerimonie. Tra storia, spiritualità, ritmica e tradizione fino all’influenza che ha avuto il Nyah Binghi sulla nascita della Reggae Music.

 

Intanto, per tenere accesa la vibe, vi proponiamo l’ultima puntata di IYAHBINGI ricordandovi che sul canale www.mixcloud.com/IYAHBINGI-NEW  potete riascoltare tutte le puntate quando volete!

 

Ci vediamo alla Iyahbingi Yard!!

Rastafari blessings

 

Ras Julio

 

ascolta qui

 

 

 

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Mercoledì, 05 Giugno 2019 08:12

L'ARTE DI FERMARCI

Rastafari greetings!

Viviamo in un mondo di velocità, frenesia e preoccupazioni.

Ma è tutto ciò salutare per noi? Che cosa ci dice la Livity Rastafari a riguardo?

Generazioni di Anziani Rasta ci hanno trasmesso l’arte di imparare a fermarci, ovvero prenderci del tempo per coltivare il nostro spirito e non solamente i nostri impegni quotidiani.

Questo non vuole assolutamente dire sottrarsi alle proprie professioni o responsabilità ma imparare a bilanciare le nostre liste di cose da fare con dei momenti di pausa, rigenerazione in cui ci concentriamo ad “essere e non fare”.

Sappiamo infatti che esiste una dimensione naturale di calma e tranquillità in ognuno di noi che però viene spesso alterata o dimenticata a causa delle corse, dell’agitazione o delle preoccupazioni. Questo a lungo andare tende a distoglierci dalle cose veramente importanti della vita e soprattutto minaccia la nostra felicità.

Se noi impariamo a riscoprire e riconnetterci con quello spazio interiore allora creeremo i presupposti per far fiorire le nostre esistenze e apriremo la porta al benessere. Quando ci fermiamo apprezziamo realmente le bellezze della vita e delle persone intorno a noi, siamo rilassati e la nostra mente è più limpida così da poterci prendere meglio cura dei nostri destini.

La tradizione Rastafari ci insegna a rallentare e riconnetterci con un ritmo naturale dell’esistenza quando tutto intorno invece corre freneticamente.

Nel seguente articolo degli spunti di riflessioni per riconsiderare quanto importante sia l’arte di imparare a fermarci.

 …take your time and give thanks for life

 

Leggi qui l’articolo http://rasjulio.blogspot.com/2019/06/larte-di-fermarci.html

Ras Julio

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Lunedì, 20 Maggio 2019 13:15

RASTAFARI E' UNA REALTA'

Rastafari non è una religione né una teoria ma una “Via di vita”.

Nella Livity esistono diverse componenti, quella spirituale, teologica, dottrinale, sociale, storica ecc… ma ciò che fa realmente la differenza è che Rastafari è un modo di vivere che si manifesta nella quotidianità e nelle nostre vite reali.

Rastafari è infatti spiritualità applicata nel comportamento.

Non restiamo distaccati da questa realtà ma anzi usiamo questa come una tela su cui esprimere i nostri principi spirituali.

L’obiettivo è che la nostra dimensione spirituale venga riflessa coerentemente nella nostra vita di tutti i giorni, così da poter eliminare quello spazio che separa il nostro mondo ideale da quello reale, ovvero come vorremmo vivere “in teoria” da come invece realmente viviamo tutti i giorni.

La discrepanza tra questi due “mondi” ci può recare molta sofferenza.

Ci troviamo divisi tra dimensione ideale bella e luminosa e magari una realtà più ripetitiva e piatta in cui sentiamo che non riusciamo ad esprimere al meglio ciò che invece abbiamo nel cuore e nello spirito.

Vorremmo cambiare, essere persone migliori, imparare a dare un senso anche ai nostri errori così da non farne altri in futuro, vorremmo vedere manifestata nella realtà la nostra visione del mondo e di noi stessi.

E allora come si fa?

La Livity Rastafari ci aiuta molto offrendoci un modo di comportarci e non solo una filosofia o una dottrina.

Soltanto attraverso il comportamento infatti noi riusciremo a mettere in pratica ciò in cui crediamo.

La teoria non basta ma serve l’applicazione affinché la Livity Rastafari possa realmente manifestarsi nella sua pienezza.

È infatti attraverso la nostra condotta di vita che noi manifestiamo chi realmente siamo e ciò in cui crediamo, la nostra fede e i nostri principi rischiano infatti di diventare vuoti se non vengono manifestati attraverso le opere.

Ecco perché Rastafari è una realtà.

Gli anziani dalla Jamaica ci hanno trasmesso un codice di vita che è finalizzato a far germogliare la parte migliore della nostra persona così da poter esprimere al meglio le nostre potenzialità di esseri umani.

Dentro e fuori di noi infatti in convivono una dimensione spirituale ed una fisica.

Ecco che per ricercare il nostro benessere dobbiamo colmare lo spazio che separa questi due lati di noi stessi e arrivare a vivere lo spirituale ed il materiale come un tutt’uno.

Non è un processo scontato ed automatico ma richiede il nostro impegno ed entusiasmo, soprattutto all’inizio ovviamente è un po' difficile ed è normale che sia così.

Con l’aiuto della tradizione e dell’esempio di chi è venuto prima di noi possiamo sicuramente applicarci a “rafforzare” la nostra Livity affinché mente, spirito e corpo vivano in una stessa frequenza.

Nella scorsa puntata di IYAHBINGI abbiamo affrontato proprio questo argomento, spiegando un po' più nel dettaglio come poter applicare alla realtà la nostra Livity Rastafari.

Abbiamo spiegato perché è così importante che la nostra fede sia coerente con le opere, ovviamente non per fare “bella figura” ma perché soltanto così il nostro animo sarà tranquillo e la nostra spiritualità potrà manifestare realmente i frutti positivi che faranno stare bene noi e tutti coloro che ci sono intorno.

Quando noi infatti viviamo la nostra fede in coerenza non lo facciamo solo per noi stessi ma per tutto il genere umano, a partire dalle persone con cui condividiamo le nostre vite.

Nella puntata che troverete qui in basso, abbiamo ragionato su pratiche come la perseveranza, la pazienza, la non auto-discriminazione, la saggezza, lo studio, la preghiera ecc spiegando come queste possono aiutare a rendere Rastafari una realtà solida e coerente.

Rastafari non è mitologia ma una via di vita che si manifesta nel quotidiano, sotto la luce del sole, quando siamo soli in casa o quando siamo in mezzo alle persone, davanti a chi ci comprende e ci rispetta o di fronte a chi magari non apprezza la nostra identità.

Rasta rimane sempre lo stesso.

L’amore, il rispetto, l’over-standing, la positività, sono pratiche reali che hanno la capacità di modificare i nostri destini cambiando le circostanze in meglio.

Non solo, esse sono anche degli antidoti al malessere di babylon che spesso stringe le persone in una morsa.

Ogni cambiamento parte da noi stessi e soltanto modificando la nostra realtà spirituale e mentale potremmo migliorare la realtà che ci circonda.

One Blessed Love

Ras Julio

 

Ascolta qui la puntata

 

 

 

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Rastafari Greetings, One blessed Love,

 

La Livity Rastafari è una via di liberazione dalla schiavitù di un sistema che ci sta stretto e che continua ad opprimere le persone a livello mentale, economico, culturale.

Il Rastaman alza la testa contro questo “moderno Egitto”, che vuole le persone in catene in quanto così più facili da controllare.

 

Però al fine liberarci dalle catene esteriori dobbiamo prima affrontare quelle interiori in quanto ogni rivoluzione avviene prima al nostro interno e poi all’esterno.

Nella Livity Rastafari ci impegniamo ogni giorno a crescere e diventare persone migliori, non perché qualcuno o qualcosa ce lo imponga ma semplicemente perché questo processo fa stare bene noi e le persone che abbiamo intorno.

Rastafari è un cammino lungo il quale ogni esperienza è un’opportunità di crescita per “invertire la rotta” ovvero lasciarsi alle spalle il modo di vivere di Babylon e condurre le nostre esistenze in modo più felice, leggero in una parola: liberi.

Ci impegniamo a coltivare dentro di noi le qualità positive e a sradicare quelle negative, per far ciò abbiamo bisogno di pratica, esercizio e costanza ma prima di tutto di prenderci del tempo e guardare dentro di noi.

Rastafari infatti dice che le risposte a tutti i quesiti dell’essere umano sono già presenti al suo interno, ecco che allora sedersi e ragionare può aiutarci a sviluppare una maggiore chiarezza.

Nella tradizione biblica questo è il significato del Sabato, ovvero un giorno dedicato a Dio, al riposo dalle attività di tutti i giorni per concentrarsi sulla spiritualità, la felicità e la celebrazione della vita.

Il Sabato è un’opportunità per coltivare quella dimensione spirituale che ci nutre e ci fortifica.

Di seguito un articolo per accompagnare questo giorno di Rastafari vibrations.

 

Blessings of Life

Ras Julio

 

http://rasjulio.blogspot.com/2016/11/nella-livity-rastafari-invertiamo-la.html

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Un evento senza precedenti quello che avvenne il 21 Aprile del 1966 quando l’aereo dell’Ethiopian Airlines decorato con il tricolore etiopico ed il Leone di Judah toccò il suolo dell’aeroporto Palisadoes di Kingston, Jamaica.

Decine di migliaia di fratelli e sorelle Rastafari erano rimasti in attesa per giorni al fine di non perdersi nemmeno un istante di quello che sarebbe stato un vero e proprio evento storico di portata biblica.

Haile Selassie Primo, l’Imperatore d’Etiopia, il duecentoventicinquesimo discendente di Davide e Salomone, l’ultimo regnante a sedere sul trono d’Israele, veniva infatti a fare visita al Suo popolo, i Rastafari.

Non possiamo dimenticare che esattamente tre anni prima, nel 1963 sempre nel mese di aprile, il popolo Rastafari aveva subito una spietata persecuzione da parte del Governo e dei civili giamaicani. Era il “Bad Friday” anche conosciuto come il “massacro di Coral Gardens”.

I Rastafari avevano superato quel tragico evento grazie alla consapevolezza che il Re dei Re avrebbe ascoltato le loro preghiere e li avrebbe liberati dalla “fossa dei leoni” proprio come era successo a Daniele, il personaggio dell’Antico Testamento che venne gettato in pasto ai leoni ma ne uscì vivo grazie all’aiuto di Dio.

Ecco che la visita di Haile Selassie Primo giunge proprio come la mano dell’Onnipotente a salvare le famiglie Rastafari dalla persecuzione di Babylon.

L’isola della Jamaica non aveva mai assistito a nulla del genere, mai nessun capo di stato era stato accolto con tale energia ed entusiasmo, nemmeno la regina d’Inghilterra che era stata ospite ufficiale appena pochi mesi prima.

La folla era riunita da giorni, chi era arrivato a piedi o chi aveva trovato un posto nei tanti camion carichi di uomini, donne e bambini Rasta che giungevano dalle parti più remote dell’isola. I preparativi erano iniziati mesi prima, striscioni e cartelli con le citazioni bibliche annuncianti il ritorno del Messia erano stati preparati con accurata precisione.

C’era chi aveva passato settimane a preparare nuovi abiti e sciarpe verde giallo rosso per l’evento, chi aveva riverniciato i tamburi per i canti sacri Nyah Binghi e chi aveva tagliato le palme dagli alberi per salutare il Messia al suo arrivo.

Tutto ciò riportava alla mente delle persone le pagine del Vangelo in cui il Cristo entrava in gloria a Gerusalemme.

La folla era immersa in una gioia collettiva, c’era una euforia contagiante, anche i non Rasta erano accorsi a vedere l’arrivo del Re dei Re.

I canti erano iniziati presto al mattino e l’attesa diventava sempre più carica di entusiasmo. Il cielo coperto filtrava la timida luce attraverso le nuvole. Iniziò la pioggia e la folla si ritrovò a cantare sotto un’acqua che sapeva di battesimo, un’estatica felicità era sui volti dei presenti…ed era soltanto l’inizio.

Improvvisamente un lampo squarciò tremendamente il cielo plumbeo e un tuono di voci rimbombò nello spazio, i volti si alzarono verso l’alto e migliaia di braccia si levarono indicando oltre le nuvole.

Ebbene sì, apparve l’aereo con a bordo il Leone della Tribù di Judah e la folla intensificò canti.

I tamburi suonavano come forse non avevano mai fatto prima.

Tra lo stupore e la meraviglia dei presenti la pioggia cessò e, come per miracolo, tutti si asciugarono in un batter d’occhio. Il Redentore era prossimo all’arrivo e proprio come dicevano le Scritture: Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo (Mt 24,27)” .

Quando scese il carrello dell’aereo e le ruote toccarono il suolo Giamaicano, la folle ruppe le transenne e superò le barricate in uno slanciò che lasciò le forze dell’ordine incapaci di qualsiasi contenimento.

Migliaia di Dreadlocks Rastafari erano ora addirittura sotto la pancia del velivolo e cantavano con il cuore in fiamme di gioia attendendo che la porta si aprisse e uscisse Lui, il Messia venuto per “radunare le genti dalle isole del mare” come avevano innumerevoli volte letto nel libro del Profeta Isaia.

Ecco uscire finalmente His Imperial Majesty in uniforme militare, Lui che era infatti venuto a sigillare la battaglia contro Babylon che aveva oppresso i Rastafari.

Gli occhi dei presenti non potevano credere di essere veramente a cospetto del Signore dei Signori, Colui di cui tutti parlavano in Jamaica, nessuno aveva la minima intenzione di spostarsi e rinunciare a quella scena epica.

Fu necessario chiamare Mortimo Planno, persona ben nota tra i Rastafari di west Kingston al fine di poter aprire un varco tra la folla per poter far scendere l’Imperatore.

Ora finalmente Dio camminava tra i Suoi.

Era “Grounation Day”, le palme venivano agitate nell’area e l’incenso bruciava. Stava per iniziare la visita ufficiale di Haile Selassie Primo in Jamaica che sarebbe durata tre giorni in cui accadranno fatti straordinari per i fratelli e le sorelle Rastafari. Nulla sarebbe stato più come prima dopo la permanenza del Re dei Re in Jamaica, il destino del Movimento Rastafari sarebbe definitivamente cambiato e la storia in generale avrebbe preso una direzione differente.

La visita di Haile Selassie Primo portò la liberta ai Rastafari e innescò il decollo della cultura Rastafari oltre l’oceano attraverso la Reggae music e la “Black Liberation Struggle” che sarebbero, nel giro di poco tempo, arrivate all’occidente.

Per conoscere da vicino cosa accadde tra Haile Selassie Primo ed i Rastafari, le Sue dichiarazioni e i fatti strabilianti che sconvolsero la società Giamaicana, ascoltate pure la scorsa puntata di IYAHBINGI dedicata appunto al Grounation Day.

Grounation is Liberation

Ras Julio

 

Ascolta qui

 

 

 

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Era il venerdì santo del 1963 (12 Aprile) quando il Governo Giamaicano e la popolazione civile si lanciarono in una vera e propria caccia all’uomo contro i fratelle e le sorelle Rastafari.

Furono tre giorni di tremenda repressione in cui l’agghiacciante ordine del Primo Ministro Alexander Bustamante risuonava nelle strade: “Catturateli e portateli dentro vivi o morti. Quando la prigione non può più contenerli allora trascinateli al cimitero”.

L’obiettivo era sopprimere in maniera definitiva il Movimento Rastafari che, con i dreadlocks e il messaggio di riscatto del popolo nero, rappresentava una vergogna e una minaccia per l’élite Giamaicana post coloniale.

Il pretesto per questa spietata persecuzione fu uno scontro tra dei civili Giamaicani e la polizia che sfociò nell’ incendio di una pompa di benzina nella località di Coral Gardens nei pressi della città di Montego Bay Jamaica.

La stampa affermò erroneamente che i colpevoli erano dei Rastafari, si trattava invece di “farmers” (agricoltori) che vennero scambiati per Rasta a causa delle loro barbe.

Uno di loro era Rudolph Franklin, agricoltore locale che aveva ereditato un piccolo terreno nella località di Coral Gardens. Qui coltivava ortaggi per auto sussistenza.

Il suo unico “torto” era quello di essere troppo vicino alla Rose Hall Estate, una residenza di lusso per turisti e questo forse disturbava i ricchi passanti che di certo non gradivano vedere un povero “Jamaican countryman” al ritorno da costose escursioni delle spiagge locali.

La polizia allora intervenne, fece visita a Franklin intimandogli di lasciare il terreno accusandolo di occuparlo abusivamente. Il giovane più volte rispose che invece la terra era sua di diritto e che in realtà non disturbava nessuno.

Durante il primo raid gli agenti distrussero il suo raccolto come primo avvertimento.

Quando le forze dell’ordine tornarono una seconda volta non se ne andarono prima di aver distrutto nuovamente gli ortaggi e addirittura aver ripetutamente sparato a Franklin che ora giaceva sul suolo in fin di vita.

Lo credevano morto ma così non era.

Portato in ospedale venne salvato nonostante le circostanze gravissime.

Dopo settimane di ospedale uscì e venne immediatamente incarcerato a causa di alcune piantine di cannabis trovate nel suo campo al momento del secondo raid. Dopo mesi di galera il giovane era di nuovo fuori con un gran desiderio di rivalsa.

L’attacco alla pompa di benzina fu una vendetta da parte di Rudolph Franklin che aveva reclutato altri complici per rivendicare l’ingiustizia subita dalla polizia.

Ovviamente un gesto sbagliato e non giustificabile, provocato dall’immensa frustrazione per quanto accaduto.

Ma i Rasta cosa c’entravano?

Proprio un bel nulla.

Il Primo Ministro però, cogliendo questo episodio come un’opportunità per ripulire la società dai Dreadlocks Men, dichiarò la “caccia ai Rastafari”.

Centinaia di poliziotti e militari in assetto da guerra con tanto di furgoni blindati ed elicotteri iniziarono a passare per filo e per segno la zona di Montego Bay.

La cosa forse ancora più brutta fu che il Primo Ministro promise una ricompensa a tutti i civili che avessero consegnato Rasta (…o presunti tali) alle autorità.

I fratelli ignari della motivazione di tale atrocità si ritrovarono da un momento all’altro ad essere il bersaglio di un genocidio da parte del loro stesso governo e della loro stessa gente.

Fu il delirio.

Tre giorni di uccisioni, incarcerazioni, torture contro uomini, donne e giovani.

Forse la pagina più triste della storia del Movimento Rastafari e un grande atto di criminalità da parte del Governo Giamaicano.

Le porte delle case venivano sfondate dalle truppe armate senza nessun motivo né mandato di incursione. Chiunque vi fosse all’interno era automaticamente prigioniero.

Settantadue ore in cui molti si rifugiarono nella giungla più profonda, altri restarono nascosti sotto terra e chi non riuscì a scappare dovette affrontare il frutto amaro dell’odio umano.

Era il venerdì santo prima della Santa Pasqua, quello che in inglese è chiamato il Good Friday ma che, considerate le circostanze, i Rasta ribattezzarono il “Bad Friday”.

Proprio come il Cristo infatti, i fratelli e le sorelle restarono tre giorni nella morte prima di poter finalmente risorgere.

Il Movimento Rastafari non morì, come si aspettavano i politici Giamaicani, anzi si rialzò più forte e più numeroso di prima.

Senza vendetta o senza cattiveria nel cuore, i Rasta diedero un grandissimo insegnamento di forza e dignità ai loro carnefici e forse al mondo intero.

Ras Julio

La scorsa puntata di IYAHBINGI è stata dedicata proprio a questo e ad altre persecuzioni che dovette subire il Movimento Rastafari. 

Ascolta qui:

 

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Giovedì, 01 Settembre 2016 12:40

2 Nov - GIORNO DELL'INCORONAZIONE DI RASTAFARI

Cosa significa per il mondo cristiano e rasta, il giorno dell'incoronazione, tenteremo di spiegarlo in italiano, in modo semplice e vi forniremo una serie di link di approfondimento per questa speciale ricorrenza profetizzata da Marcus Garvey.

Di sicuro, senza l'incoronazione non sarebbe stato possibile riconoscere la seconda venuta in terra del figlio di Dio. Per avere delle certezze  basta guardare i titoli nobiliari, militari e spirituali ma in particolar modo la discendenza, la stessa tribù indicata nella Sacra Bibbia. Particolare attenzione alla cerimonia dove Haile Selassie venne incoronato con sua moglie, un uomo insieme ad una donna non era mai accaduto.

Arricchiamo questo articolo con il discorso di S.M.I. Haile Selassie I in occasione del 27° anniversario dell’Incoronazione ricordando che sul tema c'è un libro dedicato tradotto dall'Amarico in Italiano - Cerimoniale del Sacro . Infine diverse interviste e discorsi sempre in Italiano di RastafarI per tuffarvi in un mare di conoscenza.

L'Incoronazione in pratica è la madre delle radici, partono tutte da qui e non sono esclusivamente spirituali, vi sorprenderà scoprire che coincidono anche con  quelle dell'umanità intera.

 

-  Approfondimenti  ------------------------------------------

VOI CHI DITE CHE IO SIA ?  da ras-tafari.com

http://www.rastafari-regna.com/sezioni/qhs.htm

Cerimoniale del Sacro - da F.A.R.I.

www.ras-tafari.com/cerimoniale-del-sacro


Discorso di S.M.I. Haile Selassie I in occasione del 27° anniversario dell’Incoronazione - da ras-tafari.com
http://www.ras-tafari.com/discorso-di-s-m-i-haile-selassie-i-in-occasione-del-27-anniversario-dellincoronazione/

LA SUA VOCE – Intervista e discorsi dellImperatore HAILE SELASSIE I - da Kaya Club
https://www.academia.edu/16660607/LA_SUA_VOCE_-_Intervista_e_discorsi_dellImperatore_HAILE_SELASSIE_I

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Giovedì, 23 Luglio 2015 06:23

123° RASTAFARI HEARTHDAY -23 Luglio

Oggi 23 Luglio, celebriamo il 123esimo anniversario della nascita di Sua Maestà Imperiale Qadamawi Haile Selassie.

 “Isaia 9,1-6” Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace; grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre; questo farà lo zelo del Signore degli eserciti

ቀዳማዊ ኃይለ ሥላሴ

 In questo giorno, celebriamo la nascita di Colui che tutti I’n’I riconosciamo come il compimento delle profezie bibliche, il Cristo Ritornato per giudicare, il Messia nella sua seconda venuta con nuovo nome, Sua Maestà Imperiale Qedamawi Haile Selassie.

Rivelazione di Giovanni (3-12): “Chi vince io lo porrò come colonna nel tempio del mio Dio, ed egli non ne uscirà mai più; scriverò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, e della nuova Gerusalemme che scende dal cielo da presso il mio Dio, e il mio Nuovo Nome.

” Il 23 Luglio 1892 (16 Hamle 1884 nel calendario Etiopico, giorno in cui inizia il segno zodiacale del Leone) a Ejersa Goro, nella regione di Harar, dal ventre Woyzero Yeshimebet Ali Abajifar sopra di Ras Makonnen Wolde Mikael, venne alla luce Lij Tafari Tafari Makkonen ( colui che incute timore e giudica ).

La Sua nascita segnò un momento importante in Etiopia, dopo un lungo periodo di siccità, tornò a piovere. Tafari Makkonen è diretto discendente della dinastia Salomonica, sia da parte di Madre che di Padre.

L’ infanzia di Lij Tafari fu incentrata sullo studio, non solo della cultura e della civiltà Etiope ma anche a quella occidentale, la grande e precoce intelligenza seguita da una eccellente carriera, portarono Tafari Makkonen a diventare “Dejazmach” all’ età di 13 anni con il governo della regione del Gara Mulata.

Dopo qualche anno di studio alla corte di Menelik II, visto le grandi capacità, a 16 anni iniziò a giudicare nelle corti con tutti i poteri di dignitario, e dopo 2 anni, all’ età di 18 anni ricevette il comando sull’ Harar, così diventando uno degli uomini più potenti d’ Etiopia.

Dopo qualche anno con l’ incoronazione dell’ Imperatrice Zewditu, Tafari ricevette il titolo di “RAS” ( Capo) fu dichiarato erede al trono e reggente plenipotenziario, a motivo della sua provata abilità e moralità. La gioventù di Lij Tafari possiamo scorgerla dalle parole del Rè stesso, che in alcune interviste interviste dichiarò: Fallaci: Vostra Maestà, vorrei che mi diceste qualcosa riguardo Voi.

Ditemi, siete mai stato un bambino disobbediente? Ma forse dovrei prima chiederVi, avete mai avuto tempo per essere giovane, Vostra Maestà?

 S.M.I: Non comprendiamo questa domanda. Che tipo di domanda è, è ovvio che siamo stati giovani. Non siamo nati vecchi! Siamo stati un bambino, un ragazzo, un fanciullo, un adulto, e finalmente un anziano. Come chiunque altro. Nostro Signore il Creatore Ci ha fatti come chiunque altro. - "Forse auspicate di conoscere che genere di giovane eravamo.

Bene: eravamo un giovane veramente serio, veramente diligente, veramente ubbidiente. Eravamo puniti a volte, e sapete perché ? Perché quello che ci facevano studiare non ci sembrava abbastanza e auspicavamo di studiare ulteriormente. Volevamo stare a scuola dopo che lezioni erano finite. Eravamo riluttanti a divertirCi, ad andare a cavalcare, a giocare. Non volevamo sprecare tempo in giochi.”

Haile Selassie I, Intervista di Oriana Fallaci "…le opere che il Padre mi ha dato da portare a compimento, queste stesse opere, che io faccio, mi rendono testimonianza che il Padre mi ha mandato" Giovanni  5, 36

Rendiamo grazie all’ Alttissimo per questo giorno, che sia di meditazione, preghiera e gioia per ognuno di voi.

Benedizioni a tutti i fratelli e le sorelle nel Santo Nome di Germawi Qadamawi Haile Selassie. Kibir la Amlak

 

Nyabinghi Chants: No Night in Zion / Time Will Tell / Rivers of Babylon

 



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Martedì, 21 Luglio 2015 07:15

MATRIMONI GAY I RASTA RISPONDONO AD OBAMA

Il Movimento di RasTafari è stato e rimane non politico,  non religioso in senso convenzionale, panafricannista nella sua visione del mondo.

Eppure ci sono occasioni in cui, l'azione religiosa o sociale politica esige una risposta morale riflessivo da parte della comunità spirituale. Queste risposte sono generalmente affidate agli anziani della comunità.
L'annuncio del Presidente Obama del suo sostegno per matrimonio dello stesso sesso è stata l'occasione per un commento ufficiale da parte della Comunità;

Gli anziani, come Brahman sono da decenni  vere  e proprie  istituzioni all'interno della comunità di Ras Tafari, e anche se la maggior parte dei seguaci di Ras Tafari sono guidati dagli esempi di vita e dagli insegnamenti di imperatore Haile Selassie I, la prospettiva e la guida degli elder, come Brahman, anche se non rappresentativo di tutta la comunità, fornisce una bussola morale necessaria a tutti.

Intervista realizzata con l’anziano rasta Brahman

Ras W: il vostro punto di vista sulla recente annuncio del presidente Obama, il sostegno al matrimonio omosessuale.
BM: Il vostro cuore non sia turbato figliolo, questi eventi e azioni si attendevano da tempo  era previsto ben prima che Obama è entrato in carica; non si fermeranno i tempi e certamente non si fermeranno gli africani giusti di adempiere il loro destino. Basta lasciare che il grano e zizzania crescono insieme fino al suo tempo di raccolta.

Ras W: Non sono sicuro di aver capito la tua  posizione Brahman ...
BM: Resta  concentrato, e vigile (tira fuori una versione autorizzata della Bibbia di Re Giacomo) l’imperatore Haile Selassie è la gloria nella Bibbia? Beh InI anche gloria nella Bibbia, e fornisce una bussola morale che risolve il problema di chiede informazioni. In realtà fornisce indicazioni significative sulle cause e gli effetti delle questioni ormai a portata di mano. Per esempio, ecco cosa offre Paolo nel libro di Romani, capitolo 1: (ha letto dal versetto 17 a 32, ma, ha sottolineato i versetti da 21 a 28)

"Perché, nonostante conoscessero Dio non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma è diventato vaneggiato nei loro ragionamenti e il loro cuore insensato è stato oscurato. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno cambiato la gloria dell'incorruttibile Dio incorruttibile in immagine e la figura dell'uomo corruttibile, e agli uccelli, e bestia a quattro zampe, e di rettili. Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità attraverso la lussuria del proprio corpo, da vituperare i loro corpi tra loro: hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del Creatore, che è benedetto nei secoli . Amen."


Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami: poiché le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in quello che è contro la natura: E allo stesso modo anche il, gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per altro; uomini con uomini che lavorano ciò che è disdicevole e ricevendo in se stessi la ricompensa del proprio traviamento che era opportuno. E siccome non piace a mantenere Dio nella loro conoscenza, Dio li ha abbandonati ad una mente reproba, da far le cose che non sono convenienti.

Quindi, vedete, JAH già parla di queste cose, e in effetti, JAH permette ad  InI di vedere queste profezie adempiute così InI può trattenere l'ortodossia morale, incorporato in tutta l'umanità ed evitare le distruzioni di Sodoma..

Ras W: Ma che dell'argomento in materia di diritti civili e di parità di protezione ai sensi della legge?
BM: Questi tipi di argomenti professano una sorta di saggezza, ma ricordate la Bibbia dice 'la sapienza dell'uomo è stoltezza di Dio', così come dice Brah Anche Paolo, "Dicendosi sapiente, è diventato stolto".

Ras W: Quindi quali sono le ramificazioni della dichiarazione del Presidente sul matrimonio gay?
BM: In realtà, il pieno impatto non sarà conosciuto nel breve termine, ma in molti casi, la legislazione dei leade ha un r impatto sulle politicha che governa tutti noi. Se la politica è spiritualmente e moralmente corrotta, secondo le norme stabilite da tutti i principali movimenti spirituali compreso il cristianesimo, allora diventiamo tutti vittime della legge e la volontà, forse, partecipano le conseguenze di tale errore.

Ricorda, i diritti umani di base determina il diritto al cibo, alloggio, vestiario, istruzione, servizi sanitari, e lo spirito libero di adorare l'Onnipotente come rivelato a persone diverse. Essa non si estende ai diritti coniugali o delle scelte sessuali degli individui, da uomo a uomo, donna a donna, adulto a bambino, o un uomo a bestia. Forse è un segno di regressione morale della società, quando gli strumenti spirituali proposti in una guida morale vengono rifiutati per opportunità politica, e il pulpito della presidenza degli Stati Uniti è usato per influenzare la politica sugli atti che sono visti da forse una maggioranza di persone nel nazione e in tutto il mondo come immorale.

Di seguito invece un intervista video a Racy Matthews presidente del Marcus Garvey un partito politico popolare. Racy si scaglia contro il pensiero ed il matrimonio omosessuale, definendolo l'estinzione dell'umanità sul pianeta terra dopo 300 anni. Anche il taglio dei capelli dei  neri mostra debolezza come Sansone la  forza è nei dreadlocks !!!!!

 

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Ci siamo imbattuti in documento unico pubblicato qualche anno ma dagli effetti ancora reali, è disponibile in rete sul sito delle fonte il Caribbean Today. Descrive il tentativo da parte di Sizzla di imporre unilateralmente se stesso come Presidente di tutti i Rasta in Giamaica.

Fin'ora non c'è mai stato un unico presidente in rappresentanza di tutte le casate. L'artista mira a quella carica come leggerete anche con metodi poco ortodossi.

Il documento racconta che negli ultimi anni l'artista ha tentato di sfruttare il controllo del Nyahbinghi Ancient Council utilizzando denaro, influenza e teppismo. Alla fine erano dalla sua parte sei dei 24 anziani influenzati dal suo gioco di potere quello di diventare il primo 'Presidente Rasta'.

Sizzla sostiene di essere stato eletto 'Presidente', ma alle elezione non c'erano altri candidati. Inoltre, Collins, non ha avuto l'approvazione ufficiale delle tre principali case del movimento, il Nyahbinghi Theocracy Reign Order, i Boboshanti e le 12 Tribes of Israel.

La cosa inquietante e che Sizzla nel discorso presidenziale d'inaugurazione, una sceneggiatura preparata, recitava la seguente frase :

"Ci stiamo organizzandoci come il vero governo indigeno Ras Tafari, con un presidente eletto per le persone di colore nella diaspora".

Collins sta cercando di diventare il rappresentante legale/costituzionale del popolo "indigeno".

Se è innegabile che vi è un vuoto nel movimento Rastafari. Quel vuoto poteva esser riempito da Kalonji.

Il movimento Rastafari non ha mai avuto un presidente, quindi per un artista senza qualifiche se non fama e fortuna discografica, essere unilateralmente proiettato ad essere capo di tutto il movimento utilizzando mezzi subdoli è assolutamente ridicolo.

Rastafari e Reggae sono due entità separate, anche se molte persone credono erroneamente che siano la stessa cosa. Ancora più importante, i soldi, la fama e la popolarità non qualificano nessuno alla leadership del movimento Rastafari.

Bob Marley non ha mai tentato il controllato del movimento Rastafari e Peter Tosh nemmeno.

I grandi artisti hanno lasciato a quelli più qualificati di loro a coprire cariche del movimento.

Il dilemma attuale di fronte a Rastafari è come trattare con questo deciso tentativo di prendere il controllo arbitrario del movimento.

Non illudetevi che Collins è determinato a ottenere il controllo e non finirà qui.

Nel corso degli ultimi due mesi, la sorella Mitzie Williams, presidente del Theocracy Order’s Administrative Council in Jamaica, ha ricevuto telefonate minatorie esortandola a sostenere il nuovo 'Presidente Rasta'.

Non è mai accaduto prima nella storia del movimento.

Quindi, se si ama davvero la Cultura Rastafari, non saltiamo ciecamente sul carro di Sizzla. Il suo ordine del giorno e la metodologia non possono migliorare il movimento.

Come disse Bob Marley: "... Io non voglio che il mio popolo venga ingannato da mercenari!"

Uno dei momenti più eclatanti e solo ora aver letto quest'articolo capiamo, quando al Rebel Salute Sizzla sia stato così vicino al potere portando tutti gli anziani sul palco con lui nella serata di chiusura del festival

Questa volta a documentarlo ci sono i nostri video.  Quelli di Marco Polo della Family di Reggae Revolution a testimonianza  nel 2013 mentre nel 2015 Sizzla si esibirà di nuovo ma questa volta senza gli Elders on stage.

 

 

 

 

 

fonte : Rastafari reject Sizzla as their ‘president’

Written by Meesha Robinson http://www.caribbeantoday.com

 

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