La posta in palio è di enorme importanza e non solo per i giamaicani me per il mondo intero in levare.
 
All'inizio di quest'anno, il ministro della Cultura Olivia Grange ha annunciato che dei tecnici dell'UNESCO stavano esaminando la possibilità di inserire la musica Reggae nelle liste del patrimonio culturale dell'UNESCO.
 
La Grange, in questi giorni è volata alle Mauritius dove si svolge la 13a sessione del comitato ICH.
Ci teniamo a sottolineare che è il primo ministro in assoluto giamaicano ad essere eletto nel comitato.
 
L'obiettivo è di garantire che la musica Reggae sia riconosciuta in tutto il mondo come produzione creativa del popolo giamaicano.
 
In pratica pochi ancora sanno , che entro sabato 1 dicembre, si saprà se la musica reggae sarà inclusa per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) e per l'eredità culturale dell'umanità (ICH).
 
“Sono pochi organismi internazionali che hanno la stessa autorità dell'UNESCO, quindi è la strada migliore da percorrere. Un venticinquenne di oggi che farà delle ricerche sulla storia della musica Reggae, deve trovare come risultato l'isola caraibica come culla di nascita. Vogliamo che siano chiari sul suo luogo di nascita: E' giamaicano e vogliamo che le generazioni future lo sappiano", ha dichiarato la ministra.
 
Mentre due o tre decenni fa non c'era alcuna confusione su dove provenisse il bit in levare, il panorama musicale di oggi rende sempre più difficile per le persone identificare il luogo di nascita del Reggae.
 
Ma il beneficio di questo risultato non avrà un impatto solo sugli annali / libroni / i libri di storia musicali , i benefici saranno per tutti , tra cui per il turismo a e la promozione sempre più capillare nel tempo e nella platea.
 
 
Ci lasciamo con l'impegno di risentirci dopo il 1 Dicembre
 
 
Fonte: Jamaica-Star.com

 

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