Dischi e Riddim

Dischi e Riddim (76)

Martedì, 22 Marzo 2016 13:02

‘Red’, il nuovo disco di Wicked Dub Division

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Wicked Dub Division e Michela Grena hanno appena pubblicato Red, secondo album autoprodotto dal quartetto friulano, che comprende 10 tracce inedite che si muovono tra roots e UK Stepper, con il desiderio di riportare in acustico sonorità quasi sempre digital, tipiche della sound system sound culture. Proseguendo il percorso iniziato con Dub Drops, questo album vuole essere un omaggio alla tradizione, soprattutto nella componente ritmica, con uno sguardo sempre rivolto al presente e al futuro.

La title track ‘Red’ il cui titolo è anche il concept chiave di tutto l'album, vede apparire come ospite Jules I dei concittadini Mellow Mood. Fondamentale anche  l'intervento di alcuni componenti della North East Ska*Jazz Orchestra, che con le loro incisive linee di fiati, hanno caratterizzato il sound di molti brani del disco. L’illustrazione della copertina e il progetto grafico sono opera di un altro conterraneo, l’artista Tommaso Vidus Rosin.

La cantante e autrice Michela Grena descrive questo lavoro come “un inno alla forza di questo colore che è nella terra, nei cuori, nel sangue ma anche nelle guerre e nelle devastazioni che purtroppo ancora rendono questo mondo fragile, prigioniero di prevaricazioni e violenza. Cuori lacerati ma soprattutto cuori pulsanti e danzanti inna dubwise style”.

Dopo un 2015 ricco di concerti in Italia e non solo, in cui hanno vinto anche il premio della critica al concorso “Voci per la libertà” di Amnesty International Italia con il brano New Slavery, Michela Grena è stata invitata al HeartBeat Festival di Guadalajara (Messico) come vocalist di Zion Train lo scorso febbraio. Attualmente i Wicked Dub Division stanno per iniziare il Red Tour 2016.

Il disco è disponibile in formato digitale su tutte le piattaforme mentre il CD sarà in vendita durante i concerti della band.

Venerdì, 18 Marzo 2016 12:59

LA NUOVA LADY SAW DOPO LA CONVERSIONE - VIDEO e SONG

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E' stata una delle prime notizie che abbiamo pubblicato dall'isola dove si era già diffusa ovunque. Lady Saw si è convertita dopo aver avuto una visione, durante il funerale di J Capri morta a soli 23 anni.

Quello che vi faremo vedere è uno dei primi single se non il primo, ed il primo concerto Gospel della nuova Lady Saw con la sua personale etichetta Marion Hall Music.

Un connubio realmente divino o una delle mosse per entrare nel business del Gospel molto più ricco di quello Dancehall. Insomma dal Diavolo all'Acqua Santa ecco a voi gli approfondimenti.

 

LADY SAW - JESUS IN THE END - MARION HALL MUSIC

 

 

Domenica, 13 Marzo 2016 10:47

MORGAN HERITAGE - NEW 2016

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La nuovo video  dei Morgan Heritage freschi della vittoria al Grammy Award come Best Reggae Album

La song che segue una delle prime nel nuovo anno.

 

 

Morgan Heritage - Wanna Be Loved feat Eric Rachmany of Rebelution

 

Domenica, 21 Febbraio 2016 14:58

PER IL 10° ANNIVERSARIO DI CULTURE, UN CD CELEBRATIVO

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Il segno che ha lasciato nella storia Joseph Hill è indiscutibile, profondo e radicato ma nelle nuove generazioni e apprezzato allo stesso modo ?

Per chi è cresciuto con Culture il gruppo di cui Joseph era il leader la sua musica ha decisamente un peso ed valore più profondo rispetto a chi segue il reggae da meno anni. Questo ragionamento non fa una piega, se invece si prova a far ricantare i grandi successi del passato da artisti di oggi, secondo Donovan Germain della Penthouse Records, può aiutare a colmare il gap culturale ed ha ri-vitalizzare la musica di Culture.

Il progetto di 15tracce uscirà quest'anno in concomitanza con il 10 ° anniversario della morte di Hill. Il cantante è morto a Berlino, a 57 anni.
Come i suoi due precedenti progetti, Germain ha messo insieme un quadro eterogeneo di artisti del passato e delle nuove generazioni. Così coinvivono Marcia Griffiths, Chronixx, I-Octane, Sherita Lewis, Nikki Burt, Jahmali, Richie Spice, Natel, Duane Stephenson, Exco Levi, Tony Rebel, George Nooks, Queen Ifrica e il figlio di Hill Kenyatta contribuiranno tutti all'album.

"Abbiamo scelto alcuni dei migliori lavori di Joseph Hill, i più significativi come Addis Ababa, Zion Gate, Innocent Blood, International Herb, Jah Jah See Them A Come and Two Sevens Clash. .Alcuni anni fa, abbiamo registrato una collaborazione di Hill e Buju Banton su Natty Never Get Weary. Per questo progetto, stiamo usando la traccia vocale di Hill per una sorpresa . "

Riteniamo anche noi una mossa intelligente del mercato discografico puntare su pietre miliari di artisti scomparsi per riportarli alla luce per farle riscoprire ad un pubblico diverso .

E' corretto da parte nostra segnalare a tutti i nostri lettori che questo trand ha sempre fatto parte dell'indole della musica in levare e che oggi è particolarmente visibile ed un trand di business conveniente per i produttori.

Se ciò aiutasse a rivitalizzare il roots per farlo apprezzare anche alle nuove generazione con un suono più appetibile, magari cantato dal loro beniamino, ben vengano questi progetti.

 

 

 

 

Venerdì, 07 Agosto 2015 09:59

JAH CURE- THE CURE

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Siccature Alcock, meglio noto come Jah Cure, salito alla ribalta per il brano con Sizzla “King in this jungle” e per il suo arresto nel 1998 dovuto a possesso di armi, rapina e stupro; dopo tanti ottimi album, a distanza di tre anni da “World Cry”, pubblica “The Cure”.

Tredici tracce tra ballate d’amore e poesia metropolitana, un  l’album che risente fortemente dell’influenza del pop e dell’R&B, come si capisce subito dalla prima traccia “No Friend of Mine”.

Tutte possibili hit le canzoni presenti in “The Cure” che ci consegnano Jah Cure in piena forma facendosi apprezzare per ogni sua sfaccettatura, dal sapore struggente di “Corruption”, “Life We Live” e “I Surrender” a quello che diventerà un classico del repertorio dell’artista giamaicano “Set Me Free” che brilla di luce propria.

“Made in California”, dal retrogusto rock steady, ha il sapore del mare e del sole e dopo l’ottima “Show Love” c’è spazio anche per una cover:  “All of Me” di John Legend.

Prodotto dallo stesso Jah Cure e da un team di producer illustri quali Christopher Sketch Carey, Clive Hunt, Limar Riff Raff Brown, Justin Jus Bus Nation e Trevor Baby G Washington James, “The Cure”  sforna un anthem dietro l’altra: “Still Remains”, “Other Half of Me”, “That Girl”,  “Rasta” e “Stay With Me” sono destinate a rimanere nella memoria collettiva.

Jah Cure torna in grande spolvero con questo nuovo album “The Cure” che lo riporta ai vecchi fasti e ad una nuova giovinezza, Mr. Alcock ha trovato la cura perfetta.

 

 

Giovedì, 16 Luglio 2015 15:40

VIBRONICS - THE RETURNS OF VIBRONICS

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Il titolo del nuovo lavoro dei Vibronics parla chiaro, “The Return of Vibronics” segna il ritorno sulle scene di Steve Vibronics e soci che pubblicano questo nuovo album per l’etichetta inglese “Scoops”.

Il collettivo di Leicester produce undici nuove tracce, alcune delle quali con featuring importanti a colorare il dub della formazione inglese.

Partiamo subito con la prima traccia, la conscious”Don’t Follow Babylon” con alla voce Soom T che si mette in luce per la misticità delle canzoni che ha sempre contraddistinto le produzione made Vinbronics.

La prima parte del disco è composta da tracce con ospiti, come la piacevole “Searching for Jah”, arricchita dalla presenza di Michael Prophet, che dà ancora più lustro ad una traccia di per sè già bella, o la successiva “Dub You Ready” con un altro storico artista della scena reggae inglese: Macka B.

Danman contribuisce con la sua voce in “Tribulation Dub”, mentre la ritmica più movimentata di “Babylon is dubbing” è arricchita dalla voce inconfondibile di Manu Messenger .

A chiudere il cerchio delle tracce con i featuring ci pensa “Jah Jah Dub” feat  I-Mitri.

Le restanti cinque tracce sono strumentali, dal caratteristico suono dub che ha contraddistinto negli anni i Vibronics rendendoli famosi in tutto il mondo; i bassi profondi caratterizzano “North & South”, “Divine Intervention” prosegue sulla stessa scia senza deludere, meno incisiva “Dub Observer”  ma allo stesso tempo con carattere.

E come finale “Humble One” e “Strengh & Power” che completano, così, il ritorno dei Vibronics.

“The Return of Vibronics”, a tre anni dal precedente “The French Connection” ci rimanda I Vibronics in forma smagliante, un album che mette in luce tutta la potenza, la spiritualità e i testi impegnati di una formazione che non è seconda a nessuno.

Bentornati Vibronics!!

 

 VIBRONICS - THE RETURNS OF VIBRONICS

 

 

Dopo Chronixx  è la volta di un altro nuovo interprete della musica conscious reggae insieme alla storica band  di Jacob Miller.  Gli Inner Circle  ancora una volta hanno puntato  su di un artista emergente rasta  che sia in linea con i valori ed il groove della band espressi in tutti questi decenni di attività.

Il brano che presto sarà un video è ancora una volta un Hit. Non ancora uscito vi mostriamo il backstage oltre chiaramente a farvi ascoltare il nuovo brano di ottima fattura

 

Inner Circle Ft. Kabaka Pyramid - We The People Ha Fi Talk

 https://www.youtube.com/watch?v=O3R94RmXkVc

 

 

 

Video Backstage : Inner Circle & Kabaka Pyramid "WE THE PEOPLE" at Circle Village

Mercoledì, 01 Luglio 2015 10:32

PABLO RASTER - ART OF DUB

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“Art of Dub” è il primo disco solista da produttore di Pablo Raster, artista umbro già frontman dei RasteR con all’attivo diversi album e tanti live, ora in veste di dubmaster in questo nuovo disco pubblicato da Elastica Records e masterizzato da Simone Squillario.

Undici tracce di un dub più vicino alla matrice elettronica che al rootz, l’album si caratterizza per le diverse collaborazioni come Dan I (Imperial Sound Army)  presente nella prima traccia “Word, Sound and Power”, che strizza l’occhio alle produzioni inglesi (vedi Zion Train).

Altra collaborazione illustre quella con Barry Isaacs che presta la sua voce in “Rejoice”, mentre al campano MrDill Lion Warriah tocca colorare “Love your Life” col suo classico stile rub-a-dub, in una traccia dove il basso pulsa, come nella successiva title track arricchita dalla presenza di Sandro Paradisi.

C’è ne quasi per ogni traccia, Pablo ricama ritmiche incalzanti e calde, mentre si alternano i vari featuring al microfono, vedi ad esempio “An lè Bolè” con Natty Sly oppure “Manipulation” con la fascinosa voce di Valentina Benaglia.

Dopo la dub version di “Manipulation” tocca a tre tracce strumentali, “Barumba”, “Open up your Mind” (che guarda verso oriente) ed “Enemies” , per poi chiudere in bellezza con il violino del polacco Violinbwoy in “Battle of Megiddo”.

Oltre al puro dub delle produzioni di Pablo, l’album viene valorizzato dalla
copertina del disco disegnata da Michael Thompson, artista giamaicano di fama internazionale.

“Art of Dub”, il nome del disco dice già tutto.

 

 

Domenica, 14 Giugno 2015 12:54

JULIAN MARLEY DOPO 6 ANNI IL NUOVO ALBUM

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Un'interessante anticipazione riguarda Julian Marley che sta lavorando al suo quarto album in uscita il prossimo anno. Secondo il 40enne cantante, mostrerà la sua maturità artistica.

"Tanta creatività ne è pieno l'album. La creatività è qualcosa che scorre ogni giorno e la vita di ogni giorno è un'esperienza. Ho maturato e progredito molto dal mio ultimo album,", ha detto Julian.

Marley ha lavorato principalmente sul progetto con i produttori al Ghetto Youths Iinternazional. E' co-proprietario dell'etichetta insieme ai suoi fratelli Stephen e Damian, che ha prodotto il suo nuovo singolo “Lemme Go”.

La canzone fa parte del Corner riddim e parla delle recenti mosse per depenalizzare ganja in Giamaica.
"E 'bello vedere l'erba libera in Giamaica un' in tutto il mondo. Reggae un 'l'erba hanno goduto di un buon mix nel corso degli anni. La gente viene in Giamaica per il la musica e l'erba ", ha motivato.


Julian svela che ci saranno un paio di collaborazioni dell'album che non ha ancora un titolo, ma la cosa principale che sarà suonato dal vivo.
Il quinto dei figli di Bob Marley, Julian è nato nel Regno Unito. Ha imparato a suonare diversi strumenti in gioventù, compreso le tastiere, batteria, basso e chitarra.

Ha pubblicato il suo album di debutto, Lion in the Morning, nel 1996. Il suo secondo album, A Time and Place, è uscito nel 2003.
Il suo precedente album, Awake (uscito nel 2009), è stato nominato per un Grammy Award nella categoria Best Reggae Album

 

Julian Marley - Lemme Go

Lunedì, 08 Giugno 2015 12:11

RANDY VALENTINE - STILL PUSHING

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Pubblicato il primo maggio in tutto il mondo, il nuovo EP di Randy Valentine, “Still Pushing”, è stato prodotto da Hemp Higher & Ariwa Music ed è composto da otto tracce che mettono in luce il nuovo talento giamaicano.

“Still Pushing” si apre col canto a cappella della title track che parla delle lotte e della frustrazione di chi è meno fortunato, mentre il singolo “Wake the Town”, dal quale è stato estratto il primo video ufficiale, si caratterizza per la melodia e la brillantezza sonora.

"Mama Said" prosegue nella direzione del dubwise, le tracce di questo Ep sono, infatti, influenzate da generi diversi: dal reggae roots al rock-steady passando per il dub tutto arricchito dalla voce di Randy.

E ancora si prosegue con “Black Cinderella” che guarda al passato legando il reggae delle radici alla nuova scuola per poi passare a “The Question”, calda e solare, ma nella quale Randy si chiede dove sia l’amore.

Pubblicato il primo maggio in tutto il mondo, il nuovo EP di Randy Valentine, “Still Pushing”, è stato prodotto da Hemp Higher & Ariwa Music ed è composto da otto tracce che mettono in luce il nuovo talento giamaicano.

“Still Pushing” si apre col canto a cappella della title track che parla delle lotte e della frustrazione di chi è meno fortunato, mentre il singolo “Wake the Town”, dal quale è stato estratto il primo video ufficiale, si caratterizza per la melodia e la brillantezza sonora.

"Mama Said" prosegue nella direzione del dubwise, le tracce di questo Ep sono, infatti, influenzate da generi diversi: dal reggae roots al rock-steady passando per il dub tutto arricchito dalla voce di Randy.

E ancora si prosegue con “Black Cinderella” che guarda al passato legando il reggae delle radici alla nuova scuola per poi passare a “The Question”, calda e solare, ma nella quale Randy si chiede dove sia l’amore.

In “Still Pushing” Randy parla anche dell’amore per l’uomo e della ricerca del bene senza concentrarsi sul male, messaggi semplici, ma da molti trascurati che rendono tracce come “Consequences” e “Roots & Culture” un buon motivo per avvicinarsi a questo nuovo artista che chiude l’EP con una versione dub di “The Question”.

Prodotto egregiamente, “Still Pushing” ha tutti i numeri per far diventare Randy Valentine grande, perché le qualità dell’artista non si discutono, anzi si può solo che migliorare, rendendo ancora più cristallina e limpida la capacità comunicativa di Randy il quale seppur affronta temi semplici, lo fa con un grande cuore.

Randy Valentine, una strada lunga davanti a sé.

In “Still Pushing” Randy parla anche dell’amore per l’uomo e della ricerca del bene senza concentrarsi sul male, messaggi semplici, ma da molti trascurati che rendono tracce come “Consequences” e “Roots & Culture” un buon motivo per avvicinarsi a questo nuovo artista che chiude l’EP con una versione dub di “The Question”.

Prodotto egregiamente, “Still Pushing” ha tutti i numeri per far diventare Randy Valentine grande, perché le qualità dell’artista non si discutono, anzi si può solo che migliorare, rendendo ancora più cristallina e limpida la capacità comunicativa di Randy il quale seppur affronta temi semplici, lo fa con un grande cuore.

Randy Valentine, una strada lunga davanti a sé.

 

 

 

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