KayaLand

KayaLand (9)

COMUNICATO STAMPA QUESTA FIERA NON S'ADDA FARE!!!

E proprio così, il CANNABIO FEST, la PRIMA FIERA POPOLARE di Napoli, dedicata alla Canapa, sostenuta dall'Assessorato alla Cultura e patrocinata dal Comune di Napoli, non si farà.

Per rispondere a chi in qualche commento ci ha definiti “illiberali e scorretti”, la nostra sarebbe stata la PRIMA, perché non ci risulta ce ne siano state altre in piazza a Napoli (magari ci sbagliamo!), per rispondere invece a chi ha frainteso il termine FIERA facendone una questione personale, controbattiamo che la nostra sarebbe stata una FIERA POPOLARE perché aperta e accessibile a tutti, madri, padri, bambini, adolescenti, uomini, donne e anziani, si sarebbe tenuta nella centralissima piazza Dante con momenti di animazione per i più piccoli e concerti per i più grandi, insomma tre giorni di festa e un'occasione per parlare di un argomento importante, per sostenere una causa serissima che riguarda proprio TUTTI, per questo si era deciso per una FIERA DI PIAZZA e non di SETTORE, quest'ultima normalmente ospitata in circuiti fieristici come la MOSTRA D'OLTREMARE.

L'associazione culturale ARS MANIA, ideatrice, organizzatrice e promotrice dell'evento, comunica a malincuore la triste decisione.

I PERCHÉ?

Sono tanti ma tutti riconducibili ad un'unica ragione “NON ABBIAMO UNA STORIA ALLE SPALLE, NON SIAMO DEL SETTORE” che significa?

NON L'ABBIAMO MICA CAPITO, ma è così! Cè qualcuno che ritiene che per organizzare un evento del genere, per parlare di certi argomenti, per dare il proprio contributo volto a risolvere quei pregiudizi dettati dalla disinformazione, per far conoscere a tutti ma proprio tutti che esiste un mondo fatto di gente che da anni lavora con questa pianta miracolosa, sia requisito indispensabile l'appartenenza ad un certo giro di persone, sempre le stesse a quanto pare, che ha e vuole mantenere il monopolio sul discorso fiere sulla Canapa!

CHI LO DICE?

Proprio alcune voci provenienti da questo settore, proprio quelli che avrebbero dovuto sostenerci, e che invece con fare arrogante e impertinente hanno screditato il nostro lavoro di mesi, agli occhi delle già non tantissime aziende del settore che piano piano si sono tirate indietro! Ma perché, non è forse di TUTTI il diritto di supportare, sostenere, appoggiare cause, argomenti di un certo tipo, in qualsiasi modo e sempre nel rispetto del vivere civile?

Ma perché non è diritto di tutti approfondire, studiare, conoscere le tante proprietà di una pianta millenaria come la Canapa che da sempre è nella NOSTRA cultura, e ribadisco NOSTRA?

ARS MANIA è un'associazione culturale NO PROFIT che organizza eventi di interesse culturale, artistico e sociale.

In quanto tale e in quanto composta da persone ognuno con una propria storia alle spalle, ha ritenuto e ritiene importantissimo battere il ferro finché è caldo su una tematica delicata e serissima come l'uso e il consumo della Canapa, e ha deciso di farlo nel modo migliore e con i mezzi e le competenze ad essa più familiari, ORGANIZZANDO UN EVENTO.

Purtroppo però le spese da affrontare per un'impresa del genere sono tante soprattutto per una realtà come il NO PROFIT. Ma di Canapa per noi di Ars Mania si parlerà ancora, organizzeremo convegni, eventi, degustazioni insomma ci inventeremo nuove formule a noi più consone per perseguire il nostro obbiettivo sempre convinti che LA CONOSCENZA E LA CULTURA SIA AFFARE DI TUTTI!

Chiudiamo questo comunicato ringraziando in primis il Comune di Napoli, l'Assessorato alla Cultura, la Polizia Amministrativa, i Vigili del fuoco insomma tutti gli uffici competenti che da subito hanno creduto nel progetto, e appoggiandolo come probabilmente non era mai stato fatto finora, ancora ringraziamo DOLCE VITA MAGAZINE, IL VAPORETTO, REGGAE REVOLUTION e altre riviste di settore che ci hanno sostenuto considerando questo evento “diverso” dagli altri, e ovviamente tutte le aziende che tra mille difficoltà sarebbero state presenti in piazza per far sentire la propria voce, per far conoscere il proprio lavoro.

GRAZIE E ARRIVEDERCI AL PROSSIMO EVENTO

Reggae Revolution sosterrà i prossimi eventi perchè curarsi  è un diritto di tutti coloro che possono trarre beneficio da una pianta medica e medicamentosa.

Napoli fa la differenza da sempre per il suo livello culturale. Città  aperta, tollerante a tutte razze e culture, è in grado di comprendere che una pianta da sempre demonizzata, recentemente ri-scoperta che possa avere degli effetti benefici e curativi importanti.
Ci sono mille e più usi come il contenimento della pressione oculare, aiuta a rilassare i muscoli e tanti altri benefici anche nel post cure dei tumori.

Non solo ma anche è l'unica pianta che bonifica il terreni e nelle terre dei fuochi si potrebbe utilizzare per rigenerare a costo zero.

La citta partenopea comprende e difende il diritto a curarsi di malati che possono utilizzare  un elemento naturale più efficace di quello creato e sintetizzando nei laboratori.

Napoli,  ha  capito che se negli altri stati si sta depenalizzando a raffica, ci sarà una ragione ?
Solo da qualche giorno in Olanda si può finalmente coltivare in casa, nonostante i coffe shop prima non era consentito.

Napoli è pronta ad un cambiamento epocale, quello di togliere dalle mani dei criminali un traffico illegale assurdo che sta creando effetti incredibili con le baby gang che si uccidono ed uccidono per il controllo delle piazze di spaccio.

Napoli e la sua cultura riescono a fare un analisi lucida e semplic
Questa pianta ha più effetti benefici che controindicazioni ed allora dopo CanapaInMostra arriva in CannaBio Fest supportata dal Comune di Napoli.
Questa volta non nel Mostra d'Oltre Mare ma in piazza, una delle più importanti, arriva la festa della uso consapevole della cannabis

CannaBio Fest, dal 29 aprile al primo maggio. Una manifestazione importante, non solo perché ricca di ospiti e contenuti, ma per la forza politica e comunicativa con la quale nasce. La CannaBio Fest di Napoli si terrà infatti in piazza Dante, quindi all’aperto e nel cuore del centro storico, inoltre nasce con il patrocinio ufficiale del Comune di Napoli.”

More Info:
https://www.facebook.com/cannabiofest

 

Damian Marley in persona, inaugurerà la nuova linea di ganja e derivati, si chiamerà Stony Hill , verrà lanciata in questi giorni. L'apertura ufficiale è prefissata per 22 settembre con un evento di presentazione. E' Una partnership tra il figlio di Bob e la Tru Cannabis e che rispetta la tradizione naturale ed organica rasta.

 Non è affatto un semplice negozio ma l'apertura riguarda un dispensario in cui verrà presentata il nuovo marchio. Sarà caratterizzato da una linea completa di prodotti al dettaglio a base di cannabis, tra commestibili, estratti e una grande varietà di semi.

Il nome "Stony Hill è un posto in Giamaica dove sono cresciuto quindi ha un significato speciale" ha raccontato il 38enne figlio di Bob Marley.

Stony Hill ,è anche il nome del suo quarto album che uscirà il prossimo anno.

Prima di lasciarvi ci siamo posti questa domanda

Cosa vuol dire dispensario?

Istituzione di pubblica assistenza, dipendente da enti vari (consorzi,ecc.), per la cura gratuita o semigratuita di malattie a carattere sociale. Hanno funzione non solo assistenziale, curativa e profilattica, ma anche informativa.

 

 

Link

http://www.denverfieldhouse.com/

 

La linea inaugurale di accessori targati Marley Natural per la cannabis e fatti in cannabis sono disponibili all'acquisto da qualche settimana. La pianta è utile anche per la pelle così una linea di Body Care alla ganja.

Il marchio ed i diritti sono quelli ufficiali grazie all'accordo e la licenza con la famiglia di Bob Marley , la società Privateer Holdings può lanciare una linea dedicata tutta Marley e soprattutto naturale.

Destinata non ad una nicchia, ma una crescente tendenza verso oggetti tecnologici ma efficaci e dal design accattivante. Altrimenti probabilmente si ritornerebbe alla pipa.

Si parla molto di "rituale del fumo ", come Merten, presidente della Privateer Holdings dice, “ la tradizione ed il rispetto che aveva Bob Marley su questo tema si ispira integralmente la nuova linea di accessori naturali “

Se non ci credete guardate con i vostri occhi

https://www.marleynatural.com/

 

 

 

 

Martedì, 05 Gennaio 2016 02:43

REBEL SALUTE - NUOVA YARD DEDICATA ALL'ERBA MEDICA

Scritto da

I più attenti avranno visto la nuova rubrica Kaya Land che tende a promuovere gli usi medici e religiosi della marijuana. Quest'articolo che scriviamo dalla Giamaica arricchisce con notizie di prima mano raccolte qui sull'isola.

Il Rebel Salute da sempre pro-ganja essendo un festival Rasta ha voluto proseguire il lungo cammino di lotta e di informazione. Oggi con l'approvazione della legge sulla depenalizzazione che permette di chiedere al governo uno speciale permesso.

Fin'ora è stato concesso una sola volta alla Cannabis Cup in Negril ( vedi reportage nella gallery) .

Questo permette di mostrare gli usi farmaceutici, esporre derivati e tessuti ad usi industriali.

Essendo una novità nessuno può ancora sapere se ci saranno oltre l'esposizione in una zona dedicata con dibattiti anche qualcos'altro che cercheremo di documentare.

Con questo splendido promo del Rebel Salute che oltre ad essere il festival che preserva la musica reggae riesce ad essere coerente con la sua storia ha creato la Ganja Yard.

Ci risentiremo con un articolo dedicato, grazie alla nostra lunga amicizia con il miglior festival in Jamaica documenteremo con foto e recensione.

Vi lasciamo il nostro hashtag aggiornato con news tutti i giorni dalla Giamaica dove potrete curiosare

#NewsGiamaicaRR

Domenica, 20 Dicembre 2015 11:28

MEDITATE GENTE MEDITATE!!

Scritto da

Vi propropniamo un'interessante riflessione di Antonio Nicosia del Team Ascia, pubblicata sul sito Legalizziamolacanapa.org .Sito attraverso il quale Ascia insieme ad altre associazioni, siti web, gruppi di interesse, Comunità web, promuove la ‘Coalizione per la legalizzazione della Canapa’ www-legalizziamolacanapa.org, che ne rappresenta anche il manifesto ideologico, che oggi conta decine di siti e movimenti con un totale di centinaia di migliaia di utenze complessive e si compiace del sostegno di molti siti autorevoli nel campo dell’informazione.

In Italia, quando si parla di legalizzazione, si finisce sempre col sentir esclamare: “non accadrà mai!”

Chiedendo il perché di tale certezza, le motivazioni sono sempre quelle: c’è il fattore culturale (leggi Vaticano), porta consistenti finanziamenti alle attività della mafia (attuale forza di maggioranza in Italia) e va contro gli interessi economici delle case farmaceutiche e di varie industrie petrolifere ed editoriali.

In realtà, e volendo esser seri, ci sono ancora molti ostacoli da superare per arrivare alla legalizzazione della cannabis, ma i motivi sono ben diversi da quelli che immaginiamo.

Sappiamo ormai tutti che la cannabis è tra le sostanze meno tossiche al mondo, e che fare uso responsabile di cannabis è possibile e non è pericoloso, esattamente come col vino e gli alcolici in generale. Inoltre è ormai dimostrato il potere terapeutico della cannabis nella cura di svariate patologie. Dunque possiamo imputare il primo vero motivo all’ignoranza di tutti quei parlamentari convinti che legalizzare la cannabis sia una follia.

Eppure si legge ovunque di cannabis, ed avendo la dimostrazione scientifica dei benefici (economici e sociali) ottenuti in quei Paesi che hanno legalizzato, sorge spontaneo il dubbio che qualcuno faccia l’ignorante al solo scopo di favorire o chi ricava immensi vantaggi dal commercio illegale di sostanze stupefacenti, o chi guadagna dai Ser.T. a cui vengono affidati i consumatori di cannabis.

Altro reale motivo è l’incapacità del popolo di capire che, se una legge è ingiusta, non deve essere applicata, e nessuno si deve impegnare a farla rispettare.

Conosco moltissime persone che lavorano nelle forze dell’ordine che sono contrari al proibizionismo e non vedono l’ora che la cannabis diventi legale. Ma perché continuano comunque a portare a termine operazioni antidroga che vedono coinvolti onesti cittadini colpevoli solo di apprezzare una pianta? Non rappresenta pericolo chi coltiva qualche pianta di cannabis e/o la consuma. Perché allora continuare ad ubbidire all’ordine di “attaccare”? Che beneficio ha la nostra società dalle continue segnalazioni per possesso di cannabis e derivati, o denunce per coltivazione illecita? I tribunali si intasano, e le famiglie si indebitano. La vita di persone normali rovinata perché hanno un abitudine diversa da quelle già comunemente accettate. Bere birra o vino SI, passarsi una canna NO.

Ultimo motivo, forse però il più sconfortante, è l’incapacità popolare di pretendere la propria libertà di scelta.

In Italia si stimano circa 4 milioni di consumatori di cannabis. 4 milioni di elettori, di lavoratori, di gente che se domani decidesse di interrare anche solo due semi a testa, riempirebbe l’Italia di canapa.

Eppure questi 4 milioni, bravissimi a produrre o procurarsi una sostanza illegale, e a nascondersi per utilizzarla, non sono capaci di gettare qualche semino trovato in erboristeria o nel negozio bio (semi di canapa integrali per alimentazione umana e/o animale… la pianta è morfologicamente la stessa).

In realtà le cose vanno anche peggio di così: le raccolte firme, anche se solo on-line (non occorre staccarsi dalla sedia), vedono scarsissime adesioni.

Le fiera della canapa, le marce ed i cortei antiproibizionisti, le iniziative popolari e/o politiche hanno sempre un adesione scarsissima rispetto a quello che dovrebbe essere. Com’è possibile non essersi ormai stancati di questa schiavitù e accettare, lamentandosi appena, la negazione di diritti fondamentali?

Noi abbiamo smesso, ma siamo ancora troppo pochi. Che siate “perseguitati o persecutori”, riconoscere la verità e metterci la faccia è indispensabile per potersi definire individui pensanti.

Giuseppe Nicosia – ASCIA

http://www.legalizziamolacanapa.org

http://www.ascia-web.org

La versione definitiva della legge sulla canapa industriale è stata approvata alla Camera dei deputati. Sicuramente un buon risultato per tutto il settore con norme più chiare sui controlli, la previsione di finanziamenti per rilanciare la filiera e l’aumento del THC allo 0,6%. Dalla versione precedente del testo è stato però eliminato un articolo che ha fatto storcere il naso a non pochi agricoltori. Dall’articolo 2 infatti, quello sulla liceità della coltivazione, è stato eliminato il comma numero 2 che prevedeva “la produzione di infiorescenze fresche ed essiccate per scopo floreale ed erboristico”.

Ne avevamo parlato con il coltivatore Valerio Zucchini, che ci aveva raccontato che: ”Il punto critico è l’articolo sulla liceità di coltivazione dal quale è stata tolta la produzione di foglie e fiori allo stato verde e secco. Se io prima potevo coltivarla per vendere foglie e fiori all’estero o alle case farmaceutiche in grado di estrarre i principi attivi, oggi direi che non lo posso più fare. In erboristeria, attualmente, nell’elenco delle erbe ammesse per trattarne foglie e fiori, la cannabis sativa è compresa solo per i semi.

Quindi, quando la legge sarà approvata, io non avrò spazi per poterlo fare: lo trovo incredibile. Secondo me è una pressione delle case farmaceutiche, una spinta lobbistica per riuscire a gestire tutti i principi attivi della canapa. Se è ammissibile che i principi attivi vengano trattati dai laboratori, non si vede perché io non possa vendere i fiori e le foglie di una canapa perfettamente legale a qualcuno che le tratti, che sia un laboratorio o un’altra struttura e che li trasformerà nei termini di legge. Capisco le limitazioni sul THC, essendo un cannabinoide psicotropo segue un’altra normativa. Ma il CBD, non essendo psicotropo, io in teoria lo potrei produrre. Ma se non possiamo più utilizzare foglie e fiori, non si potrà più farlo”. Per un piccolo coltivatore di canapa infatti, vendere le foglie ed i fiori, dopo aver ad esempio raccolto il seme, può rappresentare un introito in più e Zucchini non è stato l’unico a pensarla in questo modo.

Noi ne avevamo chiesto conto all’onorevole Loredana Lupo del M5S, prima firmataria del progetto di legge, che aveva ammesso il problema spiegando che: “A questo proposito abbiamo prodotto un ordine del giorno per tentare di far capire al governo l’importanza delle infiorescenze. Abbiamo lottato fino all’ultimo da questo punto di vista ma ci sono stati diversi problemi. Come quello in generale del campo erboristico (in erboristica, relativamente alla cannabis è possibile solo il trattamento dei semi, ndr) che andrebbe normato nuovamente. Noi stiamo tentando di fare una risoluzione per aggiustare una normativa internazionale e nazionale, ci stiamo provando e al momento ci spiace perché avremmo voluto aprire anche al campo erboristico”.

A questo proposito alcuni esponenti del settore hanno inviato una lettera aperta ai 4 parlamentari autori delle diverse proposte di legge sulla canapa che sono poi state unificate nel testo approvato. Tra i primi firmatari Gianpaolo Grassi, primo ricercatore del CRA-CIN di Rovigo, Beppe Croce, responsabile agricoltura Legambiente e direttore Chimica Verde bionet, Alessandro Bozzini, presidente AGRFOR (Agronomi e Forestali senza Frontiere) e Giovanni Appendino, Professore Ordinario di Chimica Organica, Dipartimento di Scienze del Farmaco, Università del Piemonte Orientale.

Qui sotto  il testo della lettera inviata di recente ai parlamentari oltre che ai presidenti delle commissioni Agricoltura, Affari Sociali e Ambiente.
“Onorevoli deputati,
ci rivolgiamo a voi in quanto promotori del ddl “Norme per il sostegno e la promozione della coltivazione e della filiera agroalimentare della canapa”. Dichiariamo apprezzamento per il lavoro da voi fin qui compiuto per questa legge che potrebbe finalmente reintrodurre a pieno titolo la canapa negli ordinamenti colturali e nelle filiere agroindustriali italiane. Segnaliamo tuttavia una menomazione del provvedimento, avvenuta con gli emendamenti accolti l’8 ottobre scorso. E’ stata infatti depennata dall’elenco di prodotti che si possono ottenere dalla coltivazione della canapa (art.2, comma 2) la produzione di infiorescenze, fresche ed essiccate per scopo floreale o erboristico”.

Tale cancellazione ci risulta incongrua non solo con lo spirito della legge, ma con la normativa di altri Paesi europei e con quella relativa ad altre colture e rischia di restringere la sostenibilità ambientale ed economica della coltura. Le infiorescenze della canapa coprono infatti quasi un terzo dell’intero stelo della pianta e anche nelle varietà conformi alla legislazione europea, con THC inferiore allo 0,2%, concentrano oltre al seme, le molecole a più alto valore aggiunto della pianta: flavonoidi, terpenoidi, acidi grassi, altri cannabinoidi, ecc. Riservare esclusivamente alle aziende farmaceutiche questo patrimonio di molecole che possono trovare applicazioni in svariati campi, dalla cosmesi all’alimentazione, ci sembra del tutto contrario a una logica di uso efficiente delle risorse.

Se la preoccupazione del legislatore è legata al fatto che alcune di queste sostanze possono trovare importanti impieghi anche in campo farmacologico, ci sembra sufficiente esplicitare i limiti di concentrazione per la libera coltivazione anziché depennare tout court il loro uso. Del resto non ci risulta che analoghe restrizioni siano state adottate per le parti di altre specie contenenti principi attivi di forte interesse farmacologico, quali ad es. la buccia degli acini di vite da cui si può estrarre il resveratrolo o la radice e il rizoma della curcuma da cui si estrae la curcumina o il peperoncino da cui si estrae la capsaicina.

Vi raccomandiamo pertanto di rivedere questo aspetto prima che si concluda definitivamente l’iter di approvazione della legge, onde disporre finalmente di un testo di legge chiaro ed evitare che ancora una volta i coltivatori italiani di canapa risultino penalizzati rispetto ai loro colleghi di altri Paesi dell’Unione Europea”.

 di Mario Catania

www.canapaindustriale.it

Sabato, 21 Novembre 2015 09:26

NUOVA LEGGE SULLA CANAPA INDUSTRIALE: TUTTI I DETTAGLI

Scritto da

La Commissione Agricoltura riunita in sede legislativa ha approvato la nuova proposta di legge per disciplinare il settore della canapa industriale in Italia, ora il testo dovrà affrontare l’esame del Senato prima di diventare ufficialmente legge. Il testo approvato è un’unificazione di quattro precedenti proposte, che erano state presentate da Loredana Lupo (Movimento 5 Stelle), Adriano Zaccagnini (Sel), Nicodemo Oliverio (Pd) e Dorina Bianchi (Area Popolare).

Queste le principali novità introdotte dal testo:

  • Settori di impiego della canapa: La nuova legge si propone di sostenere e incentivare la coltura della canapa finalizzata a: coltivazione e trasformazione; incentivazione dell’impiego e del consumo di semilavorati di canapa provenienti da filiere prioritariamente locali; sostegno allo sviluppo di filiere territoriali volte a perseguire integrazione locale e sostenibilità economica e ambientale; produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie; realizzazione di opere di bioingegneria e bonifica dei terreni; realizzazione di attività didattiche e di ricerca.

 

  • Liceità della coltivazione: La coltivazione di canapa è consentita senza necessità di autorizzazione allo scopo di ottenere: produzione di alimenti e cosmetici; semilavorati (come fibra, oli e carburanti) da destinare alle industrie e le attività artigiane dei vari settori (incluso quello energetico ma solo per l’autoproduzione aziendale); produzione di materiale organico per la bioingegneria e la bioedilizia; coltivazioni destinate alla fitodepurazione dei terreni inquinati; coltivazioni dedicate a scopi didattici e dimostrativi; coltivazioni destinate al florovivaismo.

 

  • Nuovi limiti di Thc: La nuova norma approvata innalza i limiti di Thc ammessi nelle coltivazioni a 0,6% rispetto all’attuale 0,2%. Questo innalzamento serve ad evitare di mettere fuori legge i coltivatori ed evitare che incorrano in sequestri senza che abbiano commesso alcun reato, visto che non è raro che anche varietà di canapa a scopo tessile possano sviluppare concentrazioni di Thc sopra allo 0,2% a seconda delle condizioni climatiche e di coltivazione. Il corpo forestale dello Stato è autorizzato a effettuare i controlli sulle coltivazioni, che andranno valutate analizzando la media risultante tra i vari campioni e non le singole piante. Rimangono coltivabili solo i semi di canapa certificata a scopo tessile dalle autorità europee

 

  • Incentivi per la filiera: Il Ministero delle politiche agricole e forestali destina annualmente un quota massima di 700 mila euro per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione, una ulteriore quota può essere destinata a progetti di ricerca e sviluppo. Il governo si impegna inoltre a costituire un tavolo con i soggetti del settore per risolvere le problematiche e avviare progetti di ricerca e sviluppo ed a coinvolgere le Regioni per la destinazione degli incentivi. Il governo si impegna inoltre a valutare opportune iniziative in sede europea per chiedere che anche la coltivazione della canapa possa beneficiare della “componente di inverdimento”, cioè ad essere riconosciuta tra le pratiche agricole che giovano al clima e all’ambiente e che ottengono a questo scopo incentivi comunitari.

 

 

FONTE:www.dolcevitaonline.it

Domenica, 15 Novembre 2015 10:22

A BOLZANO STA APRENDO UN CANNABIS SOCIAL CLUB

Scritto da

A Bolzano, senza fare troppo rumore, è nato un Cannabis Social Club. Il suo fondatore Peter Gruenfelder coadiuvato da Stefano Balbo (vice presidente dell’Associazione per la cannabis terapeutica, ATC) è già riuscito a convincere l’assessore alla Sanità della provincia autonoma di Bolzano, Martha Stocker, a chiedere ufficialmente al governo italiano il permesso per coltivare e distribuire cannabis, mentre si allestiscono numerosi incontri per informare medici e pazienti.

FORMARE MEDICI E PAZIENTI. “Abbiamo già trovato dieci medici disponibili a prescrivere la cannabis e altri se ne aggiungeranno”, dichiara Peter Gruenfelder, “occorre fare un lavoro di sensibilizzazione, perché spesso non sono minimamente a conoscenza dell’utilità dei farmaci cannabinoidi, ormai riconosciuta a livello scientifico, nella terapia di un grande numero di malattie”. Parallelamente l’obiettivo del Cannabis Social Club è anche quello di raggiungere il numero più ampio possibile di malati – non solo di patologie gravi, come il cancro o la sclerosi multipla – per spiegare loro come in base alla normativa vigente sia possibile ottenere la prescrizione dal medico.

COME LA MORFINA QUARANT’ANNI FA. “La situazione in cui si trova la cannabis come medicinale somiglia un po’ a quella della morfina una quarantina di anni fa – spiega Stefano Balbo – allora era molto complicato farsela prescrivere, e molti medici erano scettici e spaventati dal farlo, oggi invece viene prescritta con ricetta rossa, senza difficoltà, a breve lo stesso dovrà verificarsi anche per la cannabis”. E possibilmente, nelle speranze del direttivo del CSC di Bolzano, questo non dovrà verificarsi solo per le patologie più gravi, ma anche per dolori muscolari, alla schiena, disturbi del sonno, alimentari, come già avviene in molti stati degli Usa.

MOSTRARE LA NECESSITÀ DI AUMENTARE LA PRODUZIONE NAZIONALE. L’obiettivo del Social Club bolzanino (presente su Facebook a questo indirizzo) è anche quello di fungere da esempio per il resto d’Italia. “È fondamentale che anche nelle altre regioni si creino associazioni per sensibilizzare medici e malati sulle virtù della cannabis terapeutica – prosegue Stefano Balbo – di modo da raggiungere un numero di prescrizioni adeguato”. L’obiettivo finale, secondo Peter Gruenfelder deve essere quello di “creare una massa critica di pazienti in grado di porre in evidenza come le strategie del governo in tema di cannabis terapeutica siano al momento insufficienti, in quanto la produzione attivata allo Stabilimento Militare di Firenze non potrà mai bastare per tutti i pazienti italiani”.

AUMENTARE LE PRESCRIZIONI IN OGNI REGIONE. Il Cannabis Social Club di Bolzano ha già attivato una sede e presto inizierà le pratiche di tesseramento. L’obiettivo è quello di riuscire a raggiungere e superare le mille prescrizioni di cannabis entro il 2016. Un obiettivo che, se perseguito anche in altre regioni, potrebbe servire per mettere pressione alle autorità del governo e del ministero della Salute spingendole ad attivare reali possibilità di accesso alla cannabis per una molteplice varietà di disturbi fisici, e contribuire così a quel processo di “normalizzazione” della cannabis che porterà benefici a tutti, malati e non. Per ora la prima vittoria politica è quella di aver convinto il governo locale a richiedere ufficialmente di poter coltivare la cannabis, se altre amministrazioni locali, spinte dai propri cittadini, si aggiungeranno, anche a Roma non potranno più far finta che la piccola produzione di Firenze sia una risposta sufficiente.

 

 

FONTE:www.dolcevitaonline.it