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Interviste (18)

Sabato, 25 Aprile 2015 19:00

Sean Paul, Damian e Bounty: INTERVISTA SULLA GANJA

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Tre grandi artista legati dalla musica ma anche da una altra passione. I tre, in generi ed in modi diversi ne hanno esaltato la qualità e le proprietà benefiche in un loro single e sicuramente in uno show live.

In questa bella intervista sul tema della legalizzazione esprimono il loro parere, sincero ed onesta sulla tradizione che c'è alle spalle dell'utilizzo della pianta.

 “Benefico ma non ricreativo” Jr Gong ripete  la posizione dei seguaci rasta in tutto il mondo. Non si una per passatempo ma va contestualizzata ed non se ne deve fare abuso.

L'intervista realizzata da Large Up è stata realizzata prima dell'entrata in vigore della nuova legge sulla depenalizzazione della ganja sull'isola.

Ora 2 once a testa con una multa fino a 500 euro, ma niente fedina penale sporca e carcere come accadeva prima.

 

Sean Paul, Damian e Bounty: INTERVISTA

 

Africa Unite: “In arrivo il nostro nuovo album”

 

Massimo Pesce, meno di trent’anni, è un giovane che si è messo in testa una cosa: diffondere i suoni e la cultura della musica reggae in una città che da quell’orecchio non ci sente, Potenza.

Non è un caso, pertanto, che gli eventi che sta allestendo al Cycas Club di Tito Scalo, s’intitolino “La Voce del Reggae”.

Dopo l’esibizione di PietroDread e di Jovine di qualche mese fa, sabato 28 febbraio scorso è stata la volta di due band dal calibro molto grosso: gli Africa Unite (seppur in versione “sound system”) e i romani Radici nel Cemento.

Non serve organizzare un concerto ogni tanto –ci spiega Massimo- ma il mio intento è quello di dar vita a un vero movimento, e di compattarlo. Voglio, soprattutto, avvicinare anche i “profani” a questa musica, perché gli appassionati rispondono sempre e comunque”.

Ci saranno sicuramente altri eventi, conclude: il sogno/obiettivo è quello di portare qui da noi, quanto prima, un artista reggae direttamente dalla Giamaica.

Poco prima della loro esibizione abbiamo incontrato Bunna (voce) e Madaski (suoni) degli storici Africa Unite (band in circolazione da oltre 30 anni), giunti al Cycas di Tito Scalo nella loro versione “ridotta”, System of a Sound.

Questa sera siete qui al Cycas nelle vesti di “Africa Unite: System of a Sound”. In cosa consiste questo progetto “parallelo”?

Bunna: Serve a rappresentare un po’ le due “anime” degli Africa. Quella di Madaski, che fa il suo live “dub set”, e la mia, che si incarna nel “dj set” con le mie selezioni. Poi l’esibizione prevede una terza parte, in cui io canto quattro o cinque cose, sulle basi dub di Madaski.

Brani improvvisati?

Bunna: No, sono sempre pezzi del repertorio Africa Unite.

Madaski, lei è notoriamente un appassionato di Metal. Gli Africa Unite faranno mai un brano di quel tipo?

Madaski: Io sono assolutamente di quell’area lì (ride). Comunque non credo che faremo mai un brano metal. Anche se ritengo che a volte nelle “nicchie di suono” ci siano comunque della affinità attitudinali.

E’ un po’ che non esce un vostro disco nuovo.

Bunna: Lo abbiamo appena finito. Uscirà verso aprile. Ancora una volta, ci saranno le nostre due anime, con una virata un po’ più elettronica, questa volta.

Sarà nello stile di “Controlli”, quindi?

Madaski: No, sarà un discorso più “mediato”. Rispetto a quel disco ci saranno più “canzoni”, ma anche più “suoni”.

Io però mi sarei aspettato un cd live, dopo il tour particolare di “Babilonia e Poesia”, che riuniva la vecchia band di vent’anni fa.

Bunna: In effetti ci avevamo pensato. Abbiamo pure registrato qualcosa, che magari faremo ascoltare in qualche situazione. Tuttavia abbiamo preferito concentrarci sul disco nuovo, visto che erano quattro anni che non ne usciva uno.

Com’è cambiata la scena reggae rispetto ai vostri esordi di trent’anni fa?

Bunna: Mah, il reggae oggi ce l’ha, un suo pubblico. Il nostro, tuttavia, è trasversale, in quanto abbraccia anche persone che non sono propriamente appassionati di questa musica. E questo negli anni ci ha sicuramente aiutato.

E lei, Madaski, prima o poi farà un altro album solista di musica elettronica/industrial?

E chi lo sa? In effetti non ci ho pensato ancora, poiché il concetto stesso di “album”, almeno per certi generi, sta un po’ passando di moda. Lo stesso album nuovo degli Africa … beh, anche lì, abbiamo discusso a lungo se era il caso di fare uscire un disco o pubblicare semplicemente delle clip. Per quanto riguarda il mio lavoro solista, sì, ho lavorato a delle cose e le ho messe in Rete, ma un album nuovo…beh, la domanda mi coglie impreparato. Diciamo che da stasera ci penso e poi ti faccio sapere (ride).    Walter De Stradis

Un intervista tutta de vedere e da seguire con Mama Marjas .

Emerge il ruolo della donna del reggae oggi con la nostra Elè.

 

In una lunga intervista audio/video Chronixx parla dello stato di diffusione della musica reggae oggi, della crescente febbre europea e dei festival sempre numerosi e di qualità. Naturalmente si incrocia con la sua crescente celebrità e succeso.

E' il punto di vista di un artista che sta al massimo della sua popolarità e che descrive lo status quo del reggae con dettagli interessanti che fanno ben sperare. Nonostante la crisi secondo il quadro dipinto dalla voce da Chronixx, il battito in levare ha tenuto bene ed anzi ha fatto qualche piccolo passo in avanti.

L'intervista è stata realizzata dalla radio Hot97 nello spazio di Morning Show.

Vi lasciamo a questo interessante approfondimento per comprendere come e in che modo la musica reggae batte la crisi.

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