Mercoledì, 13 Aprile 2016 16:11

I Seal'd In Vain raccontano il loro progetto musicale

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Il Seal’d In Vain è un gruppo di musica reggae e soul. In questa intervista risponde David, tastierista e cantante, raccontando le origini della band e il progetto musicale.

Come vi siete conosciuti e perché avete scelto il nome Seal'd In Vain?

Con Jump (chitarrista e cantante) e Pietro (batterista) ci siamo conosciuti oramai parecchi anni fa condividendo diversi progetti musicali, accomunati dalla passione per la musica giamaicana e più nera in generale. L’idea era, dopo oramai più di dieci anni di esperienza accumulata sui palchi e in studio, di presentare un progetto musicale che attingesse ai generi di musica che più apprezziamo, caratterizzato da un sound riconoscibile e originale.
A noi tre si è poi aggiunto Davide che oltre a essere un bassista è anche un eccellente polistrumentista con un background fortemente caratterizzato dalla musica folk.
Riguardo al nome Seal’d In Vain, l’abbiamo scelto ispirandoci ad una nota poesia di Shakespeare che parla di amore e sentimenti, che è una delle tematiche più presenti nel nostro repertorio.

Passo al Passo è il vostro ultimo lavoro discografico. Com'è nata l'idea del video?

Passo al Passo è il nostro ultimo singolo che anticipa l’uscita del nostro primo EP. Per quanto riguarda il video essendo una vicenda legata ad un profugo in fuga dalla propria terra , volevamo comunicare la sensazione di un viaggio ideale che trasmettesse anche il senso di positività del viaggio nel quale il protagonista è accompagnato dai ricordi e dai propri affetti . La natura dei paesaggi spettacolari tra Lazio e Abruzzo ha fatto da cornice a tutto questo.

Cosa pensate della musica black italiana?

Essendo anche attivo in altri ambiti della musica “black” in Italia, come per esempio il progetto Kento & The Voodoo Brothers e la collaborazione con il rapper Janahdan ti posso dire che trovo che dal punto di vista dell’Hip Hop ci sia stata un'esplosione mainstream notevole, purtroppo non sempre seguita da un livello qualitativo equiparabile ad altre realtà europee.
Per quanto riguarda la scena reggae mi pare che ci sia un momento di stallo, ci sono poche produzioni originali e a differenza di qualche anno fa trovo ci sia meno fermento oltre che purtroppo meno serate, ovviamente ci sono delle eccezioni come Lion D e Raphael, le cui produzioni non a caso trovano più successo all’estero che in Italia.


Quali sono i vostri artisti di riferimento?

E’ veramente difficile elencarli tutti, se ne dovessi scegliere 3 parlando a nome del gruppo citerei Bob Marley, Johnny Cash ed Harry Bellafonte.

 

Siete al lavoro sul disco, cosa volete dire a riguardo?

L’EP in uscita nei prossimi giorni con Red Gold Green è stato frutto di un paio d’anni di lavoro. I pezzi sono tutti originali ad eccezione della traccia che apre il disco chiamata “Heart full of soul”, un pezzo degli Yardbirds datato 1965 che abbiamo totalmente riarrangiato rendendolo quasi irriconoscibile. I due singoli ufficiali usciti da poco, ovvero “Passo al Passo” e “Too Many rivers” , trattano di tematiche legate alle vicende dei migranti e della continua instabilità geopolitica del Medio oriente e dell’Africa.
Poi troviamo un mio pezzo reggae soul chiamato “What a Light” , 2 ballads cantate da Jump “L’oro” e “Smile” e a concludere un remix dub di “Too Many Rivers” del talentuoso dubmaster Shaman Monkey del sound system Roarin Bass. Inutile dire che non vediamo l’ora di rientrare in studio per registrare dei pezzi nuovi.


Dove è possibile ascoltare la vostra musica?

Potete trovare tra breve la nostra musica su itunes, spotify e tutti gli altri digital store, oltre che ovviamente su youtube e sulla nostra pagina facebook. Seguite il Bradipo!

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