Mercoledì, 06 Agosto 2008 00:00

GIOVANI E CRIMINE: UN LEGAME SEMPRE PIU' STRETTO

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Un nuovo fenomeno che preoccupa e allarma la Jamaica, è la crescente incidenza del crimine e della violenza perpetrata dagli adolescenti, violenza che sceglie come bersaglio o gli adulti o gli stessi coetanei. Sia la stampa che la televisione se ne stanno occupando da diversi giorni cercando di capire il perché di questo fenomeno. E visto che il mondo è così piccolo non ci sorprende come nello stesso momento questo argomento occupa anche molte pagine di cronache locali di Napoli, la nostra città dove sono in crescita le baby gangs e si moltiplicano gli assalti, gli agguati e le intimidazioni.

Verrebbe da dire che una società violenta non può che generare violenza, senza risparmiare i più piccoli, spesso anche vittime degli atti criminosi.
Parlare di questa nuova piaga che corrode il tessuto della società jamaicana, sempre più debole e inerme, ci permette di spiegare anche molte delle cose che accadono qui da noi o viceversa.

In Jamaica le gangs controllano interi ghetti e per loro è importante assoldare forze nuove per perpetuare il controllo del territorio. E cosa c'è di meglio per il raggiungimento di tale scopo del coinvolgimento di ragazzi ancora giovani? Ora colui che manovra i giovani può essere identificato nel don (il capo della gang) oppure coloro che trafficano droga e, ancora oggi, coloro che trasformano le divisioni politiche in motivi scatenanti la violenza.

Per un don è semplice esercitare la propria influenza sui ragazzi visto che molte volte quest'ultimo rappresenta un vero e proprio punto di riferimento capace di esercitare una forte influenza soprattutto nei confronti di tutti gli adolescenti che non hanno avuto una figura paterna di riferimento (cosa che in Jamaica accade molto spesso).

"Il don è una persona che ha bisogno di potere e di esercitare il controllo. Seppure è interessato a sottomettere gli adulti, la cosa che gli da più soddisfazione è la forma di adorazione che i più piccoli possono sviluppare per lui. E questo perché il don deve pensare anche alla sua eredità" - dice il Dr. Bernard, psicanalista e coordinatore del programma Alternative Student.

Quindi la violenza crescente nelle scuole non è altro che una proiezione di un fenomeno più ampio che investe la società.
"Il don vuole potere ed ammirazione e il ragazzo vuole le stesse cose. Nella comunità il don continua ad essere tale, ma nella scuola è il ragazzo a diventare don. Forma un gruppo disposto a seguirlo. Così le cose che succedono in un ghetto si riproducono nella scuola. Si ripetono gli stessi atti criminali come l'estorsione di soldi e nel peggiore dei casi l'omicidio".

Ma un altro fattore che assume una fondamentale importanza nello sviluppo della criminalità giovanile è la mancanza di rispetto.
"Nella nostra cultura questo aspetto è davvero cruciale. La mancanza di rispetto è un problema davvero critico. Un sentimento che fa scattare la violenza omicida, senza provare dopo un sentimento di rimorso."
A chi gli chiede quali azioni intraprendere per fermare questo preoccupante fenomeno, Bernard risponde che sono fondamentali dei forti legami con la famiglia e la società.

"Molti dei ragazzi che vengono coinvolti nella criminalità, non hanno rapporti affettivi con le rispettive famiglie e la società fino ad odiarne le regole. Sappiamo invece quanto sia importante l'affettività nelle famiglie visto che è grazie ad essa che si sviluppano la crescita e la fiducia."
Per Bernard un altro fattore da cambiare è la innata aggressività del popolo jamaicano, in particolar modo nei confronti dei bambini:
"Siamo un popolo molto aggressivo e tendiamo a traumatizzare i nostri bambini, specialmente se non voluti. In Jamaica gli adulti sono generalmente ostili nei confronti dei bambini, un fenomeno che si manifesta maggiormente nelle classi più povere senza per questo salvare le famiglie più abbienti solo leggermente più attente nei confronti dei loro bambini."

Alla fine del suo intervento Bernard va giù duro fino a denunciare una vera e propria depravazione che cancella ogni valore e fa si che la vita umana non valga nulla.
Ad alimentare il dibattito sul perché i bambini sono sempre di più vittime della violenza, hanno contribuito gli ultimi fatti di cronaca tra i quali ha fatto certamente scalpore l'uccisione simultanea, durante un agguato, di quattro bambini massacrati insieme ai genitori nel parish di St.Thomas lo scorso mese di febbraio.

Certi che la famiglia può essere un fattore di cambiamento, pensiamo però che da sola non possa bastare. Senza una politica di giustizia sociale che ridia speranze e fiducia nel futuro, sempre più giovani vedranno nella criminalità l'unica strada da percorrere.

Ras Ale Reggae Revolution Crew

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